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l’11 settembre settembre 11, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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Difficile dimenticare la data dell’11 settembre e quei tremila morti trasformati in polvere. Da quella data sono cominciate nuove guerre, e ancora vittime. Afganistan, Iraq, ancora Afganistan. In una spirale senza fine. E per non dimenticare mi sono rivisto i documenti di luogocomune.net e il film Loose change .

Ma l’11 settembre è una data che rimanda anche ad altre tragedie. A quella cilena con l’uccisione l’11 settembre del 1973  di Allende e l’inizio di un golpe che fece paura anche in Italia. Migliaia i morti, 10.000 i cileni che subirono la tortura, centinaia di migliaia quelli costretti all’esilio.  In rete ho trovato l’audio con  l’ultimo discorso del presidente Allende prima di venire ucciso alla Moneda . E qui invece il testo

Ma c’è anche un 11 settembre che al contrario ha segnato una tappa nella politica in India e nel mondo. Una tappa di pace. Era l’11 settembre del 1906 e nel vecchio teatro imperiale di Johannesburg, convocata dal giovane avvocato Gandhi, si svolgeva una grande assemblea degli Indiani immigrati in Sud Africa. Nasceva quel giorno una campagna di lotta e di disobbedienza civile contro leggi discriminatorie ed umilianti. Nasceva il movimento della non violenza.

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auguri giovane Obama novembre 4, 2008

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“…Un ordine ha trasformato queste figure silenziose in nemici nostri; un altro ordine potrebbe trasformarli in amici. Intorno a un tavolo un foglio scritto viene firmato da pochi individui che nessuno di noi conosce, e per anni  diventa nostro scopo supremo ciò che in ogni altro caso provocherebbe il disprezzo di tutto il mondo e la pena più grave…”. E’ un passo tratto da Niente di nuovo sul fronte occidentale, di Erich Maria Remarque, un libro datato e purtroppo dimenticato. Anzi sostituito dalla nuova glorificazione della guerra, addirittura dalla santificazione degli orrori assieme alle solite retoriche sulla patria e sull’onore. Le stesse retoriche (oggi accompagnate da spot in tv che sembrano sceneggiati)  che costrinsero – e costringono ancora – milioni di persone e tante generazioni a morire nel fango, asfissiati dai gas, maciullati dalle bombe. Da prima della guerra di Troia. Fino alle guerre “giuste” ed “umanitarie”. Fino a quelle contro il terrore. Fino a quelle “preventive”. Contro l’altro che diventa nemico, come annotava Remarque,  in forza di “un ordine scritto e firmato da pochi”.  E mentre in Italia si festeggia non so cosa, in America tanti sognano la svolta e che il sogno di Obama diventi realtà. Quarant’anni dopo il sogno di Martin Luther King. Perché tutti gli essere umani nascono liberi ed uguali in libertà e diritti. Auguri giovane Obama.