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la legge è uguale per tutti gennaio 30, 2010

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Il popolo viola è tornato in piazza. C’ero anch’io, e quando sono andato via ero un po’ più felice. E il sorriso mi è rimasto addosso e mi ha accompagnato per il resto della giornata.

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politiche per l’integrazione gennaio 27, 2010

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Cinquecento euro e il viaggio di ritorno pagato a quegli immigrati che sceglieranno di restituire il permesso di soggiorno e rientrare nel proprio Paese, con la garanzia di non fare ritorno in Italia per almeno 5 anni. Accade a Brescia e l’operazione – definita “ritorno volontario assistito” – è stata annunciata dal sindaco di Brescia Adriano Paroli (Pdl) che si è ispirato al progetto Nirva (Network italiano per i rimpatri volontari assistiti per rifugiati, vittime della tratta di esseri umani o stranieri con permessi temporanei.). Obiettivo del progetto bresciano: aiutare tutti gli immigrati che vogliono tornare in patria.
Alla faccia delle politiche dell’integrazione. Sinceramente, questo progetto non mi convince. E soprattutto oggi 27 gennaio la giornata della memoria. E intanto penso a un mio vecchio post dal titolo a proposito di vespe.

Post scriptum per leghisti, razzisti, padani, per tutti coloro che credono nelle radici e non sanno nulla di geologia, dinamiche della crosta terrestre, etc: “… la scienza prevede che l’Italia perderà la sua conformazione fisica di penisola e si salderà con la regione balcanica: monti che si uniscono a monti, l’Adriatico trasformato in lago, parte della Sicilia spostata a Nord Ovest”.

i vermi del fuoco gennaio 11, 2010

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L’opera di disgregazione sotterranea continua con forza,  i “vermi del fuoco” dell’ Oberförster sono diventati ancora più potenti:  ferro e fuoco e distruzione si abbattono Sulle scogliere di marmo (Ernst Jünger scrisse “Sulle scogliere di marmo” all’indomani della notte dei cristalli)

L’odio seminato da Bossi e dagli altri uomini del partito della Lega continua a dare i suoi frutti. E l’ultimo frutto è quello che è accaduto a Rosarno. E il nome di questo frutto è razzismo. A Cortina in un incontro pubblico con il sindaco di Roma Alemanno e la presidente del Pd Bindi, Gian Antonio Stella ha detto: “Era cominciata con le battute è finita con Sebrenica…la storia qualche volta va a ripetersi, non prendiamo sottogamba la violenza e questo crescente tasso di odio…Mi chiedete se siamo diventati razzisti? La verità è che lo siamo sempre stati”.

Gli alberi del sud danno uno strano frutto, sangue sulle foglie e sangue sulle radici, un corpo nero si agita nella brezza del sud, strano frutto che penzola dagli alberi di pioppo. (Billie Holiday – Strange Fruit)

…In questo mondo multiculturale, le persone di altre culture chiedono di essere trattate da uguali, di essere rispettate e accolte con benevolenza. È scontato che non esistano culture superiori o inferiori, e che le differenze siano solo il risultato di particolari condizioni geografiche e storiche. Il problema è che sappiamo poco delle altre culture, e invece di aspirare a una conoscenza decente tendiamo ad accontentarci di stereotipi falsi e facili.…Erodoto questo lo aveva capito benissimo. Meglio ancora, sapeva che solo la conoscenza reciproca rende possibile la comprensione e la comunicazione come unica strada verso la pace e l’armonia, la collaborazione e lo scambio”. (Ryszard Kapuscinski su “Internazionale” 515, del 20 novembre 2003).

