jump to navigation

dalla privacy all’olio di ricino maggio 25, 2010

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , , ,
add a comment

…Esaminiamo, per esempio, la libertà e i diritti del singolo nel suo rapporto con l’autorità. Sono stabiliti dalla Costituzione. Dovremo certamente mettere in conto che da parte dello Stato, oppure di un partito che si è impadronito dello Stato […] questi diritti verranno continuamente violati anche per periodi piuttosto lunghi […] La violazione del diritto assume talvolta apparenza di legalità, per esempio quando il partito al potere si assicura una maggioranza favorevole a modificare la Costituzione. La maggioranza può contemporaneamente agire nella legalità e produrre illegalità…
(Trattato del ribelle, Ernst Jünger)

Ogni cittadino ha diritto

1) a un’informazione libera e corretta secondo regole etiche e deontologiche che si richiamano ai diritti sanciti dalla Costituzione e che non sia condizionata da interessi di parte e di poteri;
2) alla trasparenza e cioè di conoscere la composizione dell’assetto proprietario di quotidiani o periodici;
3) alla garanzia e al rispetto dei propri diritti sanciti dalla Costituzione e di poter intervenire oltre che di vedere rettificata una notizia lesiva dei propri diritti o scorretta;
4) alla tutela contro la frode pubblicitaria, politica ed economica.

E’ da questi principi che parte il mio lavoro di giornalista. Principi rivolti a tutelare un interesse, che è appunto quello che ha chi legge i giornali, guarda la Tv, ascolta la radio e naviga nella rete. Diritti ai quali io come giornalista ho il dovere di attenermi. Un dovere dettato dal rispetto di una regola fondamentale: raccontare i fatti con onestà, senso di giustizia, sensibilità, guidato da passione e amore per la verità e spinto dalla voglia di sapere. Una voglia di sapere che è la stessa che ha il lettore perché anche io sono un lettore.

Ma oggi il diritto di sapere viene negato da un potere che poco alla volta ha trasformato l’informazione in spettacolo e che manipola e vuole manipolare la verità per mantenersi al potere con tutti i suoi privilegi. Privilegi di casta per fare quello che altri non possono fare e avere quello che altri non possono avere. Per nascondere corruzione e malaffare. Pagando e comprando i soliti servi sciocchi. Quei servi sciocchi che da molti anni giorno dopo giorno hanno ucciso democrazia e libertà. E’ un regime il nostro oggi in Italia? Guardo i miei post precedenti e la risposta è certamente sì e che mi sto ripetendo, perché giorno dopo giorno aumentano i tagli alla democrazia, logorando e deteriorando cultura e storia, pensieri e conquiste. E così guardando indietro vedo che in questo blog alla fine scrivo sempre le stesse cose.

“Quando nella comunità c’è sicurezza – scrive William Sheridan Allen nel suo Come si diventa nazisti – gli agitatori politici si ritrovano a declamare in sale quasi vuote. E’ necessaria una paura ossessiva, l’improvvisa coscienza di pericoli […] per riempire le sale di ascoltatori che vedono nell’agitatore colui che li salverà”.  In pratica quello che ha fatto la lega Nord fin dall’inizio della sua nascita vedendo gli stranieri come nemici. E quello che ha poi fatto Berlusconi novello McCarthy sparando a zero prima contro i comunisti poi contro la sinistra, poi contro i giudici divisi in buoni che gli danno ragione e cattivi tutti gli alti.

E così ecco che oggi nasce il decreto contro le intercettazioni, per mettere la museruola a chi ancora non ce l’ha. Parlano di diritto alla privacy, non dicono che si tratta di censura. Mi sono riletto alcuni passaggi del celebre discorso di Edward Murrow (Good Night end Good Luck): “…Al momento attuale siamo tutti grassi, benestanti, compiaciuti e compiacenti. C’è un’allergia insita in noi alle notizie spiacevoli e disturbanti, e i nostri mass media riflettono questa tendenza. Ma se non decidiamo di scrollarci di dosso l’abbondanza, non riconosciamo che la televisione soprattutto viene utilizzata per distrarci, ingannarci, divertirci ed isolarci, chi la finanzia, chi la guarda e chi ci lavora si renderà conto di questa realtà quando oramai sarà troppo tardi per rimediare. Se continueremo così, la storia prima o poi si vendicherà, e il castigo non impiegherà molto ad arrivare…”. Erano gli anni cinquanta, oggi è ben peggio. “Verso l’olio di ricino” dice Milena Gabanelli di Report.

