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la strage di Stato dicembre 11, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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Il 12 dicembre 1969 un ordigno contenente sette chili di tritolo esplode alle 16,37, nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il bilancio delle vittime è di 16 morti e 87 feriti. Guarda la strage di piazza Fontana (wikipedia)

Alla fine ho trovato quello che cercavo. Impolverati, con le pagine ingiallite dal tempo e le copertine scollate, ho tra le mani due libri preziosi: uno è “Il silenzio di Stato”, Sapere Edizioni, scritto da Pino Nicotri e dal Comitato di documentazione antifascista di Padova, e l’altro è “La strage di Stato”, edito da La nuova sinistra, autori “un gruppo di militanti della sinistra extraparlamentare”. Nel primo in copertina c’è il disegno delle tre scimmiette “non vedo, non sento e non parlo” e nel secondo due militari di spalle e la foto di Pietro Valpreda. Due lavori di controinformazione e che rivelano, come scrive Nicotri parlando dei suo Il silenzio di Stato, “tutte le protezioni che i neonazisti veneti capeggiati da Franco Freda hanno avuto nella Padova degli anni della strategia della tensione per poter prima imparare a mettere le bombe nei treni e poi organizzare la strage di piazza Fontana. Il libro racconta anche come il Ministero dell’Interno ha fatto sparire le testimonianze che avrebbero potuto portare agli autori della strage nel giro di 48 ore, e come i servizi segreti militari hanno prima allevato la cellula terrorista di Freda e poi fatto fuggire all’estero alcuni suoi imputati”.

Ho copiato qui un passaggio del libro: “A tre giorni dagli attentati il proprietario della valigeria Al Duomo di Padova telefona in Questura affermando di aver venduto due giorni prima degli attentati proprio quattro borse. Una sua commessa riconoscerà poi in Freda l’acquirente. Un compagno, anche lui non appena il Giorno pubblica le foto del particolare disegno della borsa rinvenuta alla Banca Commerciale, accortosi di possederne una uguale la fa vedere a un poliziotto…il poliziotto se la cava dicendo che ormai sanno chi è il colpevole…L’episodio venne da noi portato a conoscenza del giudice D’Ambrosio e del settimanale L’Espresso. Così sollecitato D’Ambrosio fa fare delle ricerche a Padova e solo così verrà alla luce la storia delle altre quattro borse, quelle degli attentati”.

Il secondo libro “la strage di Stato” è tutto in rete a questo indirizzo

Concludo citando ancora Nicotri: “l’Ufficio Politico della questura di Milano e una sezione molto delicata e chiacchierata del ministero degli Interni, l’Ufficio Affari Riservati, sapevano molto bene sia dell’acquisto che della testimonianza e della relativa sparizione [delle borse], ma si erano entrambi ben guardati dal comunicare alcunché ai magistrati…”. ”…Sarà il più volte ministro della Difesa e capo del governo Giulio Andreotti a dover infine rendere pubblico che i servizi segreti militari erano da tempo in contatto con quei terroristi tramite il giornalista Guido Giannettini, arruolato a libro paga come “l’agente Z”. Se quegli organi dello Stato non avessero cospirato, mentito, depistato e insabbiato, il “mistero” della strage del 12 dicembre sarebbe stato risolto in meno di una settimana…”.

Post scriptum: a proposito di ambiente su radio radicale ho sentito Elisabetta Zamparutti che diceva: “Le autorità della sicurezza di Francia, Inghilterra e Finlandia hanno condannato quei reattori che in forza dell’accordo tra Berlusconi e Sarkozy dovranno essere installati in Italia”; a proposito di guerra, mi sono saltati i nervi sentendo Obama a Oslo che parlava di guerre giuste; a proposito di Berlusconi secondo il quale l’80 per cento dei giornali sono di sinistra riporto qui alcune importanti testate italiane con relativa proprietà (di sinistra?): Il Giornale (Società europea di Edizioni, riferibile a Berlusconi), Il Corriere della Sera (R.c.s. Quotidiani spa), Il Messaggero, Il mattino, Il Gazzettino (Caltagirone Editore), La Stampa (Editrice La Stampa), Il Foglio (Il Foglio quotidiano Società cooperativa), Libero (Cooperativa editoriale Libero s.r.l.), Il Tempo (Domenico Bonifaci), Panorama (Mondadori), Il Sole (Confindustria).

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l’obbedienza non è più una virtù novembre 4, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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In tempi di Padania e di deliri (Daniele Sensi), mentre si festeggia il 4 novembre quando a Villa Giusti a Padova (in realtà era il 3 novembre) fu firmato l’armistizio che nel 1918 pose fine alle ostilità tra l’Italia e l’Austria-Ungheria, e che costarono la vita a 700 mila italiani, oltre al milione e più di mutilati, penso: 1) a quando da antimilitarista negli anni ’70 andavo a distribuire volantini sull’obiezione di coscienza (per avere diritti non per limitarli come avviene oggi); 2) ad Alberto Trevisan obiettore storico del Veneto, per tre anni dentro e fuori dal carcere prima a Forte Boccea a Roma, poi a Peschiera del Garda, quindi a Gaeta e di nuovo a Peschiera (Ho spezzato il mio fucile. Storia di un obiettore di coscienza, EDB, collana Oggi e domani); 3) a mio padre che a Villa Giusti fu decorato con la croce di guerra al valor militare per la sua attività di comandante partigiano; 4) a un mio post di un anno fa l’Italia ripudia la guerra

Era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra
gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vendere cara la pelle.

E quando gli dissero di andare avanti
troppo lontano si spinse a cercare la verità
ora che è morto la patria si gloria
d’un altro eroe alla memoria.

Ma lei che lo amava aspettava il ritorno
d’un soldato vivo, d’un eroe morto che ne farà
se accanto nel letto le è rimasta la gloria
d’una medaglia alla memoria.
(la ballata dell’eroe- De Andrè)

Note: canzoni contro la guerra
sito ufficiale del centro formazione e ricerca don Lorenzo Milani e scuola di Barbiana