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il 25 aprile aprile 20, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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A pochi giorni dal 25 aprile mi va di ricordare una persona che non c’è più. Si chiamava Enrichetta Comincioli e quando le parlai aveva 72 anni. Era novembre del 1995 ed Erich Priebke, il capitano delle SS che partecipò alla pianificazione e alla realizzazione della strage delle Fosse Ardeatine era appena stato estradato in Italia dall’Argentina. Enrichetta Comincioli lo vide in Tv e mi disse: “Vorrei partire per Roma e vederlo in faccia di persona e gridargli tutto il mio dolore”. Quando Enrichetta aveva solo 21 anni, Priebke era stato il suo aguzzino: nel ’44 la tenne prigioniera a Villa Brignetti, il quartier generale della gestapo, una villa di via Panoramica a Brescia, la villa da dove partivano i rastrellamenti dei partigiani in Val Trompia e dove i tedeschi tornavano con le loro vittime per gli interrogatori. E tra loro, tra le vittime dei torturatori c’era anche Enrichetta Comincioli. Le sue parole: “Quando l’ho visto in Tv mentre saliva sull’aereo, col suo bel soprabito, il cappello in testa, mi sono sentita male. Mi crede se le dico che ancora adesso ho paura”. Paura e dolore. In quella villa, vennero torturati Bruno Gilardoni, comandante partigiano e tanti altri.

Durò un mese la prigionia di Enrichetta Comincioli. I tedeschi volevano sapere dove si nascondevano i partigiani. Ma lei non era una partigiana. Ma la picchiavano lo stesso. “C’era un tedesco grosso con la pancia, c’era un altro che scriveva a macchina… Contro di me usavano un bastone di ferro e una baionetta. Ero nuda, mi costringevano a continue flessioni, braccia in avanti e palme aperte. Alla fine degli interrogatori mi portavano al carcere di Canton Mombello. Un incubo, ancora adesso”. Dopo la prigionia, durata un mese, Enrichetta venne portata a Fossoli e da lì con il treno nel lager di Ravensbruck. Era il numero 49556. Fame, freddo, pidocchi, corrente elettrica nel filo spinato, forni crematori…

Mio padre – che è morto da tempo – era un comandante partigiano della Brigata Piave. Operava nella zona di San Donà: per lui, per me, per le tante Enrichette Comincioli il 25 aprile significa qualcosa. Anzi significa molto. Da lì, vedi Calamandrei, è nata la Costituzione. Purtroppo oggi una Costituzione sempre più bistrattata, inappliccata, violata.

Ascolta Gianfranco Spadaccia intervistato da Radio radicale sulla Costituzione e la scomparsa della legalità

Post Scriptum: ho firmato l’appello di Articolo 21 contro la proposta di legge n. 1360 che equipara chi faceva i rastrellamenti per conto dei nazisti a chi è stato internato nei campi di concentramento e a chi ha fatto la Resistenza.

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Commenti»

