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il 25 aprile, Mister B e la legge 1360 aprile 25, 2009

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“…se vi sentono quelli della Muti …zitti, zitti, se no finite nei campi in Germania”. “Attenti, c’è la banda Carità, se ti prendono prima ti torturano, poi ti uccidono”. “La banda Cock fa di peggio”.

Non so quanti possono ancora ricordare frasi così. Le dicevano impauriti i nostri padri e le nostre madri negli anni del fascismo e della Rsi. Le dicevano gli antifascisti, gli operai in sciopero che difendevano le fabbriche dai tedeschi, i partigiani, le donne, i vecchi. E gli ebrei in fuga. Gente massacrata nelle carceri, nei campi di concentramento, fucilata, mitragliata alle spalle, impiccata sugli alberi nelle piazze delle città e dei paesi con un cartello appeso al collo con la scritta bandito. Vittime degli uomini di Pavolini, della Banda Carità, della Muti, delle Brigate nere della Decima MAS. O dei corpi scelti che avevano giurato fedeltà a Hitler come le SS italiane, 15-20 mila persone, mostrine rosse e nere, sui berretti e sugli elmetti il “teschio d’argento”, sul bavero le due S stilizzate. (altro…)

macerie umane settembre 26, 2008

Posted by pagineonlife in società.
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L’altro ieri ho pubblicato un post con le foto di quello che avvenne il 26 settembre del ‘44 a Bassano del Grappa. E giusto oggi leggo che Christian Abbiati, portiere del Milan, in un intervista apparsa su Sportweek, il magazine della Gazzetta dello Sport, ha dichiarato che del fascismo condivide ideali come la Patria e i valori della religione e che gli piace la capacità che aveva il fascismo di assicurare l’ordine. Quale ordine non so, perché la storia è stata tutta diversa, perché in tutta Italia sotto il segno del fascismo sono state uccise e massacrate persone e idee. L’ordine era solo il silenzio: mia madre che si era nascosta in un sottoscala mentre in casa arrivavano SS e fascisti perse la parola per quasi un mese. All’epoca era una bambina. Diventata donna mi ha raccontato un po’ di verità. E le verità sono anche quelle foto, come le Fosse Ardeatine. Marzabotto, Stazzema. Mi fermo qui perché l’elenco sarebbe troppo lungo. Abbiati ha 31 anni, è nato nel ’77, non ha avuto un padre e una madre in grado di raccontargli la verità. Di spiegargli che l’ordine e tutto il resto producono solo scarti umani.

Da leggere Zygmunt Bauman, Modernità ed olocausto e Vite di scarto.