A proposito di Eward Morrow:
Good Night end Good Luck
Quella mattina a Buchenwald

un mio vecchio post: non crediate che sia finita

senza parole aprile 8, 2010

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , ,
add a comment

………..

Nb: ho preso questa foto dell’agenzia fotografica Emblema da Il fatto quotidiano. L’orginale è più chiara, ma anche così si capisce il compiacimento del presidente del consiglio ora super pares anziché primus inter pares come recita la nostra Costituzione.

scommetto che B dirà “sbuono” marzo 20, 2010

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , , , ,
add a comment

“La par condicio viola la libertà di espressione” così ha detto l’altra sera Michele Santoro intervistato da Serena Dandini a “Parla con me”. Santoro ha ragione. Questo il Pdl vuole. E questo sta avvenendo nel nostro paese, nel quale sempre citando il conduttore di “Anno zero”, tra un po’ ci manderanno a casa le schede elettorali prestampate. L’hanno applaudito quelli del pubblico di “Parla con me”, anche se non c’è nulla da applaudire: è davvero la libertà di espressione (di più che della libertà di informazione o stampa) quella che viene bandita dal nostro paese. Mentre un presidente dei consigli-padrone divide i giudici in buoni e cattivi e dove i buoni sono quelli che indagano la sinistra e cattivi quelli che indagano la destra. Tutto semplificato al massimo: pochi concetti, quelli essenziali. E si sta adeguando lo stesso presidente della Repubblica che da settimane quasi in linea con l’andazzo della lavagna col capoclasse che in assenza del maestro segna i buoni e i cattivi, se ne esce con i soliti “abbassate i toni, fate i buoni”. Al maestro al massimo tiravano addosso i cancellini e i gessetti, qui c’è di mezzo una poltrona della prima carica del nostro Stato… Lo chiamano presidenzialismo. Se chiudo gli occhi vedo il boia incappucciato che dà un calcio alla sedia dell’uomo appeso al cappio. Ho appena riletto 1984 di Orwell. Tra le perle c’è la storia dell’ufficio che taglia le parole inutili. E così la parola “cattivo” non esiste più, basta dire sbuono. Scommettiamo che prima o dopo Berlusconi dirà sbuono? E farà sparire i nemici?

In attesa fiducioso, segnalo una frase di Ignazio Silone da Fontamara scritta sul terremoto dell’Aquila del 1915: “Quello che avvenne dopo il terremoto, e cioè la ricostruzione per opera dello Stato, a causa del modo come fu effettuata, dei numerosi brogli, frodi, furti, camorre, truffe malversazioni cui diede luogo, apparve assai più penosa del cataclisma naturale”. Cento anni sono passati, la torta da dividere è ben più grande e lo abbiano visto e sentito grazie alle intercettazioni. Nemmeno a volerlo, si può credere che le cose siano ora migliori.

Anche nella città dove vivo si torna al voto: domenica 28 e lunedì 29 si dovrà scegliere tra cinque candidati: uno di centro sinistra (uscente), uno di centro destra, un terzo di estrema destra (Forza Nuova), più due altri. Tutti e cinque hanno sottoscritto patti e impegni con associazioni e consulte più o meno varie. Tutti e cinque si sono dichiarati contrari all’installazione nel territorio delle centrali nucleari e degli inceneritori; per tutti l’acqua è un bene pubblico; ancora tutti e cinque non vogliono le auto in centro, firmano l’impegno per il potenziamento dei trasporti pubblici e la crescita delle aree verdi: tipo un giardino in ogni quartiere, e sono contro i centri commerciali. Eppure si scannano in Tv, e nei comunicati che fanno alla stampa locale le accuse tra gli uni e gli altri sono cattive, feroci. Non è certo la sostanza o il programma che li divide. Quello si copia, si incolla, si cambia.
Ieri sera al termine di un dibattito al quale ero stato chiamato per porre le mie domande ai cinque candidati, sono arrivato a queste considerazioni: 1) in tv non ci andrò mai più; 2) non mi piace il teatrino con i supporter dell’uno o dell’altra parte che applaudono a comando; 3) le domande più apprezzate anche dal conduttore Tv sono quelle che lasciano all’interrogato la possibilità di dire tutto e il contrario di tutto e di nuovo promettere mare e monti; 4) non c’è vero contradditorio; 5) le poche domande che in qualche modo cercano di far risaltare le contraddizioni dei candidati (ad esempio come fa il candidato di centro destra a promettere una cosa contraria alla linea e alle direttive della sua coalizione) non hanno alcuna risposta. 6) meglio la rissa.
Nb: ovviamente ad assistere alla sceneggiata la città non c’era. (Piazze piene urne vuote, dice un vecchio detto). Intanto le telecamere della Tv, e le foto di un giornale locale hanno inquadrato un particolare…per non far vedere il generale (che c’era poca gente). Come sempre. Accadrà anche oggi alla manifestazione del Pdl con l’intento opposto: far vedere che sono tanti. Sicuramente nel raccontare della manifestazione sull’acqua, succederà il contrario. Ma loro sono gli sbuoni.

anche Hitler fu eletto da popolo febbraio 11, 2010

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,
add a comment

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso..
(Pericle, 461 a.C.)

