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io non dimentico novembre 1, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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…una tradizione che neanche Leonida può sconfiggere, perché deve rispettare la parola degli Efori. Questa è la legge. E nessun spartano, suddito o cittadino, uomo o donna, schiavo o re è al di sopra della legge
(da 300 il film di Zack Snyder)

Alle Termopili morirono tutti, morirono eroicamente, tanto che ancora oggi, sul luogo del massacro, rimane questa lapide: Va’ o passeggero, narra a Sparta che noi qui morimmo in obbedienza alle sue leggi (Erodoto)

In caso di condanna, sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto
(il presidente me ne frego)

Venerdì notte, alcune persone – tanto idiote quanto naziste – hanno distrutto la lapide posta sulla facciata dell’ex asilo in via Principessa di Piemonte a Chieti e che ricorda la vergogna dei campi di internamento presenti anche in Abruzzo durante il nazifascismo. La lapide venne fatta mettere dalla Provincia nel 2007 in memoria di quegli anni feroci quando dal ’40 al ’43 Chieti ospitava nelle casermette dello scalo (vicino alla stazione) un campo di internamento per ebrei, cittadini stranieri e oppositori al nazismo e al fascismo. “Dopo l’armistizio – è scritto sulla lapide – questo fu l’ultimo luogo di residenza noto – Io non dimentico”. Nella stessa notte lo stesso gruppetto ha riempito alcuni muri di scritte contro gli ebrei, pro Iran e disegnato le solite orribili svastiche.

Dalla bravata notturna sono passati due giorni e ieri mattina, domenica, con dispiacere ho visto che nessuno aveva ancor cancellato le scritte. E altrettanto con gran disappunto ho trovato che i pezzi della lapide con la croce di davide erano ancora per terra. Mi ha dato fastidio, volevo anche raccoglierli, ma non sapevo dove metterli. Mi consola che qualcuno, prima di me, ha cercato di ricomporre la lapide. Una piccola luce. Mi consola che ci sono persone come il sindaco di Guardiagrele Mario Palmerio, appassionato di arte e uomo attento alla storia e alla memoria. Ne ha fatto una ragione della sua vita. Palmerio è appena tornato da New York dove ha incontrato Doris Schechter ristoratrice ebrea e autrice di numerosi libri sulla cucina kosher. Da piccola, durante la seconda guerra mondiale, Doris fu confinata assieme ai genitori a Guardiagrele, costretta in uno dei tanti campi dei nazisti. Doris fu una di quelle che si salvò. Una di quelle alle quali il sindaco di Guardiagrele ha dato la cittadinanza onoraria.

Nota: i campi di concentramento in Abruzzo (1940-1944) di Costantino Di Sante

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