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questioni di vita e di morte marzo 26, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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In Abruzzo c’è una casetta magica su un albero magico. All’inizio era solo un piccolo rifugio costruito dal titolare di un agriturismo nell’entroterra pescarese, col tempo invece è diventato l’albero dove si fanno i bambini. La storia comincia quando all’agriturismo arrivò una coppia di Torino che pur di restare, visto che le camere erano al completo, chiese e ottenne di usare il rifugio sull’albero di mandorlo. Vi restarono una settimana, giorno più giorno meno e poi da Torino tre mesi dopo si rifecero vivi: l’albero aveva dato i suoi frutti: i due coniugi, da tanto alla ricerca di un figlio, aspettavano il loro primo maschietto concepito lassù, in una di quelle notti sul mandorlo. E non fu più la prima volta: di nuovo accadde a una coppia di napoletani, poi a dei veronesi. Questo alcuni anni fa. Non so come la storia dell’albero magico sia andata avanti, ma certo è una bella favola.

A proposito di vita
1) ieri si è consumata la vendetta contro il papà di Eluana e contro tutti coloro che credono alla libertà e alla Costituzione dove all’articolo 32 è scritto: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
2) due settimane fa è morta di tubercolosi polmonare una ragazza di 25 anni di origine nigeriana. Si chiamava Joy Johnson. La donna che si prostituiva nelle campagne del barese, pur malata non si curava forse anche per paura di venire denunciata dai medici a causa della nuova norma inserita nel “decreto sicurezza”.

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…changeling novembre 15, 2008

Posted by pagineonlife in società.
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“La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sè….perché si muova bisogna metterci dentro il combustibile…bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito…La libertà è come l’aria . Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare…ogni giorno sulla libertà bisogna vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…nessuno di noi nel mondo è solo, siamo parte di un tutto” (Piero Calamandrei: discorso agli studenti milanesi -1955)

Beppino Englaro alla fine ce l’ha fatta. Da solo, con la tenacia dei friulani, migranti e gran lavoratori, gli stessi che – coi miei lontani amici C. Buffa e il “colonnello Maretto” – ho visto rimboccarsi le maniche dopo il terremoto del ’76. Beppino Englaro dice che ha vinto lo stato di diritto, che sono state applicate le regole e i principi prescritti dalle leggi. Non sono del tutto d’accordo: la sua vittoria e conseguentemente quella di sua figlia (in via di liberazione) sono unicamente frutto di una lotta. E’ solo grazie alla sua lotta che lui si è conquistato quel diritto che nessuno mai deve portare via a un uomo. Il diritto di decidere per sé e di vedere rispettate le proprie volontà. Come persona e non come suddito. La stessa lotta che nell’America del ‘28 ha permesso a Christine Collins-Angelina Jolie di mostrare il vero volto del dipartimento di polizia della “Citta degli Angeli” dove governavano corruzione e malaffare, riuscendo a far dimettere il capo della polizia, a costringere il sindaco a non ricandidarsi e, ancora, a denunciare l’uso del manicomio contro oppositori e liberal. Una lotta che è speranza suggerisce Clint Eastwood alla mamma coraggio di Changeling. Una pagina storica per gli Usa quella del ’28…
…il contrario di quanto è accaduto da noi a Genova sulla mattanza della Diaz dove in quattro e quattr’otto una brutta sentenza ha ucciso diritto e speranza.