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a proposito di win for life settembre 30, 2009

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…”Punta, punta, puntali tutti ottomila!” Non si può nonna, la puntata più alta è di quattro…”E allora puntane quattro!”. Questa volta vincemmo. La nonna riprese animo. “Vedi, vedi! – mi disse, dandomi uno spintone – Puntane di nuovo quattro!” Puntammo e perdemmo; poi perdemmo ancora, e ancora. Nonna, tutti i dodicimila se ne sono andati!…
[…] Possibile, possibile che io sia un ragazzino! Possibile non capisca che sono un uomo perduto. Ma perché mai non potrei risorgere? […] Possibile che io fossi un giocatore? Sono ridotto di gran lunga peggio di un mendicante. Ma quale mendicante? …
[…] Mi sono semplicemente distrutto! . […] Sì, uomo sventurato, lei vi amava e posso svelarvelo, perché ormai siete un uomo perduto! Non solo, se vi dicessi addirittura che lei vi ama ancora, ebbene voi restereste qui lo stesso! Sì, vi siete rovinato da solo…
(Dostoevskij, Il giocatore)

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un anno fa settembre 26, 2009

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ho cominciato a scrivere in rete un anno fa con questo post sui martiri di Bassano del Grappa

contro tutti i bavagli settembre 25, 2009

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D’Alia: a tutti noi, una volta nella carriera, viene la curiosità di sapere cosa c’è in questi libri
Lussana: ci viene come una specie di smania
Carlucci: vero
Alfano: Beh, dai retta a me Montag, non c’è niente
Pecorella e Costa: i libri non hanno niente da dire
D’Alia, Lussana, Carlucci: vero, non c’è niente
Tutti insieme: i libri non hanno niente da dire
…e allora il capitano dei vigili del fuoco…

Ray Bradbury mi scusi, ovviamente i personaggi sono inventati,
o no!

Il 3 ottobre (ma era meglio il 19 settembre) ci sarò anch’io e per questo ho firmato (di nuovo) la petizione sulla libertà di informazione (anche) in rete

non dormire. anna, coraggio settembre 24, 2009

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Una scossa di terremoto di magnitudo 4,1 è stata avvertita distintamente alle 18.15 dalla popolazione dell’Aquila, seguita da un lieve boato che si è protratto per alcuni secondi, senza produrre conseguenze a cose o a persone. Secondo il Dipartimento della Protezione civile l’epicentro del sisma è stato localizzato nei comuni di Pizzoli, Barete e Capitignano. L’intensità di questa scossa, avvertita anche nelle Marche, è superiore alla media dell’ultimo sciame…
(da repubblica.it)

Anna ha scritto:
Ancora…
E’ arrivato di nuovo. Il vento che si alza leggero. Aumenta. Il boato. La scossa. La terra si ferma, subito ricomincia a tremare. Poi il silenzio. E i cani che abbaiano. E tu che non hai neanche più paura. E pensi che, se deve essere, sia. E sei stanca. E vorresti solo dormire…..

Le ho risposto così:
ciao anna, ti sono vicino, ma tu non dormire; coraggio e continua a lottare con la grinta di sempre, quella che ho scoperto leggendo il tuo blog. Niente è “e così sia”. Arturo alcuni giorni fa consigliava la lettura di “l’ombra di quel che eravamo” di Sepulveda. Il libro è dedicato “ai compagni che caddero, si rialzarono e ripresero la strada”. E’ la storia di quattro amici che si ritrovano da “vecchi”, ombre di un passato ma ancora pieni di speranze. Sono cileni, esuli, vittime di torture nel cile di pinochet…hanno ritrovato i vecchi ideali di un tempo…
se ce l’hanno fatta loro!…
Il libro di Sepulveda l’ho letto tutto d’un fiato. è bello e mi ha dato forza. coraggio anna, ciao.

l’Italia ripudia la guerra settembre 21, 2009

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…Lo scoprirai un giorno, loro ti chiameranno per andare alla guerra al posto loro, ne puoi esser certo, perché in futuro ci saranno molte altre guerre. Ci sono passato anch’io in una guerra e ho visto come gli uomini vengono uccisi e feriti e mutilati, e devo aver ucciso anch’io qualcuno, e ogni volta che ci penso sto male. Perché ci combattevamo l’uno contro l’altro, invece di rivoltarci contro quelli che ci avevano mandato alla guerra…. Ci hanno imbrogliato con parole come patriottismo e dovere, e onore e ci hanno diviso in classi sociali e in religioni, così ognuno pensa di essere migliore dell’altro….
(da “Il muro invisibile” di Harry Barnstein)

