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le parole di Gino Strada aprile 18, 2010

Posted by pagineonlife in società.
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Il testo del discorso di Gino Strada alla manifestazione di ieri – 18 aprile – in piazza San Giovanni a Roma per la liberazione di Marco Garatti, Matteo Dall’Aira e Matteo Pagani.

“Grazie di essere qui. Emergency ha riempito piazza San Giovanni. Grazie. Una settimana fa chi crede nella guerra, chi pratica la guerra, chi ancora non è riuscito a liberarsi da quel tabù ancora una volta ha usato violenza. Ha usato violenza contro un ospedale. E io credo che questo sia una cosa di  una gravità inaudita. E’ ,prima di tutto, prima di ogni valutazione, un atto di una profonda, profonda inciviltà. E’ stata usata violenza contro Emergency e il suo personale; è stata usata violenza con l’arresto di tre operatori internazionali e 6 afgani che probabilmente adesso sono già 8, da quanto ci risulta. Continua a far violenza a loro privandoli della loro libertà. Hanno fatto violenza anche ai pazienti. Sono stati i militari a dimettere da un ospedale dei pazienti che vi erano ricoverati per essere curati. Dove li hanno mandati? Alcuni di questi pazienti si sono rifiutati di essere operati, di essere curati nei posti dove volevano mandarli i militari. Qualcuno si è fatto 600 chilometri per raggiungere l’ospedale di Emergency a Kabul. Hanno usato violenza contro la popolazione afgana che oggi si trova un ospedale chiuso, presidiato dalla polizia. Una popolazione che ne ha bisogno. Una popolazione che soffre. Una popolazione che viene bombardata dalla civiltà.

Questa è inciviltà. Inciviltà totale e profonda.

E per essere chiari voglio dire che Emergency ha subito violenza non soltanto in Afghanistan ma anche in Italia. E noi siamo contro la violenza, anche quella che viene esercitata contro di noi. Però non smetteremo di dire, e non lo faremo, le cose sensate che Emergency dice. Le cose che oramai il mondo della politica ha dimenticato come problemi da porsi. Ma è o non un problema del nostro mondo la guerra? Io credo che tutti a prescindere dalle proprie opinioni politiche, per chi vota o chi non vota… ma queste sono marginalità. Tutti noi come esseri umani, come cittadini il problema di come far sparire la guerra nel nostro orizzonte dobbiamo porcelo. Io sono stufo di ricevere insulti da chi non fa neanche lo sforzo di pensare. Politici e qualche pseudo giornalista …si sono impegnati a fondo per lanciare calunnie infamità su Emergency e sul suo personale. A una bugia sconfessata è seguita un altra bugia. Questo è il loro lavoro. Perché ci trattano cosi? Ci trattano così perché loro pensano che noi siamo dalla parte avversa alla loro in questa guerra. Invece noi non siamo da nessuna parte. Noi siamo semplicemente contro l’idea di ammazzare altre persone. Noi crediamo che non ci sia ragione al mondo per ammazzare qualcuno. E’ per questo per esempio che banalmente siamo contro la pena di morte. Siamo contro quella pena di morte che avviene quando poi la sentenza non è mai stata pronunciata, perché il processo non è mai stato fatto. La sentenza di morte che si pronuncia ogni giorno contro i poveri del mondo, contro gli affamati, contro quei paesi che non hanno diritti, che non hanno libertà, dove noi andiamo a buttare ulteriore sofferenza e miseria. Ma vogliamo discutere se questa è civiltà, oppure no, ci si trincera dietro gli obblighi internazionali, gli schieramenti, le logiche. Ma i cittadini …i cittadini non sono interessati di queste logiche. Io credo che molti italiani ricordino che cosa sia stata la guerra in questo paese. Quale carico di orrore e di sofferenza e anche di miseria ha portato la guerra. Ma gli italiani vogliono rivedere questa cosa nel proprio orizzonte, nel proprio scenario o vogliono imporla ad un altro paese? Io penso proprio di no.

Penso che gli italiano ripudino la guerra. Io credo nella Costituzione. E la Costituzione dice che l’Italia ripudia la guerra. Non i Governi italiani: l’Italia, cioé noi. E noi la ripudiamo. E questo l’abbiamo dettoe chiaro, che stavano andando contro la Costituzione del nostro paese. L’abbiamo detto chiaro a questo Governo e al Governo che l’ha preceduto. Ma non ci si vuole porre questo problema. Detto questo noi non stiamo da nessuna parte. Siamo semplicemente persone che hanno rifiutato nella loro logica, nella loro testa, e nei loro comportamenti l’uso della violenza, e che non lo giustificano. E che pensano di fare la pace, la loro pace non con la violenza ma esattamente curando le vittime della violenza. Ma voi curate i Talebani! Abbiamo curato 2 milioni e mezzo di cittadini Afghani. Il che vuol dire che non c’è una famiglia in Afghanistan che non ha avuto un parente trattato per qualche cosa di lieve o di gravissimo in una struttura di Emergency. Avremo operato anche qualche Talebano? Certamente. Qualche terrorista? Sicuramente! Qualche soldato Afghano?. Certo! Qualche soldato non Afghano? Certo! Ma soprattutto abbiamo operato gente innocente. Gente che è stata fatta a pezzi dal terrorismo e dalla guerra… dalla guerra e dal terrorismo… e che ha capito che guerra e terrorismo sono esattamente la stessa cosa, perché il terrorismo è la più devastante forma di guerra, e la guerra è la più devastante forma di terrorismo. Noi vogliamo che si smetta con la logica per cui, quale che sia il problema, quale che sia la ragione… bisogna ammazzare. Noi non stiamo da nessuna parte.. E curiamo tutti. Curiamo tutti perché è un nostro preciso dovere di medici e la nostra etica professionale. E’ rispettoso di tutti i trattati internazionali. E’ rispettoso della Convenzione di Ginevra. E’ rispettoso della nostra coscienza civile, di esseri umani. Per cui crediamo di avere non il diritto ma di aver anche il dovere di curare talebani e non talebani, talebini e taleboni, Osama e Obama. Si cura chi ha bisogno e chi ha bisogno ha il diritto di essere curato. Punto. Fine della discussione, per quanto riguarda Emergency.

