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castelli di sabbia maggio 9, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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Giocare con la sabbia è divertente e anche un po’ magico. Possono nascere castelli stupendi, palazzi da mille e una notte, figure fantastiche. Ho letto che la migliore sabbia per castelli del mondo si trova in Gran Bretagna, sulla spiaggia di Torquay, nel Devon, la città natale di Agata Christie. Il motivo di questa “supremazia inglese” rispetto alle altre sabbie del mondo è che i granelli di Torquay sono perfettamente sferici così da poter raggiungere un maggiore grado di coesione. Andrò a vedere se è vero… Certo anche lì basta poco perché tutto finisca in nulla: sole, vento, un’onda più potente delle altre possono far crollare tutto il lavoro appena fatto. Addio illusioni, addio sogni.

“Può accadere, e dappertutto. Non intendo né posso dire che avverrà; è poco probabile che si verifichino di nuovo, simultaneamente, tutti i fattori che hanno scatenato la follia nazista, ma si profilano alcuni segni precursori. La violenza, utile o inutile, è sotto i nostri occhi: serpeggia, in episodi saltuari e privati, o come illegalità di stato… Attende solo il nuovo istrione (non mancano i candidati) che la organizzi, la legalizzi, la dichiari necessaria e dovuta e infetti il mondo. Pochi paesi possono essere immuni da una futura marea di violenza, generata da intolleranza, da libidine di potere, da ragioni economiche, da fanatismo religioso o politico, da attriti razziali. Occorre quindi affinare i nostri sensi, diffidare dai profeti, dagli incantatori…”.

Così scriveva nel 1986 – un anno prima di morire – Primo Levi lo scrittore di “Se questo è un uomo”. Lo scriveva nel suo “I sommersi e i salvati”, il suo ultimo saggio. Sono andato a rileggerlo. Amaro e illuminante. Fa capire che stiamo andando, anzi no …che siamo arrivati a un punto di non ritorno, quel punto nero della storia fatto di marchiature sulle braccia e nudità dei prigionieri…dove di nuovo ci sono uomini aguzzini che vedono altri uomini come cose. Uomini-cose che possono essere rimpatriati, segregati in gabbie, controllati, schedati, e nella migliore delle ipotesi separati – la chiamano provocazione – in apposite carrozze della metro. Nell’indifferenza di questo nostro oggi. La stessa indifferenza che ha portato a non vedere i lager nazisti mentre è noto che molti sapevano: basta pensare alle industrie alle quali vennero commissionate le costruzioni dei forni crematori o alle aumentate richieste di veleno per le camere a gas.

La stessa indifferenza, per paura e interessi, che sta trasformando-ha trasformato i giornalisti (non tutti)  in pennivendoli da Istituto Luce o come ha detto Russell Crowe pochi giorni prima dell’uscita del suo bel “State of play” in giornalisti senza etica che hanno creato un buco nero, banalizzato le notizie e creato delle verità solo per far piacere agli indici di gradimento. O come capita in “Insider” dove si vuole nascondere i processi chimici con cui le multinazionali producevano dipendenza da nicotina nei consumatori….Per manipolare l’opinione pubblica, per appiattirla, per omologarla e per istupidirla…come nei regimi totalitari, come accadde ai tedeschi vittime del loro Fuhrer e che seguirono fino alla soluzione finale per pigrizia, stupidità, piccolo calcolo. Come accade oggi dove ogni giorno, paletto dopo paletto, la ragione è costretto a fare un passo indietro.

…corrosa come da un acido. Frantumata e sbriciolata…come quei castelli di sabbia sciolti da vento, sole o onde. …Ma quelli erano sogni di bambino, quelli di oggi non lo sono più.

———

Post scriptum 1: un ringraziamento a Daniele Sensi che nel suo blog tiene conto dei “Deliri di Radio Padania”.

Qualche esempio: Ettore Pirovano (28.4.2009): “Nelle province in cui la Lega ha il governo del territorio spingeremo i direttori degli ospedali a creare canali preferenziali per i nostri anziani, perché è proprio dei nostri anziani che i medici magari si dimenticano, per la febbre che hanno di curare i clandestini”.

Andrea Rognoni, direttore di “Idee per l’Europa dei Popoli”, rivista voluta dall’onorevole Mario Borghezio (15.4.2009):  “…La città dell’Aquila è costruita seguendo la pianta di Gerusalemme, e la Basilica di Collemaggio, rimasta in piedi per tanti secoli, caduta col terremoto del 6 aprile…conserva una lastra da un inequivocabile segno: una torre sormontata da una mezzaluna….Destino?”

(27.3.2009):  “La nostra gente non deve mangiare porcherie arabe”.

Luca Talice (13.2.2009) :“La polizia ha fatto bene se gli ha dato un po’ di botte…fossi stato parlamentare io, sarei andato a trovarli per piantargli un calcio in faccia”…

Don Floriano Abrahamowicz, celebratore ufficiale di messe dell’associazione cristiana leghista (9.12.2008): “Non crediate che Tettamanzi rappresenti l’ala di sinistra in una Chiesa comunque guidata dal conservatore Ratzinger, perché è la Chiesa conciliare tutta intera ad essere in realtà alleata di quei poteri forti che, tramite l’islamizzazione dell’Europa, mirano al dominio del mondo secondo un disegno anticristico”.

Leo Siegel (30.11.2008):  “Uno che parla siciliano, o calabrese, o pugliese, o campano, e che viene eletto qui da noi, non sarà mai uno dei nostri. E’ questo che ci indigna: non che vengano eletti campani in Campania, ma che vengano elette persone di quelle terre in casa nostra”.

Leo Siegel (16.6.2008):  “Certamente c’è stata la persecuzione nazista dei Rom, ma sarebbe facile fare battute sul perché e per come”.

Matteo Salvini (9.4.2008): “I topi sono più facili da debellare degli zingari”.

post scriptum 2:

Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e non dissi niente. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi ancora niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me  e non c’era rimasto nessuno a protestare. (Emil Gustav Friedrich Martin Niemöller, Lippstadt, 14 gennaio 1892 – Wiesbaden, 6 marzo 1984, teologo e pastore luterano tedesco, oppositore del nazismo, deportato a Dachau).

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Commenti»

1. lancianese - maggio 12, 2009

Riflessioni, pensieri e riferimenti ineccepibili, che sottoscrivo in pieno. Ma vorrei sottoporre all’attenzione di tutti il “post scriptum 2” perché la citazione vale anche oggi e per tutti i settori della vita quotidiana. “Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e non dissi niente. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi ancora niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare”. (Emil Gustav Friedrich Martin Niemöller, Lippstadt, 14 gennaio 1892 – Wiesbaden, 6 marzo 1984, teologo e pastore luterano tedesco, oppositore del nazismo, deportato a Dachau).
Questo vale anche quando non ci facciamo sentire contro i soprusi di ogni giorno, contro una classe politica cialtrona e di basso profilo, contro una tivvù di stato ridotta a lustrare le scarpe ai potenti, contro una scuola ridotta a pezzi, contro l’arroganza, contro l’intolleranza per il diverso e via dicendo. Forse pensiamo che sono “cose” che non ci toccano, ma se non le difendiamo, prima o poi, arrivano a toccarci e sarà tardi per difenderci perché si è già creato il deserto attorno a noi.


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