Preferisco leggere e studiare, e purtroppo il tempo è poco: vorrei una giornata di 48 ore. La Tv non la guardo quasi più. I talk show ancora meno: non è certo lì che mi informo e capisco come va l’Italia e come va il mondo…ahimè quasi quasi rimpiango Zatterin. Ma, quando sento che durante la campagna elettorale “chiuderanno” le trasmissioni come Anno Zero, l’Infedele (mi è più caro degli altri assieme alle inchieste di Report e Iacona) e Ballarò, allora mi dà fastidio. Allora sento puzza di editti e di regime. E non mi piace perché molti che si informano solo con la Tv non avrebbero più la possibilità di sentire voci fuori dal coro, di ascoltare le parole del bravo Giorgio Bocca che – come lo scorso 4 febbraio – quasi unico nel panorama italiano dice la verità sul caso della famosa foto di Di Pietro con Contrada, e spiega – anche a Felice Cavallaro, autore del cosiddetto scoop – che quella non era una notizia. E ancora non avrebbero la possibilità di ascoltare Bocca che apostrofa Santoro con la frase “Tu hai un bello stomaco per sopportare questa recita e mi stupisce che la filosofia del Corriere sia la diffamazione di Di Pietro”, o rintuzza l’avvocato parlamentare Ghedini ricordando che “Anche Hitler e Mussolini vennero eletti dal popolo”.

Regime: un pochino di tanto insisteva Bocca in Tv quel 4 febbraio. Intanto in questi giorni tra le tante 1) si pensa come imbavagliare Internet; 2) si provano a vietare le video dirette sempre tramite la rete; 3) l’uomo presidente assolve e promuove a priori Bertolaso e continua ad attaccare i giudici; 4) si ordina il voto di fiducia sul maxi emendamento che sancisce la fine del diritto soggettivo al contributo pubblico a testate come il manifesto, l’unità, il secolo d’Italia etc e si salvano quelli alla grande stampa come il Corriere, il Sole 24ore etc.

“Si ricorda che i furti fanno parte della cronaca nera, che deve essere limitatissima e pubblicata, anche nei casi di maggior mole, con nessun rilievo”. (Disposizioni del Duce ai giornali 29 agosto 1942)

Democrazie senza democrazie, dice lo storico Massimo Salvadori.

Post scriptum a proposito di giornali e giornalisti: lo scorso novembre è finito tra le brevi o per lo più è stato ignorato dai giornali l’esito dell’esame anatomico del cervello di Eluana Englaro che riscontrava uno stato vegetativo permanente con lesioni anatomicamente irreversibili. Ma al contrario l’altro ieri sui giornali grande risalto alla lettera di Berlusconi che alle suore dice: “provo dolore per non averle salvato la vita”. Naturalmente la polemica è sulla forma e non sulla sostanza.

la strage di Stato dicembre 11, 2009

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , , , , , , , , , ,
add a comment

Il 12 dicembre 1969 un ordigno contenente sette chili di tritolo esplode alle 16,37, nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il bilancio delle vittime è di 16 morti e 87 feriti. Guarda la strage di piazza Fontana (wikipedia)

Alla fine ho trovato quello che cercavo. Impolverati, con le pagine ingiallite dal tempo e le copertine scollate, ho tra le mani due libri preziosi: uno è “Il silenzio di Stato”, Sapere Edizioni, scritto da Pino Nicotri e dal Comitato di documentazione antifascista di Padova, e l’altro è “La strage di Stato”, edito da La nuova sinistra, autori “un gruppo di militanti della sinistra extraparlamentare”. Nel primo in copertina c’è il disegno delle tre scimmiette “non vedo, non sento e non parlo” e nel secondo due militari di spalle e la foto di Pietro Valpreda. Due lavori di controinformazione e che rivelano, come scrive Nicotri parlando dei suo Il silenzio di Stato, “tutte le protezioni che i neonazisti veneti capeggiati da Franco Freda hanno avuto nella Padova degli anni della strategia della tensione per poter prima imparare a mettere le bombe nei treni e poi organizzare la strage di piazza Fontana. Il libro racconta anche come il Ministero dell’Interno ha fatto sparire le testimonianze che avrebbero potuto portare agli autori della strage nel giro di 48 ore, e come i servizi segreti militari hanno prima allevato la cellula terrorista di Freda e poi fatto fuggire all’estero alcuni suoi imputati”.

