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ancora grazie Obama giugno 5, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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Si chiamava Hester Prynne e la costrinsero ad appuntarsi sul petto un pezzo di stoffa con la lettera A. Accadeva nella Boston del 600

“…dopo Roma la Tomania… e perché no un’europa, un’asia, un’america, un’unica nazione di biondi con gli occhi blu. Aut cesar aut nullus…dittatore del mondo…”. Chi ha pronunciato questa frase?
A: Adenoyd Hynkel.
B: Oreste Lionello.
C: Silvio Berlusconi.
D: Adolf Hitler.

Ancora grazie Obama. Mi ha commosso di nuovo. ( la mia america) Con lui posso immaginare un altro mondo per i miei figli. Dove la parola che conta è la tolleranza. Grazie Obama perché ha detto che la democrazia non si esporta come una merce e tantomeno con le armi e che nessuno sa quello che è il bene per tutti… Grazie per il mondo che mi fai sognare, un mondo senza Giacomoni come direbbe Marcel Liebman (da rileggere Nato Ebreo).  Senza buoni e cattivi, e senza gli uni contro gli altri. Dove non ci si debba ricordare che “le fotografie del Duce non devono essere pubblicate se non sono state autorizzate” (Munculpop, 22 novembre 1936). Dove ai giornali non arrivino note tipo “Il Corriere della Sera e il Mattino hanno pubblicato due disegni riproducenti il Duce. Uno è piaciuto, l’altro no; vale quindi, anche per i disegni, la norma vigente per le fotografie e cioè che debbono essere precedentemente presentate all’Ufficio stampa del Capo del Governo per avere l’autorizzazione alla pubblicazione” (21 ottobre 1933).

Grazie Obama perché fai sperare in un mondo senza più “Tutti soldati morti in guerre perse in partenza” (Los Italianos – Antifascisti nella guerra civile spagnola”, il libro di Franco Sprega e Ivano Tagliaferri edito da Infinito edizioni). Con la speranza che anche qui, meglio prima che dopo, non capiti più di vedere in Tv uomini in guanti bianchi che sorridono al grande capo che può dire quel che vuole, sempre e senza contradditorio, in qualunque canale, in qualunque ora del giorno e della notte, col caffè e durante l’antipasto, dopo pranzo e durante l’ora del the, in prima o seconda serata. E che come un disco rotto ripete sempre e ancora sempre le stesse cose, da Bignami. Al quale fanno seguito le voci dei suoi tanti cloni. Con la casta che tace.

Post scriptum 1: Ho ordinato in libreria il nuovo libro di Beppe Lopez “Giornali e democrazia” (Glocal Editrice). Sottotitolo: “Analisi del degrado dell’informazione in Italia, partendo dallo spartiacque della fine degli anni Settanta e dalla vicenda-metafora del primo quotidiano locale moderno e popolare: il Quotidiano di Lecce”.
Post scriptum 2: ieri sono finito su You tube e mi ha aiutato a ridere

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