jump to navigation

public school marzo 17, 2009

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , ,
1 comment so far

Facendo ordine, mi è capitato di trovare una vecchia mail del 2006 spedita da mio fratello da New York. Nella mail non ci sono parole, ma soltanto una foto, ma è una foto che parla da sola: è il primo giorno di lavoro di sua figlia, assunta come insegnante. Michelle è sulla destra, porta i capelli lunghi sulle spalle, sorride all’obiettivo, felice per il lavoro, per il compito che le aspetta. Ma nella foto c’è anche qualcosa d’altro: non solo la felicità di Michelle, non solo l’orgoglio di mio fratello per la figlia. In quella foto c’è qualcosa di altrettanto importante: sono quei 24 bambini di prima elementare accanto alla loro maestra e dietro al cartello “public school …Brooklyn, class K”. Il fatto è che sono bambini coreani, asiatici, cinesi, portoricani, messicani, africani. Solo una bambina, oltre alla loro insegnante, è di pelle bianca. Riguardo la foto e vedo un altro particolare: alle spalle di tutti quei bambini e di mia nipote c’è la bandiera americana.

…ieri mattina a RaiUno ho sentito il politico di turno parlare di “tetti massimi di stranieri nelle scuole italiane…di quote…di equa distribuzione”. Che dite, gli posso mandare la foto della classe di mia nipote? Potrebbe servire?

Peter Hendke:

…Guardi cosa sta succedendo nella nostra Europa: sono cadute le frontiere ufficiali, sempre più ne sorgono di non ufficiali, invisibili, all’interno di ciascun paese addirittura.

Eastwood-Kowalski:

…ho più cose in comune con questi musi gialli che con i miei figli…

Annunci

la protesta nelle scuole ottobre 27, 2008

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , , , ,
add a comment

Nel lontano ’68 anche io ho occupato per alcuni giorni il liceo dove studiavo. Poi è arrivata la polizia…Allora si lottava contro il classismo (il 90 % degli alunni delle scuole elementari erano figli di lavoratori, ma solo il 10 per cento di questi si iscriveva all’Università), contro l’autoritarismo, per la democrazia nelle scuole, per il diritto allo studio, contro la guerra in Vietnam, per la pace. Quarant’anni dopo la storia sembra ripetersi. Guardo i ragazzi che occupano, ascolto i racconti di mia figlia di ritorno da un’assemblea…la vedo euforica. Un po’ come lo ero io tanti anni fa. Sull’Unità di oggi a pagina 4 una foto ritrae i manifestanti di Pisa che sfilano lungo l’Arno, tantissimi. Impossibile non vederli, impossibile non pensare. Usando ovviamente la testa. Cosa che in Italia non succede più: da una parte c’è la ministra Gelmini secondo la quale “è una protesta di pochi”, dall’altra c’è l’ex presidente Cossiga.

Mi scrive così il mio amico G. Zanetta: “Incredibile che un ex-presidente (di tutto) possa dichiarare queste cose e soprattutto possa chiamare in causa Enrico Berlinguer. Siamo all’applicazione della scuola di Chicago, le teorie che Friedman consigliò ai generali sud-americani ed in particolare  al generale Pinochet. Queste persone dovrebbero stare da un’altra parte, così tutti quelli inquisiti dal Golpe Borghese, alla P2, ai servizi deviati (1964, 1984 e 2004). Siamo all’istigazione del colpo di stato, meno male che siamo in Europa”.