Ho copiato qui un passaggio del libro: “A tre giorni dagli attentati il proprietario della valigeria Al Duomo di Padova telefona in Questura affermando di aver venduto due giorni prima degli attentati proprio quattro borse. Una sua commessa riconoscerà poi in Freda l’acquirente. Un compagno, anche lui non appena il Giorno pubblica le foto del particolare disegno della borsa rinvenuta alla Banca Commerciale, accortosi di possederne una uguale la fa vedere a un poliziotto…il poliziotto se la cava dicendo che ormai sanno chi è il colpevole…L’episodio venne da noi portato a conoscenza del giudice D’Ambrosio e del settimanale L’Espresso. Così sollecitato D’Ambrosio fa fare delle ricerche a Padova e solo così verrà alla luce la storia delle altre quattro borse, quelle degli attentati”.

Il secondo libro “la strage di Stato” è tutto in rete a questo indirizzo

Concludo citando ancora Nicotri: “l’Ufficio Politico della questura di Milano e una sezione molto delicata e chiacchierata del ministero degli Interni, l’Ufficio Affari Riservati, sapevano molto bene sia dell’acquisto che della testimonianza e della relativa sparizione [delle borse], ma si erano entrambi ben guardati dal comunicare alcunché ai magistrati…”. ”…Sarà il più volte ministro della Difesa e capo del governo Giulio Andreotti a dover infine rendere pubblico che i servizi segreti militari erano da tempo in contatto con quei terroristi tramite il giornalista Guido Giannettini, arruolato a libro paga come “l’agente Z”. Se quegli organi dello Stato non avessero cospirato, mentito, depistato e insabbiato, il “mistero” della strage del 12 dicembre sarebbe stato risolto in meno di una settimana…”.

Post scriptum: a proposito di ambiente su radio radicale ho sentito Elisabetta Zamparutti che diceva: “Le autorità della sicurezza di Francia, Inghilterra e Finlandia hanno condannato quei reattori che in forza dell’accordo tra Berlusconi e Sarkozy dovranno essere installati in Italia”; a proposito di guerra, mi sono saltati i nervi sentendo Obama a Oslo che parlava di guerre giuste; a proposito di Berlusconi secondo il quale l’80 per cento dei giornali sono di sinistra riporto qui alcune importanti testate italiane con relativa proprietà (di sinistra?): Il Giornale (Società europea di Edizioni, riferibile a Berlusconi), Il Corriere della Sera (R.c.s. Quotidiani spa), Il Messaggero, Il mattino, Il Gazzettino (Caltagirone Editore), La Stampa (Editrice La Stampa), Il Foglio (Il Foglio quotidiano Società cooperativa), Libero (Cooperativa editoriale Libero s.r.l.), Il Tempo (Domenico Bonifaci), Panorama (Mondadori), Il Sole (Confindustria).

nobel mancato, sfogo in rete ottobre 9, 2009

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , , , , , , ,
1 comment so far

Un conoscente forzista, deluso e amareggiato, anche alla luce delle ultime vicende del lodo Alfano, mi ha inviato questa lettera pregandomi di metterla in rete:

Un milione non sono bastati. Sono i contatti sul sito “silvioperilnobel”, che ha organizzato un comitato a sostegno del Presidente.
E sì che il 26 maggio 2009 in Piazza di Pietra a Roma, il Comitato della Libertà aveva dato l’avvio alla raccolta delle adesioni alla candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace. C’era anche un testimonial d’eccezione, tale Loriana Lana, parente di Giggi Zanazzo, che insieme a Belli, Trilussa e Pascarella, forma la rosa dei grandi poeti romani; oltre a Pasquale Calzetta, all’onorevole Giampiero Catone, al senatore Domenico Nania a Paola Pelino, Laura Ravetto e tanti altri. Inutile.
Berlusconi, l’uomo che ha saputo coniugare, con la sua vita, le sue opere ed azioni, il pensiero liberale di Milton Friedman, l´umanesimo economico di Wilhelm Röepke, l´aspirazione di Muhammad Yunus a creare un sistema capitalista inclusivo e non esclusivo, non ce l’ha fatta.
Il comitato nominato dal parlamento norvegese gli ha preferito Barak Obama. Una scelta politica, tre quarti sono di sinistra. Sic Sic!