…La scelta davanti alla quale – migliaia di anni fa – si è trovato il gruppo dei nostri antenati si ripropone oggi a tutti noi, e con la stessa intensità: una scelta categorica e fondamentale. Come comportarsi con gli altri? Che atteggiamento avere nei loro confronti? Si può scegliere il duello, il conflitto, la guerra. Di eventi del genere conservano memoria gli archivi, i campi di battaglia, i resti di rovine sparse nel mondo intero. Sono testimonianze della sconfitta dell’uomo, della sua incapacità – o non volontà – d’intendersi con gli altri. Un tema al quale, nelle sue infinite varianti, si è ispirata la letteratura di ogni epoca e paese. Ma può anche succedere che, invece di aggredire e combattere, la nostra famiglia-tribù decida di separarsi e isolarsi dagli altri. Un atteggiamento che nel tempo ha prodotto fenomeni sostanzialmente simili tra loro: la Grande Muraglia cinese, le porte di Babilonia, il limes romano e le mura di pietra degli incas. Per fortuna, ci sono prove che il genere umano è capace anche di un altro atteggiamento. Sono prove di collaborazione: resti di mercati, luoghi di sosta per rifornirsi d’acqua, dove si trovavano agorà e santuari, dove sorgono tuttora le sedi di antiche università e accademie o dove ancora si conservano tracce di vie commerciali come la via della Seta, dell’Ambra o del Sahara. Tutti luoghi dove la gente si è incontrata, ha scambiato idee e merci, ha fatto affari, ha stretto patti e alleanze, ha scoperto finalità e valori comuni. L’altro, il diverso, non era sinonimo di estraneità, ostilità ed eventuale morte. Ciascuno scopriva di avere in sé una piccola parte dell’altro, ci credeva e viveva con quella convinzione. Ogni volta che l’uomo incontra l’altro gli si presentano tre possibilità: fargli guerra, ritirarsi dietro a un muro, aprire un dialogo. L’uomo esita da sempre tra queste tre opzioni e – a seconda della situazione e della cultura – sceglie l’una o l’altra. Le sue scelte sono mutevoli: non sempre si sente sicuro. Quella della guerra è una scelta difficilmente giustificabile. Secondo me ne escono tutti perdenti, nel senso che la guerra rivela l’incapacità dell’uomo di capire, di immedesimarsi con l’altro, di mostrarsi buono e intelligente. In questo caso l’incontro con l’altro finisce sempre tragicamente, con il dramma del sangue e della morte. …[Come afferma] Cyprian Norwid (1821-1883) nell’introduzione all’Odissea si chiede quali siano le ragioni dell’ospitalità ricevuta da Ulisse nel viaggio di ritorno a Itaca…Porte e cancelli non sono fatti solo per chiudersi e impedire l’accesso all’altro: possono anche aprirsi invitandolo a entrare. Le strade non servono solo al passaggio di eserciti nemici: possono anche essere la via lungo la quale, travestito da pellegrino, viene a trovarci un dio. Grazie a questa interpretazione, cominciamo a vivere in un mondo non solo più ricco e vario, ma anche più rassicurante, nel quale noi stessi siamo disposti ad andare per primi verso l’altro. (Ryszard Kapuscinski su “Internazionale” 567, 25 novembre 2004).

scuole di razza gennaio 9, 2010

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Ieri:
Tutti biondi – Tutti con gli occhi azzurri – Tutti senza malattie ereditarie – Tutti figli di donne ariane, belle bionde e alte – Tutti figli di ufficiali delle SS di pura razza ariana fin da 1650 – Tutti con certificato attestante la sanità di tutti i membri della famiglia (progetto Lebensborn ideato e realizzato da Heinrich Himmler a partire dal 1935 con la creazione di sei cliniche con 263 letti per le madri e 487 per i neonati…).

Oggi:
La percentuale massima di alunni con cittadinanza non italiana per ogni classe non potrà superare il 30 per cento – Il limite verrà introdotto gradualmente dalle prime classi in tutti gli ordini di scuola – Il tetto del 30 per cento massimo potrà essere anche oltrepassato se gli stranieri da integrare avranno già le competenze linguistiche per essere inseriti in classe senza difficoltà (Indicazioni e raccomandazioni del ministro Gelmini alle scuole italiane per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana – 8 gennaio 2010).

per saperne di più:
Wikipedia su progetto Lebensborn
La lista dei figli di Hitler dal Corriere della sera