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il 25 aprile, Mister B e la legge 1360 aprile 25, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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“…se vi sentono quelli della Muti …zitti, zitti, se no finite nei campi in Germania”. “Attenti, c’è la banda Carità, se ti prendono prima ti torturano, poi ti uccidono”. “La banda Cock fa di peggio”.

Non so quanti possono ancora ricordare frasi così. Le dicevano impauriti i nostri padri e le nostre madri negli anni del fascismo e della Rsi. Le dicevano gli antifascisti, gli operai in sciopero che difendevano le fabbriche dai tedeschi, i partigiani, le donne, i vecchi. E gli ebrei in fuga. Gente massacrata nelle carceri, nei campi di concentramento, fucilata, mitragliata alle spalle, impiccata sugli alberi nelle piazze delle città e dei paesi con un cartello appeso al collo con la scritta bandito. Vittime degli uomini di Pavolini, della Banda Carità, della Muti, delle Brigate nere della Decima MAS. O dei corpi scelti che avevano giurato fedeltà a Hitler come le SS italiane, 15-20 mila persone, mostrine rosse e nere, sui berretti e sugli elmetti il “teschio d’argento”, sul bavero le due S stilizzate. Corpi scelti voluti dallo stesso Mussolini a metà settembre del 1943, dopo la sua liberazione dalla prigionia sul Gran Sasso. Gente che aveva giurato così: “Di fronte a Dio presto questo sacro giuramento: che nella lotta per la mia patria italiana contro i suoi nemici sarò in maniera assoluta obbediente ad Adolf Hitler supremo comandante dell’esercito tedesco, e quale soldato valoroso sarò pronto in ogni momento a dare la mia vita per questo giuramento”.

“Uomini razzialmente e fisicamente scelti”, come recitava un loro manuale, arruolati da Himmler come pure vennero arruolati anche fiamminghi, valloni, francesi, olandesi, norvegesi, ungheresi, albanesi, croati, lettoni, estoni e di ucraini, bulgari. Usati per attività di spionaggio, e per lo più in operazioni di polizia e di rastrellamento antipartigiano. Autori di stragi. A Bucine, Cavriglia, Civitella della Chiana, nell’aretino, e a Bardine di San Terenzio in provincia di Massa Carrara, dove al comando del maggiore Walter Reder massacrarono 160 civili rastrellati nella vicina Pietrasanta. L’elenco potrebbe continuare. Alcune testimonianze parlano anche di una partecipazione, il 12 agosto 1944, alla strage di Sant’Anna di Stazzema, quando vennero massacrate 560 persone, 150 delle quali bambini sotto i 14 anni. Un contributo di orrore e di ferocia che si espresse anche in altri campi: nei corpi delle polizie speciali che infestarono l’Italia (assai noto il caso della cosiddetta “banda Carità”, guidata da uno dei più sanguinari torturatori della RSI che operò a Firenze, Padova e Vicenza, e che si presentava come ufficiale delle SS) e soprattutto, con funzioni da aguzzini, nel lager-crematorio della Risiera di San Sabba a Trieste. Si sciolsero nell’aprile del 1945: qualcuno si diede alla fuga all’estero, qualcuno venne catturato e ucciso, qualcun altro processato, tanti uscirono dalla guerra indenni.

Un esercito di massacratori: tra loro anche quelli che con l’aiuto dei prefetti e dei questori andavano a caccia di ebrei. Succedeva anche a Varese terra di frontiere dove la collaborazione tra Rsi e comando tedesco fu totale e fondamentale. A Varese c’erano le maggiori fabbriche belliche, la Macchi e l’Agusta tanto per fare dei nomi che producevano aerei per i tedeschi e per la Rsi, e anni prima le bombe usate nella guerra d’Africa. Terra strategica, ma anche punto di passaggio per la fuga in terra svizzera per 80 mila e più persone tra militari, civili ed ebrei. E ovviamente zona più che mai controllata dai tedeschi e dai fascisti per far fallire i tentativi di fuga e impedire formazioni di bande armate. Dal rapporto del colonnello Marcello Mereu comandante della Legione guardia nazionale: “E’ così che la corsa degli ebrei verso la ospitale terra elvetica rifugio di rabbini per tentare di sottrarsi alle provvidenziali leggi fasciste viene ostacolata dalle vigili pattuglie della guardia nazionale che vigilano per sfatare ogni attività minacciosa e oscura di questi maledetti figli di giuda”.

E fascisti italiani aiutarono i tedeschi anche nei rastrellamenti e nelle impiccagioni a Bassano del Grappa. (ne ho parlato lo scorso anno nel post dal titolo “Quel 26 settembre ’44”) . Erano uomini della Legione Tagliamento, erano le Brigate Nere di Vicenza e di Treviso. Erano italiani della Guardia nazionale repubblicana. Furono loro che aiutarono i soldati tedeschi a infilare le teste delle vittime dentro i cappi. Anni dopo, a guerra finita, molti di loro vennero processati nei tribunali militari e civili, condannati e presto rimessi in libertà grazie alle amnistie.

…e oggi, 25 aprile, mentre si festeggia la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, mentre i soliti noti si sono messi a parlare a sproposito di partigiani buoni e di partigiani cattivi, mentre scende in campo Mister B, alla Camera pende la proposta di legge numero 1360 presentata da una quarantina di deputati. Proposta oscena secondo la quale per i reduci di Salò “combattenti cresciuti nella temperie culturale guerriera e imperiale del ventennio [che] ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente…è finalmente possibile quella rimozione collettiva della memoria ingrata di uno scontro che fu militare e ideale…[oltre a] un assegno vitalizio annuo non reversibile di euro 200 … [e] l’onorificenza dell’Ordine del Tricolore”.
…l’amnistia non gli bastava.

per saperne di più: Convegno “La Rsi: la Repubblica voluta da Hitler” – Teatro del Vittoriale, Gardone Riviera, 22 aprile 2005

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Commenti»

1. parole e magie « pagine on life - aprile 12, 2010

[…] incombe: si avvicina il 25 aprile, ne ho parlato più volte in queste mie pubbliche pagine (qui; poi qui; e anche qui ) e proprio in questi giorni scopro che nel paese di Montichiari Elena Zanola, sindaco […]

2. w i partigiani « pagine on life - aprile 25, 2010

[…] Puccini 2)video intervista a Maria Cervi figlia di Alcide Cervi, da Arcoiris 3)il 25 aprile (qui; poi qui; e anche […]


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