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l’affare atomico febbraio 27, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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Era il 26 aprile del 1986: un reattore della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, fu distrutto da una tremenda esplosione. Nubi altamente radioattive invasero l’Europa e il resto del mondo. Secondo gli scienziati quell’incidente potrebbe uccidere ancora. Quindici mila volte in più di quanto ufficialmente stimato.

C’è un libro di parole e foto, ed è un libro lacerante. E lo consiglio a chi oggi ha certezze e che vuole la centrale  nucleare nel giardino di casa. Un giovane spinto dalla voglia di esserci ha raccontato Chernobyl vent’anni dopo, l’ha fatto con scatti in bianco e nero, con parole e citazioni. Un libro che invita a dire no, e dove si incrociano la vita e la morte, aule scolastiche lasciate intatte, un orsacchiotto a fianco a una maschera antigas, una madre accanto alla figlia malata, un piccolo bimbo con pistola giocattolo, i ragazzini del carcere minorile. Carcasse di auto. Si chiama “Viaggio al termine della notte”, è edito da Vie di mezzo, e l’autore è Carlo Spera, 33 anni, di Lanciano, in provincia di Chieti, che alcuni anni fa ha viaggiato nelle zone contaminate, da Chernobyl al sud della Bielorussia, guardando, fotografando, parlando con medici e infermieri, con genitori di bambini malati, con i militari.

Paesaggi, persone, cose, il luogo del mondo, “la donna moriva, la gente moriva di continuo”.  Carlo Spera ha avuto il coraggio di raccontare. Nessuna immagine cruenta, nulla a che vedere con le foto di Igor Kostin a ridosso della sciagura: nessun puledro a otto zampe, o bimbi con dita palmate attaccate alle spalle. In “Viaggio al termine della notte” incontri l’altro mostro, incontri l’indifferenza, come Pasolini incontrava il progresso. E sei nella città fantasma di Pripjat’, tra il popolo degli uomini sciacallo, nella necropoli del futuro, oltre la zona di esclusione, con Alexandr, Vera e il militare. “Il viaggio di Carlo Spera – dice Remo Rapino, altro scrittore lancianese – è molto di più di un solo momento. È metafora col rischio del naufragio o al contrario con la speranza della salvezza. E la fine del viaggio è anche il suo inizio”.

Note
1) morti accertati, bilancio ufficiale: 65; presunti, stima ufficiale ONU: 4 000; presunti, stima massima presentata da Greenpeace: 6 milioni; presunti, stima Verdi Europei: tra 30 mila e 60 mila.
2) gli Usa non costruiscono più centrali e Obama punta sull’energia solare; in Spagna la Energy Conversion Devices,  ha annunciato che fornirà i pannelli per realizzare quello che sarà il più grande impianto fotovoltaico su tetto al mondo. L’impianto sorgerà a Saragozza, sullo stabilimento della General Motors. La sua potenza sarà pari a 12 megawatt: per avere un’idea dell’energia in gioco, basti pensare che per ogni megawatt installato, quando il sole splende è possibile alimentare contemporaneamente 1000 condizionatori d’aria.
3) le centrali nucleari che l’Italia vuole costruire nel 2020 sono di terza generazione, dunque già vecchie; le emissioni di gas serra non diminuiscono; l’energia eventualmente prodotta copre solo il 20-25 per cento dell’energia elettrica di cui ha bisogno l’Italia; in Italia non sono ancora smaltite le scorie delle vecchie centrali chiuse dopo il rerendum; tranne la Finlandia, oggi pentita della scelta per il raddoppio dei costi (da 3 miliardi sono passati a 4 miliardi e mezzo)  nessuno ha mai voluto acquistare la tecnologia francese.

documento Legambiente

dal libro di Carlo Spera:

“Continuo a muovermi all’interno dell’asilo nido e a fotografare giocattoli impolverati e maschere antigas cercando di congelare questi oggetti in uno scatto e fissarli in una pellicola. Catturo immagini, in fondo vorrei soltanto sottrarre alla corruzione del tempo ciò che fotografo…Ho sempre fotografato le cose così come sono; questa volta ho deciso di non farlo: un orfanotrofio non così com’è, ma così come dovrebbe essere: vuoto”.

“Io sono l’edificio distrutto. Io sono l’edificio, io la distruzione. Dovunque porto i segni di un disastro spietato. Le mura sgretolate sono brandelli di pelle che pendono dai miei arti. Mi scopro custode di un’enorme quantità di sogni e speranze infantili. Porto in me una perdita, sono il luogo che vive nel furore degli incubi. Avanzo tra i rottami e ascolto il rumore dei miei passi. Cammino su me stesso, mi calpesto senza riuscire a capire se sto andando avanti o indietreggiando. In ogni caso mi sposto dentro di me senza trovare l’uscita, una qualunque. Mi rendo conto che ogni porta scardinata ha un suo senso e smetto di muovermi; sono fermo dentro di me, il silenzio è ingombrante e scorre nei corridoi come sangue troppo denso nelle vene. C’è qualcosa di primitivo in tutto questo, forse un mondo che sta sorgendo, un mondo senza uomini e dunque senza colpa”.