a proposito di missioni, una missione che mi piace – al contrario di quelle di guerra che non mi piacciono, nessuna – è quella di Selene Biffi, 27 anni, milanese. Oggi è partita per l’Afganistan e per sei mesi resterà in quel paese per conto dell’Onu: in collaborazione con il ministero dell’Educazione afghana coordinerà un gruppo di lavoro internazionale. Intervistata da Carlo Tecce (L’unità del 19 settembre) Selene Biffi ha detto: “Scriveremo un sussidiario per le scuole elementari, un manuale di regole e consigli che spieghi come bonificare un pozzo, evitare le mine, limitare il colera, curare le malattie. Abbiamo un traguardo, anche simbolico, dobbiamo arrivare in tempo e vincere. Perché i campi coltivati non producono ortaggi sani? Sono questioni serie che provocano povertà e fame. Risponderemo alle loro domande, proporremo metodi. Saremo in questa terra pericolosissima per lasciare un messaggio, tendere una mano e stringerne un’altra”.

due vecchi post sul tema:
1) articolo 11: l’Italia ripudia la guerra
2) quando eravamo dalla parte dei cattivi

salotti incredibili settembre 15, 2009

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vespe, vesponi e calabroni,
nel salotto troneggia berlusconi
di aquila e di tanto altro si è straparlato
ma ai campi “confortevoli” mi sono fermato
e quando ai profughi anche le “bibite hanno servito”
mi sono alzato e la corrente della Tv ho per sempre disinserito

e buona notte

dal blog di Antonio Di Pietro: “Signor Vespa, ritengo che sia lei a doversi scusare per l’utilizzo che fa del servizio pubblico come veicolo di promozione degli interessi privati di Silvio Berlusconi”

l’11 settembre settembre 11, 2009

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Difficile dimenticare la data dell’11 settembre e quei tremila morti trasformati in polvere. Da quella data sono cominciate nuove guerre, e ancora vittime. Afganistan, Iraq, ancora Afganistan. In una spirale senza fine. E per non dimenticare mi sono rivisto i documenti di luogocomune.net e il film Loose change .

Ma l’11 settembre è una data che rimanda anche ad altre tragedie. A quella cilena con l’uccisione l’11 settembre del 1973  di Allende e l’inizio di un golpe che fece paura anche in Italia. Migliaia i morti, 10.000 i cileni che subirono la tortura, centinaia di migliaia quelli costretti all’esilio.  In rete ho trovato l’audio con  l’ultimo discorso del presidente Allende prima di venire ucciso alla Moneda . E qui invece il testo

Ma c’è anche un 11 settembre che al contrario ha segnato una tappa nella politica in India e nel mondo. Una tappa di pace. Era l’11 settembre del 1906 e nel vecchio teatro imperiale di Johannesburg, convocata dal giovane avvocato Gandhi, si svolgeva una grande assemblea degli Indiani immigrati in Sud Africa. Nasceva quel giorno una campagna di lotta e di disobbedienza civile contro leggi discriminatorie ed umilianti. Nasceva il movimento della non violenza.

basta apparire settembre 7, 2009

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Al cinema ho visto “Videocracy”, il film documentario di Erik Gandini, cineasta italiano ma da 18 anni residente in Svezia. Sono contento di averlo visto, ma alla fine, uscendo dalla sala, confesso che questo film avrei voluto non vederlo. Quel flusso di ragazze che ballano per diventare veline; quelle musiche e quegli applausi; quel Lele Mora che sorride mentre dice di essere mussoliniano e ci fa ascoltare “Faccetta nera” e ci fa vedere svastiche e croci celtiche; quel Fabrizio Corona che si profuma capelli, petto e pisello e intanto conta i soldi fatti con qualcosa che assomiglia ai ricatti…questo e altro mi hanno letteralmente fatto venire il voltastomaco. Perché hanno messo bene in evidenza il male recato al nostro paese in questi 30 anni di tv commerciale, o meglio dalle tv del presidente delle tv diventato presidente del Consiglio. Dove oggi l’apparire è più importante di qualunque cosa col risultato che un povero ragazzo che lavora al tornio o una qualunque ragazza di questo paese rivelano il loro unico desiderio: andare in tv per diventare qualcuno. Perché senza tv non vedono nient’altro; non vedono studio, scuola, gioco, lavoro, amicizia, solidarietà…Per tutto questo nella loro vita non c’è più posto.

