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scommetto che B dirà “sbuono” marzo 20, 2010

Posted by pagineonlife in società.
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“La par condicio viola la libertà di espressione” così ha detto l’altra sera Michele Santoro intervistato da Serena Dandini a “Parla con me”. Santoro ha ragione. Questo il Pdl vuole. E questo sta avvenendo nel nostro paese, nel quale sempre citando il conduttore di “Anno zero”, tra un po’ ci manderanno a casa le schede elettorali prestampate. L’hanno applaudito quelli del pubblico di “Parla con me”, anche se non c’è nulla da applaudire: è davvero la libertà di espressione (di più che della libertà di informazione o stampa) quella che viene bandita dal nostro paese. Mentre un presidente dei consigli-padrone divide i giudici in buoni e cattivi e dove i buoni sono quelli che indagano la sinistra e cattivi quelli che indagano la destra. Tutto semplificato al massimo: pochi concetti, quelli essenziali. E si sta adeguando lo stesso presidente della Repubblica che da settimane quasi in linea con l’andazzo della lavagna col capoclasse che in assenza del maestro segna i buoni e i cattivi, se ne esce con i soliti “abbassate i toni, fate i buoni”. Al maestro al massimo tiravano addosso i cancellini e i gessetti, qui c’è di mezzo una poltrona della prima carica del nostro Stato… Lo chiamano presidenzialismo. Se chiudo gli occhi vedo il boia incappucciato che dà un calcio alla sedia dell’uomo appeso al cappio. Ho appena riletto 1984 di Orwell. Tra le perle c’è la storia dell’ufficio che taglia le parole inutili. E così la parola “cattivo” non esiste più, basta dire sbuono. Scommettiamo che prima o dopo Berlusconi dirà sbuono? E farà sparire i nemici?

In attesa fiducioso, segnalo una frase di Ignazio Silone da Fontamara scritta sul terremoto dell’Aquila del 1915: “Quello che avvenne dopo il terremoto, e cioè la ricostruzione per opera dello Stato, a causa del modo come fu effettuata, dei numerosi brogli, frodi, furti, camorre, truffe malversazioni cui diede luogo, apparve assai più penosa del cataclisma naturale”. Cento anni sono passati, la torta da dividere è ben più grande e lo abbiano visto e sentito grazie alle intercettazioni. Nemmeno a volerlo, si può credere che le cose siano ora migliori.

Anche nella città dove vivo si torna al voto: domenica 28 e lunedì 29 si dovrà scegliere tra cinque candidati: uno di centro sinistra (uscente), uno di centro destra, un terzo di estrema destra (Forza Nuova), più due altri. Tutti e cinque hanno sottoscritto patti e impegni con associazioni e consulte più o meno varie. Tutti e cinque si sono dichiarati contrari all’installazione nel territorio delle centrali nucleari e degli inceneritori; per tutti l’acqua è un bene pubblico; ancora tutti e cinque non vogliono le auto in centro, firmano l’impegno per il potenziamento dei trasporti pubblici e la crescita delle aree verdi: tipo un giardino in ogni quartiere, e sono contro i centri commerciali. Eppure si scannano in Tv, e nei comunicati che fanno alla stampa locale le accuse tra gli uni e gli altri sono cattive, feroci. Non è certo la sostanza o il programma che li divide. Quello si copia, si incolla, si cambia.
Ieri sera al termine di un dibattito al quale ero stato chiamato per porre le mie domande ai cinque candidati, sono arrivato a queste considerazioni: 1) in tv non ci andrò mai più; 2) non mi piace il teatrino con i supporter dell’uno o dell’altra parte che applaudono a comando; 3) le domande più apprezzate anche dal conduttore Tv sono quelle che lasciano all’interrogato la possibilità di dire tutto e il contrario di tutto e di nuovo promettere mare e monti; 4) non c’è vero contradditorio; 5) le poche domande che in qualche modo cercano di far risaltare le contraddizioni dei candidati (ad esempio come fa il candidato di centro destra a promettere una cosa contraria alla linea e alle direttive della sua coalizione) non hanno alcuna risposta. 6) meglio la rissa.
Nb: ovviamente ad assistere alla sceneggiata la città non c’era. (Piazze piene urne vuote, dice un vecchio detto). Intanto le telecamere della Tv, e le foto di un giornale locale hanno inquadrato un particolare…per non far vedere il generale (che c’era poca gente). Come sempre. Accadrà anche oggi alla manifestazione del Pdl con l’intento opposto: far vedere che sono tanti. Sicuramente nel raccontare della manifestazione sull’acqua, succederà il contrario. Ma loro sono gli sbuoni.

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anche Hitler fu eletto da popolo febbraio 11, 2010

Posted by pagineonlife in società.
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Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso..
(Pericle, 461 a.C.)

Preferisco leggere e studiare, e purtroppo il tempo è poco: vorrei una giornata di 48 ore. La Tv non la guardo quasi più. I talk show ancora meno: non è certo lì che mi informo e capisco come va l’Italia e come va il mondo…ahimè quasi quasi rimpiango Zatterin. Ma, quando sento che durante la campagna elettorale “chiuderanno” le trasmissioni come Anno Zero, l’Infedele (mi è più caro degli altri assieme alle inchieste di Report e Iacona) e Ballarò, allora mi dà fastidio. Allora sento puzza di editti e di regime. E non mi piace perché molti che si informano solo con la Tv non avrebbero più la possibilità di sentire voci fuori dal coro, di ascoltare le parole del bravo Giorgio Bocca che – come lo scorso 4 febbraio – quasi unico nel panorama italiano dice la verità sul caso della famosa foto di Di Pietro con Contrada, e spiega – anche a Felice Cavallaro, autore del cosiddetto scoop – che quella non era una notizia. E ancora non avrebbero la possibilità di ascoltare Bocca che apostrofa Santoro con la frase “Tu hai un bello stomaco per sopportare questa recita e mi stupisce che la filosofia del Corriere sia la diffamazione di Di Pietro”, o rintuzza l’avvocato parlamentare Ghedini ricordando che “Anche Hitler e Mussolini vennero eletti dal popolo”.

Regime: un pochino di tanto insisteva Bocca in Tv quel 4 febbraio. Intanto in questi giorni tra le tante 1) si pensa come imbavagliare Internet; 2) si provano a vietare le video dirette sempre tramite la rete; 3) l’uomo presidente assolve e promuove a priori Bertolaso e continua ad attaccare i giudici; 4) si ordina il voto di fiducia sul maxi emendamento che sancisce la fine del diritto soggettivo al contributo pubblico a testate come il manifesto, l’unità, il secolo d’Italia etc e si salvano quelli alla grande stampa come il Corriere, il Sole 24ore etc.

“Si ricorda che i furti fanno parte della cronaca nera, che deve essere limitatissima e pubblicata, anche nei casi di maggior mole, con nessun rilievo”. (Disposizioni del Duce ai giornali 29 agosto 1942)

Democrazie senza democrazie, dice lo storico Massimo Salvadori.

Post scriptum a proposito di giornali e giornalisti: lo scorso novembre è finito tra le brevi o per lo più è stato ignorato dai giornali l’esito dell’esame anatomico del cervello di Eluana Englaro che riscontrava uno stato vegetativo permanente con lesioni anatomicamente irreversibili. Ma al contrario l’altro ieri sui giornali grande risalto alla lettera di Berlusconi che alle suore dice: “provo dolore per non averle salvato la vita”. Naturalmente la polemica è sulla forma e non sulla sostanza.