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se fossi eluana ottobre 11, 2008

Posted by pagineonlife in società.
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Non ho alcun diritto di parlare. Chiedo subito scusa, ma se fossi Eluana Englaro, se potessi scrivere, forse, ripeto forse, io potrei dire così:  “Da quasi 17 anni mi nutrono e mi fanno defecare artificialmente. Io non vivo, non sento, non vedo, non penso, non soffro. Mia madre sta male, mio padre sembra don chisciotte, vive per me, vive solo per me, guarda le mie foto e appare sui giornali con la sua aria triste e sconsolata. In un libro “Eluana. La libertà e la vita”, Rizzoli-Bur, appena mandato alle stampe, c’è la nostra storia. Mio padre parla del suo-nostro lungo calvario sanitario e giudiziario, alla disperata ricerca del rispetto della mia volontà. Avevo vent’anni quando Alessandro, detto Furia, rimase in coma per un incidente, esattamente un anno prima del mio incidente. Ricordo bene: di fronte a quella condizione di sopravvivenza artificiale, dissi ripetutamente “A me, mai”. Mio padre lo scrive nel libro, lo dice da anni. Non succede nulla: preti, magistrati, politici, giuristi, esperti di bioetica, giornalisti, tutti costoro mi girano attorno senza vedermi e intanto parlano per me di sacralità della vita. Mio padre ha ragione, questa è una storia di oscurantismo, da medioevo. Decidono per me: tutti vogliono parlare per me. Forse è il caso che me ne vada da sola, spero di farcela, forse un dio pietoso perché in terrà la pietà non c’è, mi aiuterà a togliere il disturbo. Affinché quelli che non vedono e non vogliono vedere possano stare in pace con le loro idee. Su repubblica.it Piero Colaprico oggi sabato, alle ore 16.30 scrive che le mie condizioni  sono peggiorate all’improvviso e gravemente…che l’intervento dei medici, chiamati dalle suore misericordine che accudiscono la paziente, è per ora vano. Sarebbe necessaria una trasfusione di sangue ma – date le condizioni critiche – questa trasfusione potrebbe essere accanimento terapeutico, perché non porterebbe alcun miglioramento significativo nella non-vita… Il padre, chiuso nel suo silenzio, è andato di persona alla clinica, annullando i due impegni per oggi: andare a registrare una puntata di Che tempo che fa? con Fabio Fazio e partecipare a un convegno in corso Matteotti a Milano, organizzato da Politeia, all’auditorium san Carlo. Intorno alla clinica di Lecco sono già presenti alcuni giornalisti e una rete Tv…
Forse ce la faccio davvero a togliere il disturbo, i parrucconi saranno soddisfatti”.

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