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eroi di carta? maggio 31, 2010

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ho inviato questo post a Micromega:

“caro Paolo Flores d’Arcais, questa volta non sono d’accordo. pur condividendo il tuo parere (Saviano è una delle poche voci anti-regime),  io il libro di Dal Lago l’ho comprato e ora lo leggerò.  a costo di scrificare qualche ora di sonno… perché per liberarsi da un regime si deve essere capaci anche di non avere eroi.  ma qui mi fermo.  come detto: ora vado a leggere il libro di Dal Lago”

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dialoghi sul duce maggio 29, 2010

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Õ:  si è paragonato al “duce senza potere” che comandava solo al suo cavallo
?:   per fortuna non si è paragonato a quello del delitto Matteotti
Õ:  allora siamo salvi

Nb: io sono contro tutti i bavagli

il naso negli affari maggio 26, 2010

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[A proposito degli] straripamenti da parte dei giudici…ciò è successo solo a partire da un certo periodo storico , solo cioè da quando i giudici (certi giudici) hanno smesso di frequentare i palazzi della politica e di assecondare i desiderata dei relativi inquilini e hanno iniziato a mettere il naso negli affari più riservati e più delicati del mondo economico, finanziario e politico. Fino a quando invece i giudici si limitavano ad arrestare i ladri di galline o i piccoli spacciatori tossicodipendenti, non sorgeva e non esisteva alcun problema, tutto procedeva per il meglio e la convivenza fra magistratura-politici era idilliaca. (dal volume Lo Stato violato, Felice Casson, 1994)

dalla privacy all’olio di ricino maggio 25, 2010

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…Esaminiamo, per esempio, la libertà e i diritti del singolo nel suo rapporto con l’autorità. Sono stabiliti dalla Costituzione. Dovremo certamente mettere in conto che da parte dello Stato, oppure di un partito che si è impadronito dello Stato […] questi diritti verranno continuamente violati anche per periodi piuttosto lunghi […] La violazione del diritto assume talvolta apparenza di legalità, per esempio quando il partito al potere si assicura una maggioranza favorevole a modificare la Costituzione. La maggioranza può contemporaneamente agire nella legalità e produrre illegalità…
(Trattato del ribelle, Ernst Jünger)

Ogni cittadino ha diritto

1) a un’informazione libera e corretta secondo regole etiche e deontologiche che si richiamano ai diritti sanciti dalla Costituzione e che non sia condizionata da interessi di parte e di poteri;
2) alla trasparenza e cioè di conoscere la composizione dell’assetto proprietario di quotidiani o periodici;
3) alla garanzia e al rispetto dei propri diritti sanciti dalla Costituzione e di poter intervenire oltre che di vedere rettificata una notizia lesiva dei propri diritti o scorretta;
4) alla tutela contro la frode pubblicitaria, politica ed economica.

E’ da questi principi che parte il mio lavoro di giornalista. Principi rivolti a tutelare un interesse, che è appunto quello che ha chi legge i giornali, guarda la Tv, ascolta la radio e naviga nella rete. Diritti ai quali io come giornalista ho il dovere di attenermi. Un dovere dettato dal rispetto di una regola fondamentale: raccontare i fatti con onestà, senso di giustizia, sensibilità, guidato da passione e amore per la verità e spinto dalla voglia di sapere. Una voglia di sapere che è la stessa che ha il lettore perché anche io sono un lettore.

Ma oggi il diritto di sapere viene negato da un potere che poco alla volta ha trasformato l’informazione in spettacolo e che manipola e vuole manipolare la verità per mantenersi al potere con tutti i suoi privilegi. Privilegi di casta per fare quello che altri non possono fare e avere quello che altri non possono avere. Per nascondere corruzione e malaffare. Pagando e comprando i soliti servi sciocchi. Quei servi sciocchi che da molti anni giorno dopo giorno hanno ucciso democrazia e libertà. E’ un regime il nostro oggi in Italia? Guardo i miei post precedenti e la risposta è certamente sì e che mi sto ripetendo, perché giorno dopo giorno aumentano i tagli alla democrazia, logorando e deteriorando cultura e storia, pensieri e conquiste. E così guardando indietro vedo che in questo blog alla fine scrivo sempre le stesse cose.

“Quando nella comunità c’è sicurezza – scrive William Sheridan Allen nel suo Come si diventa nazisti – gli agitatori politici si ritrovano a declamare in sale quasi vuote. E’ necessaria una paura ossessiva, l’improvvisa coscienza di pericoli […] per riempire le sale di ascoltatori che vedono nell’agitatore colui che li salverà”.  In pratica quello che ha fatto la lega Nord fin dall’inizio della sua nascita vedendo gli stranieri come nemici. E quello che ha poi fatto Berlusconi novello McCarthy sparando a zero prima contro i comunisti poi contro la sinistra, poi contro i giudici divisi in buoni che gli danno ragione e cattivi tutti gli alti.

E così ecco che oggi nasce il decreto contro le intercettazioni, per mettere la museruola a chi ancora non ce l’ha. Parlano di diritto alla privacy, non dicono che si tratta di censura. Mi sono riletto alcuni passaggi del celebre discorso di Edward Murrow (Good Night end Good Luck): “…Al momento attuale siamo tutti grassi, benestanti, compiaciuti e compiacenti. C’è un’allergia insita in noi alle notizie spiacevoli e disturbanti, e i nostri mass media riflettono questa tendenza. Ma se non decidiamo di scrollarci di dosso l’abbondanza, non riconosciamo che la televisione soprattutto viene utilizzata per distrarci, ingannarci, divertirci ed isolarci, chi la finanzia, chi la guarda e chi ci lavora si renderà conto di questa realtà quando oramai sarà troppo tardi per rimediare. Se continueremo così, la storia prima o poi si vendicherà, e il castigo non impiegherà molto ad arrivare…”. Erano gli anni cinquanta, oggi è ben peggio. “Verso l’olio di ricino” dice Milena Gabanelli di Report.

A proposito di Eward Morrow:
Good Night end Good Luck
Quella mattina a Buchenwald

un mio vecchio post: non crediate che sia finita