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ricordi di natale dicembre 26, 2009

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Il mio primo ricordo del natale risale a quando avevo sei o sette anni. Quella mattina io e i miei fratelli ci alzammo più presto del solito e in sala sotto l’albero trovammo i regali: i miei doni erano una bellissima camicia di fustagno a quadretti rossi e blu, un berretto di lana col fiocco, una trottola di latta e un soldatino con tamburo anche questo di latta. Restammo senza fiato dalla gioia e ancora adesso ho la sensazione di aver vissuto e di essere stato parte di una grandissima magia. Poi mia madre ci preparò per andare a messa facendoci indossare la camicia di fustagno e il berretto portati da babbo natale che anche allora era un omone vestito di rosso con la slitta tirata dalle renne e i sacchi pieni di giocattoli. Ma diversamente da oggi, era un tipo molto più simpatico. E certo nessuno avrebbe mai pensato di dirgli di portare in regalo tessere di partito.

Nb: da rileggere perché ancora attuale intercettazioni di natale

intercettazioni di Natale dicembre 21, 2008

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Intercettazione n° 1: “Caro Babbo Natale, sono un bambino di 10 anni: mio padre fa il muratore, e mia madre lavora come donna delle pulizie. In casa nostra, quando va bene, entrano 800 euro al mese: servono a pagare l’affitto di casa (due stanze per 350 euro), il riscaldamento, la luce, le tasse per i rifiuti. Per fortuna ho dei cugini più grandi che mi passano i loro vestiti. Ma i libri e i quaderni per la scuola costano tanto e quindi spesso non arriviamo a fine mese. Da un po’ ci aiuta la Caritas: mia madre passa in mensa dove le danno pasta, olio, scatolette. Anche mia nonna non se la passa troppo bene: sperava nella social card, ma per uno scarto di pochi euro non ha diritto a questo aiuto. In Comune l’assistente sociale ci ha promesso da anni una casa popolare, ma siamo in fondo alla graduatoria e dobbiamo aspettare ancora. Fra poco è Natale. Non ti chiedo regali, ma un lavoro vero per mio padre, con un contratto e che non sia costretto ad andare in cantiere anche quando ha la schiena a pezzi per i dolori perché altrimenti rischia di non essere più chiamato. Firmato Marco N.”

Intercettazione n° 2 “Caro Marco: ho fatto molto per questo paese, consentimi di dirti che io sono portatore di una moralità sconosciuta nel passato e nel presente, e questo pur avendo contro tutti i comunisti.. Non credere alla crisi, sii ottimista, dii a tuo padre che vadi al lavoro tranquillo e sereno. Ai giornalisti, anche a quelli che fanno i birichini, ho promesso il contratto per gennaio; e fra sette anni avremo una centrale nucleare. Sto facendo molto. Ma ho ereditato una grave crisi, coi verdi e gli ambientalisti che hanno messo sempre il veto su tutte le opere; ma ora si riparte, apriremo tanti cantieri, faremo grandi opere, anche il ponte sullo stretto… ma tuo padre – cittadino consumatore – deve avere meno ansia. Ho i dati di un sondaggio: 8 italiani su 10 hanno rinunciato a cambiare l’automobile per paura della crisi. ecco questo, fa male, questo induce la crisi. Dillo a tuo padre. Da presidente della repubblica, quando avrò più poteri, potrò essere ancora più incisivo, adesso l’ordinamento attuale non mi permette di prendere decisioni tempestive ed essere incisivo. Intanto tu sii sereno, fai come me che al mattino mi sveglio sempre di buon umore, la crisi dipende da te. Firmato Babbo Natale”