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Tom e il bambino con la fisarmonica marzo 29, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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“Il bambino con la fisarmonica” è titolo di uno degli ultimi post del mio amico Tom. Parla di un bambino di circa 8 anni, senza ciotola o cappello per raccogliere monete. Un bambino con la fisarmonica incontrato una mattina nel piazzale di un parcheggio di un supermercato. Il bambino aveva cominciato a suonare la sua piccola fisarmonica, ma di fronte alle parole della gente (A quest’ora dovrebbe essere a scuola…Chissà chi è che lo manda in giro a mendicare… Sicuramente stranieri. Vedi che non capisce neanche quello che diciamo… O forse zingari…La polizia dov’è? Dovrebbero prenderlo e portarlo a scuola …) senza dire una parola smette di suonare se ne va. Dopo aver ricordato che per fortuna il bambino con la fisarmonica non si trova nella situazione di Rebecca Covaciu, Tom conclude così: …”Il sole che brilla in questa mattina di marzo è tutto tuo, bambino, come il futuro che ti aspetta. Goditelo. Ruba di nascosto quello che gli avari non ti danno e vai a cercare un posto dove ci sia qualcuno capace di sorridere ascoltando le musichette della tua piccola fisarmonica. Un suono che non sta tra le merci del supermercato, non è inciso nei dischi dei musicisti e neanche nei palinsesti delle televisioni perché è il suono della vita vera. Buona fortuna, bambino”.

Gli ho risposto così:
Caro Tom, purtroppo di bambini così ne ho visti tanti anche io, da soli o in compagnia, con la fisarmonica o una tromba. Bambini che del mondo e della vita conoscono soprattutto miserie e sofferenze, bambini senza infanzia. E altrettanto spesso ho sentito le chiacchiere della gente. Magari induriti e infastiditi per dover fare i conti con la realtà. Ben nascosti dietro ai luoghi comuni della tv. Perciò anche io, caro Tom, a quel bambino con la fisarmonica “muta” ora mi va di dire – come dici tu – di andare a cercarsi un posto dove ci sia qualcuno capace di sorridere ascoltando le sue musiche. Anche se mi piacerebbe tanto poter dire che quel posto è tra noi. Oggi. Nella realtà e non nei sogni e tantomeno una speranza. Ciao e grazie.

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