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commissioni di guerra aprile 17, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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Alle ore 8.40 del mattino di mercoledì 8 aprile, a due giorni dal terremoto che ha distrutto l’Aquila, mentre le agenzie scrivevano che i morti erano già 250, a Roma c’era chi pensava alla guerra e dava parere favorevole all’acquisto di 131 caccia-bombardieri da attacco F-35 Lightning II per una spesa iniziale di 13 miliardi di euro. Aerei, come ha detto il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, “assolutamente vitali per la difesa del nostro Paese”.

Spinto da curiosità sono finito sul sito del Senato. E così ho scoperto che: 1) la seduta che ha dato via libera al progetto che ora passerà per l’approvazione alle Camere è avvenuta in una bella aula di palazzo Carpegna a Roma, accanto a Palazzo Madama e alla quale si accede attraverso il cosiddetto corridoio dei busti; 2) che il presidente della commissione è tale Gianpiero Carlo Cantoni, senatore del Pdl, imprenditore lombardo, professore di economia e giornalista. Un signore dall’aria elegante a guardare nella navicella; 3) che la seduta è durata fino alle 9.30; 4) che c’è stata una debole opposizione da parte di una professoressa di istologia, la senatrice del Pd Silvana Amati; 5) che alla fine, sentiti i pareri favorevoli dei senatori Vincenzo Galioto, primario ospedaliero siciliano (Pdl) e Sergio Divina, avvocato trentino della Lega Nord,…esaminato l’atto di governo n° 65…tenuto conto dell’importanza per la difesa e della dimensione complessiva dell’investimento e delle aspettative del comparto industriale nazionale…la commissione difesa esprime parere favorevole all’acquisizione del sistema d’arma Joint Strike Fighter Jsf anche denominato F35.

Insaziabile di notizie, scopro anche che: 1) i caccia F-35 sono il frutto del programma di riarmo internazionale Joint Strike Fighter (Jsf) lanciato dagli Stati Uniti a metà degli anni ’90, al quale hanno aderito molti Paesi alleati, tra cui l’Italia nel 1996 con il primo governo Prodi (adesione confermata nel 1998 dal governo D’Alema e nel 2002 dal secondo governo Berlusconi); 2) che l’Italia partecipa al consorzio industriale Jsf – guidato dalla statunitense Lockheed Martin – tramite l’Alenia, l’azienda aeronautica del gruppo Finmeccanica; 3) che pochi, troppo pochi dicono che porterà solo morte e distruzione. Del resto a che cosa d’altro servono missili, armi, bombe e caccia da guerra?

Monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara Penne, intervenuto a Chieti nel gennaio del 2007 in un incontro organizzato dall’associazione Chieti Nuova 3 febbraio dal titolo “Non c’è pace senza giustizia”, aveva detto così: “Da anni assistiamo al trionfo delle lobby delle armi. Le spese destinate agli strumenti di morte aumentano imperterrite di anno in anno, mentre vengono tagliate a volte in maniera considerevole le risorse destinate alla salute, agli enti locali, alla cooperazione internazionale…Secondo il rapporto dell’Istituto internazionale di ricerca per la pace di Stoccolma, l’Italia è al settimo posto mondiale nella spesa militare, con un costo procapite di 468 euro all’anno. Nel 2005 la spesa per gli armamenti ha sfiorato i 1.120 miliardi di dollari, cifra che supera il record del 1988 di 110 miliardi di dollari e scavalca di ben 83 miliardi di dollari la spesa militare del 2004. Ricordiamo che per debellare il dramma della fame a livello mondiale del mondo sono stati stanziati 10 miliardi di dollari. Nell’indifferenza generale abbiamo accumulato un potenziale nucleare distruttivo capace di polverizzare oltre 4 volte il nostro pianeta”.

Post Scriptum: proprio in questi giorni, alla luce della crisi che sta investendo gli Stati Uniti, l’amministrazione Obama sta pensando di non acquistare più l’elicottero presidenziale US101 (Finmeccanica) perchè da 6 miliardi è arrivato a 13 miliardi di dollari e perché “il costo è troppo alto per il contribuente americano”.
E gli americani non hanno avuto il terremoto in Abruzzo. E non hanno dei ponti sullo stretto da costruire…Certo non hanno commissioni di guerra. E tantomeno un Berlusconi al governo.

qui un articolo di Renato Sacco (Mosaico di pace)

e qui un articolo sull’export delle armi di Giorgio Beretta (Unimondo)

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