Al mio conoscente forzista ho naturalmente espresso tutta la mia solidarietà. Per gentilezza, non per convinzione. Sinceramente non credo che Lui (intendo Berlusconi) sia vittima anche della sinistra norvegese. Sarebbe un complotto mondiale. Comunque l’ho tranquillizzato. La candidatura è per il 2010. Ce la può ancora fare. Nell’attesa può cantare con Loriana Lana la mia canzone per il Presidente
Nb: Ci aveva provato nel 2002 anche Antonio Gentile, senatore di Forza Italia di Cosenza. Aveva anche fatto regolare richiesta al comitato del Nobel. qui l’articolo da La Repubblica del 2002

salotti incredibili settembre 15, 2009

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , ,
add a comment

vespe, vesponi e calabroni,
nel salotto troneggia berlusconi
di aquila e di tanto altro si è straparlato
ma ai campi “confortevoli” mi sono fermato
e quando ai profughi anche le “bibite hanno servito”
mi sono alzato e la corrente della Tv ho per sempre disinserito

e buona notte

dal blog di Antonio Di Pietro: “Signor Vespa, ritengo che sia lei a doversi scusare per l’utilizzo che fa del servizio pubblico come veicolo di promozione degli interessi privati di Silvio Berlusconi”

basta apparire settembre 7, 2009

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , ,
add a comment

Al cinema ho visto “Videocracy”, il film documentario di Erik Gandini, cineasta italiano ma da 18 anni residente in Svezia. Sono contento di averlo visto, ma alla fine, uscendo dalla sala, confesso che questo film avrei voluto non vederlo. Quel flusso di ragazze che ballano per diventare veline; quelle musiche e quegli applausi; quel Lele Mora che sorride mentre dice di essere mussoliniano e ci fa ascoltare “Faccetta nera” e ci fa vedere svastiche e croci celtiche; quel Fabrizio Corona che si profuma capelli, petto e pisello e intanto conta i soldi fatti con qualcosa che assomiglia ai ricatti…questo e altro mi hanno letteralmente fatto venire il voltastomaco. Perché hanno messo bene in evidenza il male recato al nostro paese in questi 30 anni di tv commerciale, o meglio dalle tv del presidente delle tv diventato presidente del Consiglio. Dove oggi l’apparire è più importante di qualunque cosa col risultato che un povero ragazzo che lavora al tornio o una qualunque ragazza di questo paese rivelano il loro unico desiderio: andare in tv per diventare qualcuno. Perché senza tv non vedono nient’altro; non vedono studio, scuola, gioco, lavoro, amicizia, solidarietà…Per tutto questo nella loro vita non c’è più posto.

E Berlusconi ride. Ride alla sfilata del 2 novembre, ride ai comizi del suo partito, ride mentre riceve la cittadinanza onoraria di Olbia, ride al Parlamento europeo, ride sfoggiando i suoi denti rifatti. E ridono le sue fans mentre cantano “meno male che Silvio c’è”. Il film di Erik Gandini chiude così: l’80 per cento della popolazione italiana ha la televisione come prima fonte di informazione; l’Italia è al 76 posto nella libertà d’informazione nel mondo; l’Italia è al 45° posto nelle pari opportunità uomo-donna.

Post scriptum 1): mi è capitato tra le mani un articolo dell’Unità dello scorso luglio: racconta la storia “straordinaria” di una bella ragazza di 23 anni (il nome preferisco non scriverlo) che per caso ha incontrato Berlusconi in un negozio di corso Vittorio a Roma… Quella ragazza – tanta voglia di diventare giornalista – è oggi assunta all’Ufficio stampa della presidenza del Consiglio dei ministri e ora accompagna il capo delle tv diventato presidente del Consiglio al G8, al G20, alla Casa Bianca..e altro non so.
Post scriptum 2): “nulla influenza le masse più della tv” parole di Berlusconi a Nessma tv.

