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Dame, tria, veline e presidenti settembre 5, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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Mi chiamo Lyndon Baines Johnson. Quel cazzo di pavimento che hai sotto i piedi è mio, ragazzo…. Mi chiamo Lyndon Baines Johnson figliolo. Sono il senatore dello Stato del Texas nel Senato degli Stati Uniti. Sono al ventisettesimo posto nella classifica delle persone individuali più ricche del paese. Ho il più grosso pisello di tutta Washington e la moglie col…
(da “Lyndon” di David Foster Wallace)

Nel retro della scatola della dama c’era una volta, e in molti casi c’è ancora, il gioco della tria o del tris. La figura che vi è disegnata è quella di tre quadrati di dimensioni differenti uno dentro l’altro e collegati tra loro da quattro linee rette (una linea per ogni lato).  triaDa bambini, per comodità, la disegnavamo nel terreno o con dei gessetti sui muretti; poi muniti di nove pietre bianche e altrettante di colore differente cominciavamo a giocare. Uno contro uno. Un gioco alla pari. Consisteva nel riuscire a mettere in una fila di tre le proprie pedine conquistando così il diritto di eliminare una pedina dell’avversario. Era un bel gioco; come altrettanto era bello giocare a dama, senza imbrogli, al contrario di quello che accade oggi dove chi va a dama lo fa giocando col doppio delle pedine…

La dice lunga il caso Boffo, anche lui mangiato come nel gioco della tria o della dama. “Vittima di un attacco smisurato e capzioso, messo in piazza e violentato”…con metodi stile Ovra e polizia fascista. Anche il linguaggio è simile: basta leggere i documenti, le veline, le informative che venivano  diffuse tra gli anni venti e quaranta e che si trovano ben conservate nelle biblioteche pubbliche e negli archivi storici. (Nb: da leggere anche “I tentacoli dell’Ovra” di Mimmo Franzinelli o “ il nemico dell’uomo nuovo” di Lorenzo Benadusi).
Il risultato lo sappiamo: ora Boffo (“attenzionato dalla polizia di Stato”, come scrive il killer prezzolato) è ex direttore…

In attesa che due più due faccia quattro per tutti (stampa compresa, poche eccezioni escluse), qui in sintesi un promemoria dei fatti in un editoriale di ieri sull’Herald Tribune: 1) Avvenire, giornale della Conferenza episcopale critica la vita piccante personale del Primo Ministro Silvio Berlusconi (“accordi con le ragazze, feste nature a bordo della piscina, il nastro dove si dice a una prostituta di aspettarlo nel letto di Putin”); 2) il Giornale, che è di proprietà del fratello di Silvio Berlusconi, passa all’attacco e pubblica una lettera anonima nella quale si informa una misteriosa “vostra eccellenza” che Boffo è un omosessuale già noto ai servizi segreti italiani e il colpevole in una causa di molestia sessuale; 3) morale: nessuno può pasticciare con Silvio Berlusconi, neanche la Chiesa; 4) lezione finale:  i travagli personali di Berlusconi e i suoi sforzi per cancellare il suo nome dagli scandali sono arrivati a dominare la vita pubblica italiana dimenticando tutto il resto compreso il governo del paese, e nel bel mezzo di una grave crisi finanziaria. E utile anche l’articolo del The New York Times. Infine, sempre per chi non avesse chiaro di come stanno le cose, Repubblica ha scovato un manifesto apparso a New York, il titolo è  “l’Intoccabile”.

Naturalmente il 19 settembre sarò in piazza. E ancora nei giorni scorsi ho firmato l’appello di Franco Cordero, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky.

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