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l’affare atomico febbraio 27, 2009

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Era il 26 aprile del 1986: un reattore della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, fu distrutto da una tremenda esplosione. Nubi altamente radioattive invasero l’Europa e il resto del mondo. Secondo gli scienziati quell’incidente potrebbe uccidere ancora. Quindici mila volte in più di quanto ufficialmente stimato.

C’è un libro di parole e foto, ed è un libro lacerante. E lo consiglio a chi oggi ha certezze e che vuole la centrale  nucleare nel giardino di casa. Un giovane spinto dalla voglia di esserci ha raccontato Chernobyl vent’anni dopo, l’ha fatto con scatti in bianco e nero, con parole e citazioni. Un libro che invita a dire no, e dove si incrociano la vita e la morte, aule scolastiche lasciate intatte, un orsacchiotto a fianco a una maschera antigas, una madre accanto alla figlia malata, un piccolo bimbo con pistola giocattolo, i ragazzini del carcere minorile. Carcasse di auto. Si chiama “Viaggio al termine della notte”, è edito da Vie di mezzo, e l’autore è Carlo Spera, 33 anni, di Lanciano, in provincia di Chieti, che alcuni anni fa ha viaggiato nelle zone contaminate, da Chernobyl al sud della Bielorussia, guardando, fotografando, parlando con medici e infermieri, con genitori di bambini malati, con i militari. (altro…)

intercettazioni di Natale dicembre 21, 2008

Posted by pagineonlife in società.
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Intercettazione n° 1: “Caro Babbo Natale, sono un bambino di 10 anni: mio padre fa il muratore, e mia madre lavora come donna delle pulizie. In casa nostra, quando va bene, entrano 800 euro al mese: servono a pagare l’affitto di casa (due stanze per 350 euro), il riscaldamento, la luce, le tasse per i rifiuti. Per fortuna ho dei cugini più grandi che mi passano i loro vestiti. Ma i libri e i quaderni per la scuola costano tanto e quindi spesso non arriviamo a fine mese. Da un po’ ci aiuta la Caritas: mia madre passa in mensa dove le danno pasta, olio, scatolette. Anche mia nonna non se la passa troppo bene: sperava nella social card, ma per uno scarto di pochi euro non ha diritto a questo aiuto. In Comune l’assistente sociale ci ha promesso da anni una casa popolare, ma siamo in fondo alla graduatoria e dobbiamo aspettare ancora. Fra poco è Natale. Non ti chiedo regali, ma un lavoro vero per mio padre, con un contratto e che non sia costretto ad andare in cantiere anche quando ha la schiena a pezzi per i dolori perché altrimenti rischia di non essere più chiamato. Firmato Marco N.”

Intercettazione n° 2 “Caro Marco: ho fatto molto per questo paese, consentimi di dirti che io sono portatore di una moralità sconosciuta nel passato e nel presente, e questo pur avendo contro tutti i comunisti.. Non credere alla crisi, sii ottimista, dii a tuo padre che vadi al lavoro tranquillo e sereno. Ai giornalisti, anche a quelli che fanno i birichini, ho promesso il contratto per gennaio; e fra sette anni avremo una centrale nucleare. Sto facendo molto. Ma ho ereditato una grave crisi, coi verdi e gli ambientalisti che hanno messo sempre il veto su tutte le opere; ma ora si riparte, apriremo tanti cantieri, faremo grandi opere, anche il ponte sullo stretto… ma tuo padre – cittadino consumatore – deve avere meno ansia. Ho i dati di un sondaggio: 8 italiani su 10 hanno rinunciato a cambiare l’automobile per paura della crisi. ecco questo, fa male, questo induce la crisi. Dillo a tuo padre. Da presidente della repubblica, quando avrò più poteri, potrò essere ancora più incisivo, adesso l’ordinamento attuale non mi permette di prendere decisioni tempestive ed essere incisivo. Intanto tu sii sereno, fai come me che al mattino mi sveglio sempre di buon umore, la crisi dipende da te. Firmato Babbo Natale”