E Berlusconi ride. Ride alla sfilata del 2 novembre, ride ai comizi del suo partito, ride mentre riceve la cittadinanza onoraria di Olbia, ride al Parlamento europeo, ride sfoggiando i suoi denti rifatti. E ridono le sue fans mentre cantano “meno male che Silvio c’è”. Il film di Erik Gandini chiude così: l’80 per cento della popolazione italiana ha la televisione come prima fonte di informazione; l’Italia è al 76 posto nella libertà d’informazione nel mondo; l’Italia è al 45° posto nelle pari opportunità uomo-donna.

Post scriptum 1): mi è capitato tra le mani un articolo dell’Unità dello scorso luglio: racconta la storia “straordinaria” di una bella ragazza di 23 anni (il nome preferisco non scriverlo) che per caso ha incontrato Berlusconi in un negozio di corso Vittorio a Roma… Quella ragazza – tanta voglia di diventare giornalista – è oggi assunta all’Ufficio stampa della presidenza del Consiglio dei ministri e ora accompagna il capo delle tv diventato presidente del Consiglio al G8, al G20, alla Casa Bianca..e altro non so.
Post scriptum 2): “nulla influenza le masse più della tv” parole di Berlusconi a Nessma tv.

Dame, tria, veline e presidenti settembre 5, 2009

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Mi chiamo Lyndon Baines Johnson. Quel cazzo di pavimento che hai sotto i piedi è mio, ragazzo…. Mi chiamo Lyndon Baines Johnson figliolo. Sono il senatore dello Stato del Texas nel Senato degli Stati Uniti. Sono al ventisettesimo posto nella classifica delle persone individuali più ricche del paese. Ho il più grosso pisello di tutta Washington e la moglie col…
(da “Lyndon” di David Foster Wallace)

Nel retro della scatola della dama c’era una volta, e in molti casi c’è ancora, il gioco della tria o del tris. La figura che vi è disegnata è quella di tre quadrati di dimensioni differenti uno dentro l’altro e collegati tra loro da quattro linee rette (una linea per ogni lato).  triaDa bambini, per comodità, la disegnavamo nel terreno o con dei gessetti sui muretti; poi muniti di nove pietre bianche e altrettante di colore differente cominciavamo a giocare. Uno contro uno. Un gioco alla pari. Consisteva nel riuscire a mettere in una fila di tre le proprie pedine conquistando così il diritto di eliminare una pedina dell’avversario. Era un bel gioco; come altrettanto era bello giocare a dama, senza imbrogli, al contrario di quello che accade oggi dove chi va a dama lo fa giocando col doppio delle pedine…

La dice lunga il caso Boffo, anche lui mangiato come nel gioco della tria o della dama. “Vittima di un attacco smisurato e capzioso, messo in piazza e violentato”…con metodi stile Ovra e polizia fascista. Anche il linguaggio è simile: basta leggere i documenti, le veline, le informative che venivano  diffuse tra gli anni venti e quaranta e che si trovano ben conservate nelle biblioteche pubbliche e negli archivi storici. (Nb: da leggere anche “I tentacoli dell’Ovra” di Mimmo Franzinelli o “ il nemico dell’uomo nuovo” di Lorenzo Benadusi).
Il risultato lo sappiamo: ora Boffo (“attenzionato dalla polizia di Stato”, come scrive il killer prezzolato) è ex direttore…

In attesa che due più due faccia quattro per tutti (stampa compresa, poche eccezioni escluse), qui in sintesi un promemoria dei fatti in un editoriale di ieri sull’Herald Tribune: 1) Avvenire, giornale della Conferenza episcopale critica la vita piccante personale del Primo Ministro Silvio Berlusconi (“accordi con le ragazze, feste nature a bordo della piscina, il nastro dove si dice a una prostituta di aspettarlo nel letto di Putin”); 2) il Giornale, che è di proprietà del fratello di Silvio Berlusconi, passa all’attacco e pubblica una lettera anonima nella quale si informa una misteriosa “vostra eccellenza” che Boffo è un omosessuale già noto ai servizi segreti italiani e il colpevole in una causa di molestia sessuale; 3) morale: nessuno può pasticciare con Silvio Berlusconi, neanche la Chiesa; 4) lezione finale:  i travagli personali di Berlusconi e i suoi sforzi per cancellare il suo nome dagli scandali sono arrivati a dominare la vita pubblica italiana dimenticando tutto il resto compreso il governo del paese, e nel bel mezzo di una grave crisi finanziaria. E utile anche l’articolo del The New York Times. Infine, sempre per chi non avesse chiaro di come stanno le cose, Repubblica ha scovato un manifesto apparso a New York, il titolo è  “l’Intoccabile”.

Naturalmente il 19 settembre sarò in piazza. E ancora nei giorni scorsi ho firmato l’appello di Franco Cordero, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky.