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senza parole aprile 8, 2010

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Nb: ho preso questa foto dell’agenzia fotografica Emblema da Il fatto quotidiano. L’orginale è più chiara, ma anche così si capisce il compiacimento del presidente del consiglio ora super pares anziché primus inter pares come recita la nostra Costituzione.

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decreto interpretativo bis marzo 6, 2010

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Art. 1 – Berlusconi è alto, ha la chioma fluente e con quella bocca può dire ciò che vuole.
Art. 1, comma 1 – A Deo rex, a rege lex.
Art. 2 – Il Popolo della libertà ha sempre ragione.
Art. 3 – Sabato adunanze e giochi ginnici.

battute a parte, aggiorno oggi (8 marzo) questo post del 6 marzo con due link da Micromega:
1) intervento audio di Tabucchi: “Napolitano garante di Berlusconi, non della Costituzione”
2)Flores d’Arcais: “Napolitano come Facta?”

quando eravamo dalla parte dei cattivi ottobre 26, 2008

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Mio padre prima dell’8 settembre e prima di diventare un combattente partigiano è stato in Africa con la divisione Folgore dove ha combattuto nella battaglia di El Alamein, un inferno di sangue e morte che causò 100-150 mila morti. Ricordo che mi raccontava che erano senz’acqua, che molti erano costretti a bere l’urina, che invano più volte chiedevano aiuti ai tedeschi dai quali ricevano solo battute di scherno e il solito “raus”. E non avevano nemmeno munizioni a sufficienza tanto che contro i tank usavano le bottiglie incendiarie. “Ci nascondevamo sotto la sabbia, e dopo che il carro armato ci era passato sopra uscivamo allo scoperto; quindi da dietro gettavamo all’interno del tank le bottiglie incendiarie”. Ma non erano per niente degli eroi. Anzi erano giovani mandati al macello, prime vittime di una vera e propria guerra di aggressione. Uomini dalla parte sbagliata. Ha detto il presidente Giorgio Napolitano in visita l’altro ieri al Sacrario di El Alamein che custodisce le spoglie di quasi cinque mila soldati italiani (la metà rimasti ignoti), caduti negli ultimi mesi del ’42: “I veri sconfitti furono i disegni di aggressione e di dominio, fondati persino su aberranti dottrine di superiorità razziale, che avevano trovato nel nazismo hitleriano l’espressione più virulenta e conseguente”. Anche mio padre mi diceva: meno male che siamo stati sconfitti, la vittoria nostra e dei tedeschi sugli alleati avrebbe significato la vittoria di Hitler.