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questioni di coscienza febbraio 7, 2009

Posted by pagineonlife in società.
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Non mi va di essere messo in trappola. Pur ancora convinto (vedi “changeling” del 19 novembre) che il diritto di decidere per sé e di vedere rispettate le proprie volontà sono conquiste e non doni divini, oggi di fronte a così tante devastazioni mi sento di fare un passo indietro e di fermare la giostra. Perché, con tutto il rispetto per il signor Peppino Englaro, ci sono comportamenti e scelte che devono assolutamente restare in un ambito personale, e cioè nell’ambito che è della propria coscienza. Vita e morte, quando ben sappiamo che su questo tema si sono confrontati fior fior di filosofi e studiosi, a cominciare da Socrate e Platone, appartengono a ciascuno di noi e non ci saranno mai leggi che possano dire per me che cosa io intendo per vita e che cosa per morte.

Da ragazzo, prima al ginnasio liceo Empedocle e poi al Tito Livio, mi fecero studiare Kant. Oggi a distanza di anni penso a quel suo “il cielo stellato sopra di me, la legge morale in me”, agli “Imperativi categorici”, alle leggi universali e a quei concetti che poi sono anche alla base dello stato. E in grande sintesi mi vengono questi pensieri: 1) lo stato deve avere forza, libertà, autorità ed eticità; 2) lo stato è il garante della vita morale; 3) il governo è l’amministrazione dello stato; 4) lo stato si esprime con le sentenze della cassazione. E mi sembra di poter concludere che morale, diritto, giustizia, insomma tutto è stato buttato alle ortiche. Di colpo, oggi siamo così arrivati allo stravolgimento dei principi fondamentali con il caso assurdo di un governo che boccia un decreto dello stato (la sentenza della cassazione che autorizzava lo stop all’alimentazione forzata). Il padre di quella povera ragazza voleva una legge universale per tutti. Il governo – quasi che non aspettasse altro – si è invece fatto padrone dello stato. “Corpo di stato” titola bene Il manifesto.

Ripeto, con il massimo rispetto per il signor Peppino Englaro, in questi mesi, giorno dopo giorno, passo dopo passo si è compiuta una devastazione culturale e tra persone: una contrapposizione che non ha senso e che non può essere risolta. Io penso che a tutto questo non si doveva arrivare. Non spettava ai politici, ai giudici, ai mass media, ai preti, a nessuno spettava intervenire su un ambito così personale, che è l’ambito della coscienza. In sostanza, mai chiedere a un medico di staccare la spina: lui non lo può fare, lui cura e basta, indipendentemente dall’esito anche se con l’intento di guarire se la scienza lo permette. Ma non per questo, se la scienza è impotente, smette di curare.

Ci sono questioni di coscienza che sono individuali e ciascuno deve risolverseli da solo. Perché spetta a ciascuno affrontare i nodi e i quesiti della vita. Anche quesiti difficili, anche domande che da anni si è posto Englaro o si sono posti tanti altri parenti di persone malate. