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dalla privacy all’olio di ricino maggio 25, 2010

Posted by pagineonlife in società.
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…Esaminiamo, per esempio, la libertà e i diritti del singolo nel suo rapporto con l’autorità. Sono stabiliti dalla Costituzione. Dovremo certamente mettere in conto che da parte dello Stato, oppure di un partito che si è impadronito dello Stato […] questi diritti verranno continuamente violati anche per periodi piuttosto lunghi […] La violazione del diritto assume talvolta apparenza di legalità, per esempio quando il partito al potere si assicura una maggioranza favorevole a modificare la Costituzione. La maggioranza può contemporaneamente agire nella legalità e produrre illegalità…
(Trattato del ribelle, Ernst Jünger)

Ogni cittadino ha diritto

1) a un’informazione libera e corretta secondo regole etiche e deontologiche che si richiamano ai diritti sanciti dalla Costituzione e che non sia condizionata da interessi di parte e di poteri;
2) alla trasparenza e cioè di conoscere la composizione dell’assetto proprietario di quotidiani o periodici;
3) alla garanzia e al rispetto dei propri diritti sanciti dalla Costituzione e di poter intervenire oltre che di vedere rettificata una notizia lesiva dei propri diritti o scorretta;
4) alla tutela contro la frode pubblicitaria, politica ed economica.

E’ da questi principi che parte il mio lavoro di giornalista. Principi rivolti a tutelare un interesse, che è appunto quello che ha chi legge i giornali, guarda la Tv, ascolta la radio e naviga nella rete. Diritti ai quali io come giornalista ho il dovere di attenermi. Un dovere dettato dal rispetto di una regola fondamentale: raccontare i fatti con onestà, senso di giustizia, sensibilità, guidato da passione e amore per la verità e spinto dalla voglia di sapere. Una voglia di sapere che è la stessa che ha il lettore perché anche io sono un lettore.

Ma oggi il diritto di sapere viene negato da un potere che poco alla volta ha trasformato l’informazione in spettacolo e che manipola e vuole manipolare la verità per mantenersi al potere con tutti i suoi privilegi. Privilegi di casta per fare quello che altri non possono fare e avere quello che altri non possono avere. Per nascondere corruzione e malaffare. Pagando e comprando i soliti servi sciocchi. Quei servi sciocchi che da molti anni giorno dopo giorno hanno ucciso democrazia e libertà. E’ un regime il nostro oggi in Italia? Guardo i miei post precedenti e la risposta è certamente sì e che mi sto ripetendo, perché giorno dopo giorno aumentano i tagli alla democrazia, logorando e deteriorando cultura e storia, pensieri e conquiste. E così guardando indietro vedo che in questo blog alla fine scrivo sempre le stesse cose.

“Quando nella comunità c’è sicurezza – scrive William Sheridan Allen nel suo Come si diventa nazisti – gli agitatori politici si ritrovano a declamare in sale quasi vuote. E’ necessaria una paura ossessiva, l’improvvisa coscienza di pericoli […] per riempire le sale di ascoltatori che vedono nell’agitatore colui che li salverà”.  In pratica quello che ha fatto la lega Nord fin dall’inizio della sua nascita vedendo gli stranieri come nemici. E quello che ha poi fatto Berlusconi novello McCarthy sparando a zero prima contro i comunisti poi contro la sinistra, poi contro i giudici divisi in buoni che gli danno ragione e cattivi tutti gli alti.

E così ecco che oggi nasce il decreto contro le intercettazioni, per mettere la museruola a chi ancora non ce l’ha. Parlano di diritto alla privacy, non dicono che si tratta di censura. Mi sono riletto alcuni passaggi del celebre discorso di Edward Murrow (Good Night end Good Luck): “…Al momento attuale siamo tutti grassi, benestanti, compiaciuti e compiacenti. C’è un’allergia insita in noi alle notizie spiacevoli e disturbanti, e i nostri mass media riflettono questa tendenza. Ma se non decidiamo di scrollarci di dosso l’abbondanza, non riconosciamo che la televisione soprattutto viene utilizzata per distrarci, ingannarci, divertirci ed isolarci, chi la finanzia, chi la guarda e chi ci lavora si renderà conto di questa realtà quando oramai sarà troppo tardi per rimediare. Se continueremo così, la storia prima o poi si vendicherà, e il castigo non impiegherà molto ad arrivare…”. Erano gli anni cinquanta, oggi è ben peggio. “Verso l’olio di ricino” dice Milena Gabanelli di Report.

A proposito di Eward Morrow:
Good Night end Good Luck
Quella mattina a Buchenwald

un mio vecchio post: non crediate che sia finita

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anche Hitler fu eletto da popolo febbraio 11, 2010

Posted by pagineonlife in società.
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Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso..
(Pericle, 461 a.C.)

Preferisco leggere e studiare, e purtroppo il tempo è poco: vorrei una giornata di 48 ore. La Tv non la guardo quasi più. I talk show ancora meno: non è certo lì che mi informo e capisco come va l’Italia e come va il mondo…ahimè quasi quasi rimpiango Zatterin. Ma, quando sento che durante la campagna elettorale “chiuderanno” le trasmissioni come Anno Zero, l’Infedele (mi è più caro degli altri assieme alle inchieste di Report e Iacona) e Ballarò, allora mi dà fastidio. Allora sento puzza di editti e di regime. E non mi piace perché molti che si informano solo con la Tv non avrebbero più la possibilità di sentire voci fuori dal coro, di ascoltare le parole del bravo Giorgio Bocca che – come lo scorso 4 febbraio – quasi unico nel panorama italiano dice la verità sul caso della famosa foto di Di Pietro con Contrada, e spiega – anche a Felice Cavallaro, autore del cosiddetto scoop – che quella non era una notizia. E ancora non avrebbero la possibilità di ascoltare Bocca che apostrofa Santoro con la frase “Tu hai un bello stomaco per sopportare questa recita e mi stupisce che la filosofia del Corriere sia la diffamazione di Di Pietro”, o rintuzza l’avvocato parlamentare Ghedini ricordando che “Anche Hitler e Mussolini vennero eletti dal popolo”.

Regime: un pochino di tanto insisteva Bocca in Tv quel 4 febbraio. Intanto in questi giorni tra le tante 1) si pensa come imbavagliare Internet; 2) si provano a vietare le video dirette sempre tramite la rete; 3) l’uomo presidente assolve e promuove a priori Bertolaso e continua ad attaccare i giudici; 4) si ordina il voto di fiducia sul maxi emendamento che sancisce la fine del diritto soggettivo al contributo pubblico a testate come il manifesto, l’unità, il secolo d’Italia etc e si salvano quelli alla grande stampa come il Corriere, il Sole 24ore etc.

“Si ricorda che i furti fanno parte della cronaca nera, che deve essere limitatissima e pubblicata, anche nei casi di maggior mole, con nessun rilievo”. (Disposizioni del Duce ai giornali 29 agosto 1942)

Democrazie senza democrazie, dice lo storico Massimo Salvadori.

Post scriptum a proposito di giornali e giornalisti: lo scorso novembre è finito tra le brevi o per lo più è stato ignorato dai giornali l’esito dell’esame anatomico del cervello di Eluana Englaro che riscontrava uno stato vegetativo permanente con lesioni anatomicamente irreversibili. Ma al contrario l’altro ieri sui giornali grande risalto alla lettera di Berlusconi che alle suore dice: “provo dolore per non averle salvato la vita”. Naturalmente la polemica è sulla forma e non sulla sostanza.