Dame, tria, veline e presidenti settembre 5, 2009

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,
add a comment

Mi chiamo Lyndon Baines Johnson. Quel cazzo di pavimento che hai sotto i piedi è mio, ragazzo…. Mi chiamo Lyndon Baines Johnson figliolo. Sono il senatore dello Stato del Texas nel Senato degli Stati Uniti. Sono al ventisettesimo posto nella classifica delle persone individuali più ricche del paese. Ho il più grosso pisello di tutta Washington e la moglie col…
(da “Lyndon” di David Foster Wallace)

Nel retro della scatola della dama c’era una volta, e in molti casi c’è ancora, il gioco della tria o del tris. La figura che vi è disegnata è quella di tre quadrati di dimensioni differenti uno dentro l’altro e collegati tra loro da quattro linee rette (una linea per ogni lato).  triaDa bambini, per comodità, la disegnavamo nel terreno o con dei gessetti sui muretti; poi muniti di nove pietre bianche e altrettante di colore differente cominciavamo a giocare. Uno contro uno. Un gioco alla pari. Consisteva nel riuscire a mettere in una fila di tre le proprie pedine conquistando così il diritto di eliminare una pedina dell’avversario. Era un bel gioco; come altrettanto era bello giocare a dama, senza imbrogli, al contrario di quello che accade oggi dove chi va a dama lo fa giocando col doppio delle pedine…

La dice lunga il caso Boffo, anche lui mangiato come nel gioco della tria o della dama. “Vittima di un attacco smisurato e capzioso, messo in piazza e violentato”…con metodi stile Ovra e polizia fascista. Anche il linguaggio è simile: basta leggere i documenti, le veline, le informative che venivano  diffuse tra gli anni venti e quaranta e che si trovano ben conservate nelle biblioteche pubbliche e negli archivi storici. (Nb: da leggere anche “I tentacoli dell’Ovra” di Mimmo Franzinelli o “ il nemico dell’uomo nuovo” di Lorenzo Benadusi).
Il risultato lo sappiamo: ora Boffo (“attenzionato dalla polizia di Stato”, come scrive il killer prezzolato) è ex direttore…

In attesa che due più due faccia quattro per tutti (stampa compresa, poche eccezioni escluse), qui in sintesi un promemoria dei fatti in un editoriale di ieri sull’Herald Tribune: 1) Avvenire, giornale della Conferenza episcopale critica la vita piccante personale del Primo Ministro Silvio Berlusconi (“accordi con le ragazze, feste nature a bordo della piscina, il nastro dove si dice a una prostituta di aspettarlo nel letto di Putin”); 2) il Giornale, che è di proprietà del fratello di Silvio Berlusconi, passa all’attacco e pubblica una lettera anonima nella quale si informa una misteriosa “vostra eccellenza” che Boffo è un omosessuale già noto ai servizi segreti italiani e il colpevole in una causa di molestia sessuale; 3) morale: nessuno può pasticciare con Silvio Berlusconi, neanche la Chiesa; 4) lezione finale:  i travagli personali di Berlusconi e i suoi sforzi per cancellare il suo nome dagli scandali sono arrivati a dominare la vita pubblica italiana dimenticando tutto il resto compreso il governo del paese, e nel bel mezzo di una grave crisi finanziaria. E utile anche l’articolo del The New York Times. Infine, sempre per chi non avesse chiaro di come stanno le cose, Repubblica ha scovato un manifesto apparso a New York, il titolo è  “l’Intoccabile”.

Naturalmente il 19 settembre sarò in piazza. E ancora nei giorni scorsi ho firmato l’appello di Franco Cordero, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky.

G8, in sintesi luglio 11, 2009

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , , , , ,
add a comment

Copia di emiciclo1

Dov’è la festa?

ancora grazie Obama giugno 5, 2009

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , , , , , , , ,
add a comment

Si chiamava Hester Prynne e la costrinsero ad appuntarsi sul petto un pezzo di stoffa con la lettera A. Accadeva nella Boston del 600

“…dopo Roma la Tomania… e perché no un’europa, un’asia, un’america, un’unica nazione di biondi con gli occhi blu. Aut cesar aut nullus…dittatore del mondo…”. Chi ha pronunciato questa frase?
A: Adenoyd Hynkel.
B: Oreste Lionello.
C: Silvio Berlusconi.
D: Adolf Hitler.

Ancora grazie Obama. Mi ha commosso di nuovo. ( la mia america) Con lui posso immaginare un altro mondo per i miei figli. Dove la parola che conta è la tolleranza. Grazie Obama perché ha detto che la democrazia non si esporta come una merce e tantomeno con le armi e che nessuno sa quello che è il bene per tutti… Grazie per il mondo che mi fai sognare, un mondo senza Giacomoni come direbbe Marcel Liebman (da rileggere Nato Ebreo).  Senza buoni e cattivi, e senza gli uni contro gli altri. Dove non ci si debba ricordare che “le fotografie del Duce non devono essere pubblicate se non sono state autorizzate” (Munculpop, 22 novembre 1936). Dove ai giornali non arrivino note tipo “Il Corriere della Sera e il Mattino hanno pubblicato due disegni riproducenti il Duce. Uno è piaciuto, l’altro no; vale quindi, anche per i disegni, la norma vigente per le fotografie e cioè che debbono essere precedentemente presentate all’Ufficio stampa del Capo del Governo per avere l’autorizzazione alla pubblicazione” (21 ottobre 1933).