1. Giustino Zulli - aprile 22, 2009

In occasione del 25 aprile, giornata che giustamente si festeggia per la sconfitta definitiva del nazifascismo, la successiva affermazione della Repubblica con il Referendum del 2 giugno 1946, la scrittura di una delle Costituzioni più avanzate di tutto l’occidente che non a caso non è stata ancora applicata integralmente e sulla quale i governanti attuali stanno tentando più di una manipolazione, è giusto raccontare tante storie minori che gettano una luce più sincera sulle tante nefandezze compiute dai nazisti e dai loro servi fascisti. Queste tante piccole storie andrebbero raccolte e pubblicate per sconfiiggere i tanti tentativi che da destra vengono fatti per annacquare, in qualche modo, le sofferenze di chi ha sofferto. Penso queste cose perche sono veramente schifato dal modo con il quale, sulla televisione pubblica e sulla radio, l’attuale ministro della Difesa, il fascista Ignazio La Russa-che nonostante gli ettolitri di acqua di Fiuggi che ha bevuto resta dentro un inossidabile reazionario-, sta tentando di dimostrare l’indimostrabile e cioè che i giovanotti che sono andati volontari a combattere nelle file dei repubblichini di Salò meriterebbero lo stesso rispetto dei tanti partigiani caduti per liberare l’Italia dalla tirannide. Il Ministro La Russa, in questi giorni è onnipresente e straparla dagli schermi della televisione alla radio e, in sostanza, vuole mettere gli
assassini e gli assassinati, i persecutori e i perseguitati, le vittime e i carnefici, sullo stesso piano. E lo fa citando autori, a suo dire di sinistra, come Giampaolo Pansa che negli ultimi anni sta caratterizzando la sua attività con una ferocia revisionista che fa accapponare la pelle.
Santoro che mette il dito sulla piaga delle cose non andate bene nel corso delle trionfalistiche apparizioni berlusconiane sulla tragedia che ha colpito il nostro Abruzzo, viene invitato a fare trasmissioni riparatrici (di
che?). Il disegnatore satirico Vauro viene addirittura sospeso per delle vignette solo perchè sgradite al Vescovo de L’Aquila Giuseppe Molinari e La Russa spadroneggia in ogni dove calpestando la nostra storia con il susseguioso e servile atteggiamento di molti giornalisti che dovrebbero avere la schiena un pò più dritta. Ormai, in questo nostro Paese, in questa nostra Repubblica nata dalla Resistenza, sembra che abbiano diritto di parola solo i fascisti che si sono ripuliti nel cosidetto Partito delle Libertà. Che tristezza!

2. lancianese - aprile 23, 2009

Ha ragione Giustino Zulli: che tristezza dover sentire e vedere gli ex fascisti straparlare della Resitenza e del 25 Aprile. No, sul 25 Aprile non si può speculare. E non mi riferisco al solito balletto di chi, e dove, partecipa alle celebrazioni. Mi riferisco, invece, ai tentativi sempre più insistenti di sminuire l’essenza di questa data, riducendola ad una sorta di festa paesana. Il 25 Aprile non è una Festa, ma un Valore, una pietra miliare della nostra storia, il fondamento della nostra Repubblica e della nostra Costituzione. E a tutto questo i Partigiani hanno dato un contributo determinante. Poi, il resto, quello che pseudo storici e pseudo ricercatori hanno scovato nelle more degli anni difficili del 43-45, è altra roba, che non può intaccare il valore fondante della Resistenza e della Liberazione. Perché, senza la Resistenza e la Liberazione, adesso probabilmente staremmo a parlare, magari come ”carbonari”, di nascosto, di tutt’altra storia. Episodi anche gravi, ma pur sempre marginali rispetto al contesto generale, che si sono verificati nell’ambito della lotta partigiana, non inficiano il Valore storico della Resistenza. Berlusconi, La Russa e compagnia bella, vadano dove vogliono, ma non si possono permettere di mettere in discussione i Valori della Resistenza, almeno quanto rappresentano il Governo italiano: in privato facciano quello che vogliono, anzi dirò che una loro “vicinanza” mi darebbe fastidio: in certi momenti, preferisco stare con i “miei”. Io sono nato e vivo in una Città che è decorata di medaglia d’oro alla Resistenza, non mi curo delle sciocchezze che trasudano da certi personaggi.

3. parole e magie « pagine on life - aprile 12, 2010

[…] si avvicina il 25 aprile, ne ho parlato più volte in queste mie pubbliche pagine (qui; poi qui; e anche qui ) e proprio in questi giorni scopro che nel paese di Montichiari Elena Zanola, sindaco senza storia […]

4. w i partigiani « pagine on life - aprile 25, 2010

[…] 1)I 7 fratelli Cervi con Gian Maria Volonté, Lisa Gastoni, Carla Gravina, Don Backy, Renzo Montagnani, film del ’68 di Gianni Puccini 2)video intervista a Maria Cervi figlia di Alcide Cervi, da Arcoiris 3)il 25 aprile (qui; poi qui; e anche qui) […]


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