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con-seguenze febbraio 2, 2009

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“Voglio i vagoni piombati per spedire a casa gli immigrati entrati clandestini in Italia” (Giancarlo Gentilini sindaco di Treviso, 2000).

“No all’invasione di merci cinesi”, “Liberi di decidere a casa nostra” (Manifesti Lega nord, 2006) .

“Non è schedatura etnica. Prendendo le impronte ai rom si vuole offrire ai nomadi una ulteriore garanzia per la tutela dei loro diritti”  (il ministro  Maroni, audizione alla Commissione Affari costituzionali della Camera, 25 giugno 2008).

“A essere discriminati sono i cittadini italiani: sono loro che pagano il costo dei servizi che lo Stato italiano offre agli extracomunitari” (La padania, 2008).

“Maroni: extracomunitari, basta guanto di velluto” (La padania, 2008).

“Non dire niente, non è grave quello che hai fatto” (il padre di uno dei ragazzi di Brescia che confessa l’omicidio di Mohamed Chamrani, marocchino (2008).

“Scimmia” (un agente della polizia municipale di Parma a Emmanuel Bonsu, ghanese arrestato e picchiato, 29 settembre 2009).

“Nel 2009 ce sarà da divertisse…” (stralcio dalla confessione di Davide autore dello stupro di  Capodanno 2009).

“Consegnatelo al padre di lei, ci penserà lui”, “Assassini, assassini, vogliamo giustizia” (reazioni della gente).

“Guidonia, presa la prima belva” (Il tempo 25 gennaio 2009).

“…Entrano, ma dopo dove li mettiamo? Il mercato del lavoro ormai è saturo, ce ne sono troppi, anche noi non abbiamo più lavoro” (Federico, giovane di Verona, vota Lega nord, intervenuto ad Anno zero, 29 gennaio 2009).

“Il fatto è che noi abbiano tanti dei nostri che perdono il lavoro” (Il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Cota, Anno zero, 29 gennaio 2009).

“British jobs for british workers” (cartelli di fronte alla raffineria Lidsey Oil del Lincolnshire, 20 gennaio 2009).

“Bruciano immigrato per divertirsi” (La repubblica, 2 febbraio),

“Tolleranza zero non vuol dire nulla. Più di una volta ho avuto la sensazione che servisse a giustificare l’intolleranza” (Pisanu, ex ministro dell’Interno, Corriere della sera, 2 febbraio 2009).

E ora passiamo a cose più leggere (Tg1).

intercettazioni di Natale dicembre 21, 2008

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Intercettazione n° 1: “Caro Babbo Natale, sono un bambino di 10 anni: mio padre fa il muratore, e mia madre lavora come donna delle pulizie. In casa nostra, quando va bene, entrano 800 euro al mese: servono a pagare l’affitto di casa (due stanze per 350 euro), il riscaldamento, la luce, le tasse per i rifiuti. Per fortuna ho dei cugini più grandi che mi passano i loro vestiti. Ma i libri e i quaderni per la scuola costano tanto e quindi spesso non arriviamo a fine mese. Da un po’ ci aiuta la Caritas: mia madre passa in mensa dove le danno pasta, olio, scatolette. Anche mia nonna non se la passa troppo bene: sperava nella social card, ma per uno scarto di pochi euro non ha diritto a questo aiuto. In Comune l’assistente sociale ci ha promesso da anni una casa popolare, ma siamo in fondo alla graduatoria e dobbiamo aspettare ancora. Fra poco è Natale. Non ti chiedo regali, ma un lavoro vero per mio padre, con un contratto e che non sia costretto ad andare in cantiere anche quando ha la schiena a pezzi per i dolori perché altrimenti rischia di non essere più chiamato. Firmato Marco N.”

Intercettazione n° 2 “Caro Marco: ho fatto molto per questo paese, consentimi di dirti che io sono portatore di una moralità sconosciuta nel passato e nel presente, e questo pur avendo contro tutti i comunisti.. Non credere alla crisi, sii ottimista, dii a tuo padre che vadi al lavoro tranquillo e sereno. Ai giornalisti, anche a quelli che fanno i birichini, ho promesso il contratto per gennaio; e fra sette anni avremo una centrale nucleare. Sto facendo molto. Ma ho ereditato una grave crisi, coi verdi e gli ambientalisti che hanno messo sempre il veto su tutte le opere; ma ora si riparte, apriremo tanti cantieri, faremo grandi opere, anche il ponte sullo stretto… ma tuo padre – cittadino consumatore – deve avere meno ansia. Ho i dati di un sondaggio: 8 italiani su 10 hanno rinunciato a cambiare l’automobile per paura della crisi. ecco questo, fa male, questo induce la crisi. Dillo a tuo padre. Da presidente della repubblica, quando avrò più poteri, potrò essere ancora più incisivo, adesso l’ordinamento attuale non mi permette di prendere decisioni tempestive ed essere incisivo. Intanto tu sii sereno, fai come me che al mattino mi sveglio sempre di buon umore, la crisi dipende da te. Firmato Babbo Natale”