“Non dissi niente, né feci altre domande all’autista, pensai soltanto che per il resto della mia vita avrei dovuto fare attenzione a non dimenticare. Che c’era un vetro tra me e quel mondo, un vetro pulito e completamente trasparente certo, che mi permetteva di esaminarlo, ma pur sempre un vetro; che la gente, lì, non vive, sopravvive, e che nemmeno muore, ma termina, appassisce; e che è legittimo combattere l’Ingiustizia e il male, soprattutto lì dove il male e l’ingiustizia sono più vicini a noi, vale a dire dentro noi stessi”.

“Guardo le autobotti dei vigili del fuoco, le ambulanze, i mezzi corazzati, i camion, gli aerei, i cingolati e gli elicotteri M 12 Mikayan, i più grandi del mondo, e sento che la mia condizione non è tanto dissimile da quella di un qualunque turista che si inoltra fra le rovine di un tempio greco. Questo perché il luogo in cui mi trovo mi ha scaraventato nel futuro. A differenza di quel viaggiatore, lì in Grecia, che aderisce perfettamente al presente e in qualche modo partecipa del passato, io sono l’uomo che verrà: solo, contaminato e smarrito in un immenso e agghiacciante vuoto”.

“Fa quasi freddo. L’autobus di linea avanza troppo velocemente lungo l’autostrada in direzione Lanciano Ho così tanti pensieri nella testa che vorrei smettere di ragionare. Lorenza dorme sul sedile di fianco al mio e ogni tanto scuote il capo. Sembra dire di no a qualcosa, a qualcuno. Varrei che questa notte non avesse mai fine, che la terra incominciasse a gridare, che qualcuno scendesse dal cielo e venisse a sostituire il mondo. Vorrei dormire Cerco una posizione comoda, decido di addormentarmi. Non mi è permesso. Il sole di questa giornata imperfetta è appena sorto e mi riapre con arroganza orli occhi, misteriosamente. Non so se quest’alba mi è amica, eppure la guardo con attenzione, quasi sereno. Ho ancora freddo. Forse fra qualche ora, quando il sole sarà alto nel ciclo…”.

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Commenti»

1. Tilux23 - marzo 5, 2009

Cari amici, il nucleare non è il diavolo e il sole o il vento non sono l’acqua santa. L’ho letto da qualche parte e ve lo scrivo qui: i materiali radioattivi prodotti in un impianto nucleare sono materiali a bassa e media attività e la loro radioartttvità non è perenne (dura 300 anni e poi scompare). Quanto al rischio di incidenti come quello accaduto a Cernobyl dobbiamo stare tranquilli:quel tipo di impianti non si fanno più, gli impianti che si costruiranno in italia sono di terza generazione, qualsiasi incidente è pertanto privo di qualsiasi conseguenza sanitaria. Inoltre, contrariamente a quanto avviene per gli impianti termoelettrici, i materiali radioattivi prodotti (scorie e altro) nelle nuove centrali hanno un volume molto ridotto e contenuto all’interno dell’impianto. Il nucleare risolve i problemi economici e di impatto ambientale: abbiamo il kilowatt più caro del mondo e non rispettiamo il Protocollo di Kyoto). Infine io sono a favore del nucleare perché riduce l’esborso valutario verso l’estero per l’acquisto di fonti energetiche, dà certezza degli approvvigionamenti e comporta le ricadute di tipo economico, industriale e occupazionale.

2. Paolo - marzo 31, 2009

Ciao a tutti,
per informazione volevo riportare qualche link in cui si parla di numeri, definizioni e l’intervista ad Annozero di Carlo Rubbia (per chi non lo sapesse è stato Premio Nobel per la fisica nel 1984).

http://it.wikipedia.org/wiki/Decadimento_radioattivo#Effetti_della_radioattivit.C3.A0

3. le mille gru di Sadako « pagine on life - agosto 6, 2009

[…] 1) un vecchio video di Antonio Masotti; 2) uno spezzone di “Una tomba per le lucciole”, cartoon di Takahata da un romanzo di Akiyuki; 3) grazie a Novalis la mappa (e i suoni) degli esperimenti nucleari dal ‘45 al 98. guarda anche: l’affare atomico […]

4. arturo - settembre 5, 2009

NO NUCLEARE!!
LA Storia e (il presente!!!) ci Insegnano!!!
non esiste più cieco di chi non vuol vedere… e più sordo di chi non vuol ascoltare!!!!!
Il nucleare è un affare per chi???????????
documentatevi voi stessi.. ricercate sui motori di ricerca in internet digitando le paroli chiavi :

convenienza nucleare ;
SICUREZZA NUCLEARE III generazione;
Nucleare 4 generazione; (ancora non esiste)
incidenti nucleari francia ; (quelli che dovrebbero costruire in Italia!!!!!! )
nucleare francese epr finlandia; (vedete come stanno le cose)
nucleare contaminazioni;
nucleare e regioni;
costo uranio;
costi centrale nucleare;
militarizzazione nucleare; (grazie al governo.. sapremo mai cosa succederà????)
nucleare garigliano;
nucleare bolletta;

ecc… ecc… ecc..!!! a voi la fantasia di continuare!!! :))


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