Vorrei dirvi anche che in questi giorni, oltre l’aggressione a Emergency, ha visto la solidarietà. Direi, forse meglio, l’affetto… la percezione di quanto è importante sia di quello che sta facendo Emergency in Afghanistan. Sono stati veramente tantissimi. E siamo contenti oggi di aver spostato la manifestazione da piazza Navona a piazza San Giovanni, anche se è stata una manifestazione organizzata in quattro giorni … non abbiamo di certo grandi mezzi… ma insomma…siamo qui… E la stessa solidarietà la stiamo verificando in Afghanistan. La Valle del Panshir è una valle intorno ai 2000 metri che arriva su fino ai 4.500… non è un posto facile dove muoversi… non c’è internet… Sono più di 10.000 gli Afghani che sono andati all’ospedale di Emergency nel Panshir per firmare questo appello “Io sto con Emergency”. Non sono i ventiquattro uomini sandwich, spacciati dalle televisioni come manifestazioni anti Emergency a Lashkargah. Ventiquattro persone in un campo da calcio che leggevano col foglietto qualche cosa che dovevano dire.

Il governo italiano ha non solo il dovere ma anche la responsabilità di proteggere l’incolumità degli italiani, specie delle persone in difficoltà. Questo è il loro lavoro, lo stanno facendo. Noi glielo facciamo fare. E invece Emergency sta lavorando… perché undici anni di Afghanistan vuol dire che ci conoscono tutti, ma proprio tutti e ve lo posso garantire che girando per l’Afghanistan le nostre macchine, il nostro staff viene fermato spesso a bere una tazza di tè e allora conosciamo molte persone in Afghanistan, molte autorità, molti leader, li abbiamo contattati, abbiamo riscontrato una totale e incondizionata solidarietà a Emergency. A partire dal vicepresidente dell’Afghanistan, al ministro della difesa, al ministro degli interni,  a tanti  leader afgani che dicono: questa è una montatura, Emergency non centra, Emergency non centra. Una montatura stupida e grossolana e tipica peraltro, proporzionale quantomeno alla dimensione dei cervelli che l’hanno architettata. Gli afgani lo sanno. Hanno paura di perdere l’ospedale di Lashkargah, e hanno paura di perdere Emergency perché questo vorrebbe dire lasciare gli afgani senza i loro migliori ospedali. E di questo crimine, diciamolo chiaro e netto, responsabile non è Emergency, ma è responsabile chi usa la violenza contro Emergency.

Poi…è successa una cosa estremamente importante e che io vi comunico qui e che è stata comunicata alcune ore fa in una conferenza stampa a Kabul: l’inviato speciale del segretario delle Nazioni Unite per l’Afghanistan Staffan de Mistura ha dichiarato il proprio sostegno a Emergency e ha dichiarato che le Nazioni Unite e Emergency stanno lavorando assieme per ottenere la liberazione…

E noi siamo contenti  di lavorare con le Nazioni Unite. Perché che ci piace l’idea delle Nazioni unite e non ci piace l’idea delle nazioni che fanno quel cazzo che vogliono, tanto per dirla banalmente, e stiamo lavorando su tutti i contatti in Afghanistan. Siamo fiduciosi, siano fiduciosi che questa montatura verrà definitivamente dichiarata una grande bufala contro Emergency e sono fiducioso che presto rivedremo presto Marco, Matteo e Matteo.

Poi se devo aggiungere una nota personale io non conosco personalmente Matteo Pagani perché lavora da poco con Emergency ma credo di averlo già capito parlando di lui  con i suoi genitori… Conosco bene Marco Garatti e Matteo Dall’Aira con cui ho passato anni. Con loro ho passato anni in Afghanistan, in Sudan, in Eritrea, in Cambogia, in Iraq. Io sono contro la guerra ma non sono proprio un pacifista fino in fondo e chi mi dice che loro sono terroristi rischia anche uno sberlone. Ma non lo daremo. Siamo sicuri che ce la facciamo. Voi continuate a sostenerci. Credo che lo sforzo dei Emergency insieme le nazioni unite riuscità a ottenere la liberazione dei nostri connazionali. Grazie davvero di essere stati qui. Io sto con Emergency.

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