Grazie Obama perché fai sperare in un mondo senza più “Tutti soldati morti in guerre perse in partenza” (Los Italianos – Antifascisti nella guerra civile spagnola”, il libro di Franco Sprega e Ivano Tagliaferri edito da Infinito edizioni). Con la speranza che anche qui, meglio prima che dopo, non capiti più di vedere in Tv uomini in guanti bianchi che sorridono al grande capo che può dire quel che vuole, sempre e senza contradditorio, in qualunque canale, in qualunque ora del giorno e della notte, col caffè e durante l’antipasto, dopo pranzo e durante l’ora del the, in prima o seconda serata. E che come un disco rotto ripete sempre e ancora sempre le stesse cose, da Bignami. Al quale fanno seguito le voci dei suoi tanti cloni. Con la casta che tace.

Post scriptum 1: Ho ordinato in libreria il nuovo libro di Beppe Lopez “Giornali e democrazia” (Glocal Editrice). Sottotitolo: “Analisi del degrado dell’informazione in Italia, partendo dallo spartiacque della fine degli anni Settanta e dalla vicenda-metafora del primo quotidiano locale moderno e popolare: il Quotidiano di Lecce”.
Post scriptum 2: ieri sono finito su You tube e mi ha aiutato a ridere

commissioni di guerra aprile 17, 2009

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
add a comment

Alle ore 8.40 del mattino di mercoledì 8 aprile, a due giorni dal terremoto che ha distrutto l’Aquila, mentre le agenzie scrivevano che i morti erano già 250, a Roma c’era chi pensava alla guerra e dava parere favorevole all’acquisto di 131 caccia-bombardieri da attacco F-35 Lightning II per una spesa iniziale di 13 miliardi di euro. Aerei, come ha detto il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, “assolutamente vitali per la difesa del nostro Paese”.

Spinto da curiosità sono finito sul sito del Senato. E così ho scoperto che (altro…)

la liberazione di Elena R. aprile 2, 2009

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , ,
1 comment so far

Anni di impegno sociale. Dalle campagne per la raccolta del sangue alla difesa del verde, dalla lotta contro gli infortuni sul lavoro alla guerra alle discriminazioni e al razzismo. In linea con gli scopi della Fondazione (“contribuire alla soluzione di problemi morali, civili ed educativi della comunità”), Pubblicità Progresso ha fatto campagne anche contro gli sballi del sabato notte, gli incidenti domestici, a favore del volontariato, per la solidarietà verso i malati, per la sicurezza….

ma i tempi cambiano, altre emergenze incombono, altri spot prendono piede: ora Pubblicità Progresso manda in onda casa per casa il video con la bella Elena Russo, quella della telefonata di Berlusconi a Saccà (“Ho quel problema con Elena Russo, vorrei che si concretizzasse”) sommersa dai rifiuti che prende colore e viene “liberata”. Mentre una voce fuori campo, la voce del poliziotto Deckard di Blade Runner (Gammino-Harrison Ford), dice: “Napoli aveva un problema, il governo è intervenuto”.
Della serie: dall’impegno sociale allo spottone anti munnezza e pro governo.
il parere della Fondazione

◊ mala tempora ovvero  storie di discriminazione e razzismo: a Napoli una donna di 24 anni è stata separata per una decina di giorni dal neonato appena dato alla vita perché sospetta clandestina; a Foggia è stata istituita una «linea» di bus solo per gli immigrati.

serate romane marzo 14, 2009

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , , , , ,
2 comments

Serate a casa Vespa a Trinità dei Monti a Roma. L’altra sera, leggiamo da Repubblica, c’erano Muti, Alemanno, Laura Ravetto, Gianni Letta e consorte, Berlusconi senza consorte, un alto prelato…
E Galeazzo Ciano?

Da Hitler, il figlio della Germania, di Antonio Spinosa, pag. 243:

…il governo aveva davanti a se grandi traguardi e non poteva “mercanteggiare e implorare” ogni momento il voto del Reichstag. Il governo sarebbe andato avanti per la sua strada, ma ciò non avrebbe comportato né la soppressione del parlamento – il Reichstag sarebbe stato messo di tanto in tanto al corrente dei progetti del cancelliere…

nel paese dei balocchi marzo 10, 2009

Posted by pagineonlife in società.
Tags: , , , , , , ,
add a comment

Il frantoio era a pochi passi da casa. Ricordo che il profumo dell’olio si sentiva a grandi distanze. Un profumo intenso, un piacere che è rimasto nella mia testa assieme ad altri odori della mia infanzia: quello di una piccola segheria, del vino che andava a male e faceva i fiori, degli alberi da frutta, dei peschi soprattutto. Prima nel frantoio e poi nella segheria ho imparato il senso del lavoro: mi ci mandava mio padre durante l’estate, solo per alcune ore, quel tanto che bastava perché imparassi che cosa vuol dire la fatica e l’impegno oltre a quello scolastico. Impegno che poi non mi è mai mancato: da più grande, in estate, facevo un po’ di tutto: l’apprendista fornaio, il cameriere, il benzinaio, l’imbianchino, il gelataio nel laboratorio di una media azienda.

Di lavoro si parla molto in questi giorni. Lavoro e crisi. A tutti i livelli. Nella regione dove ora vivo, l’Abruzzo, la crisi è arrivata a colpire anche le grandi fabbriche della Val di Sangro, anche la Sevel del Gruppo Fiat che ha fatto la sua fortuna producendo il furgone Ducato. Migliaia i posti di lavoro a rischio. E già adesso migliaia le ore di cassa integrazione. Povertà non è una parola che piace, ma quando manca il lavoro e la paga mensile si abbassa, quello che resta sono i poveri. L’altra mattina un amico di qualche anno più vecchio di me mi ha ricordato il dopoguerra: anche allora c’era povertà e fame e poco lavoro, ma a differenza di oggi, allora c’erano prospettive. E c’era un’Italia da ricostruire – letteralmente perché le case erano ridotte a macerie – e soprattutto c’era la voglia di fare, di tirarsi su le maniche, di sacrificarsi, lo testimoniano quei nostri milioni di emigranti che si sono sparsi nel mondo, come nel mondo oggi vanno uomini e donne dell’Africa, del medio Oriente e dell’Est Europa. Una voglia di fare che è andata avanti per anni, una prospettiva che oggi forse non si vede più. Quasi che l’unica prospettiva di cambiamento non sia più legata all’impegno, al lavoro, al sudore e al sacrificio, ma alla fortuna che si compra dal tabaccaio con i tagliandini da grattare o scommettendo con Better o puntando a “scoprirsi in tv” come velina-velino o “ancorman”. O nel credere al “doppio B”, al Berlusconi dei Balocchi secondo il quale per far girare l’economia non dobbiamo mettere i soldi sotto il materasso ma dobbiamo spendere. Come se l’Italia fosse il paese dove non esistono scuole e dove gli abitanti si divertono dal mattino alla sera. Salvo risvegliarsi con una bella febbre da somaro e relative orecchie e coda.

Frase di B. dai giornali del 7 marzo “ Bisogna essere ottimisti, con il pessimismo si fa soltanto il male dei cittadini”.

“Il sogno infinito” di Harry Bernstein, pagg. 209-210 :

…Quando i tempi erano favorevoli, i disoccupati in cerca di lavoro erano relativamente pochi, ma nei momenti più duri i capannelli si ingrossavano e le posizioni offerte si facevano sempre meno appetibili. la maggioranza dei posti disponibili erano lavori da facchino, lavapiatti, bigliettaio, sugli autobus, custode, operaio o impieghi umili e malpagati, ma la gente se li contendeva e nell’estate del 1929, passato circa un anno da quando ci eravamo trasferiti a New York, le persone in attesa nelle agenzie erano così numerose da bloccare il passaggio e chi doveva andare oltre era costretto a scendere dal marciapiede. … A ogni angolo, alla fine di ciascun isolato, c’era qualcuno con un carretto, magari improvvisato riadattando una vecchia carrozzina, che vendeva mele. Probabilmente era gente che fino all’anno prima indossava camicia, cravatta e un bel completo e lavorava dietro a
una scrivania… Eravamo nel pieno della Grande Depressione. Tutto quello che la mamma aveva sentito annunciare da quell’uomo a Chicago in piedi sulla scala si era avverato alla lettera. C’erano milioni di disoccupati e le banche avevano chiuso portandosi via i risparmi di una vita di un sacco di gente; anche se mio padre non si fosse rubato i soldi della mamma da sotto il materasso li avremmo persi comunque….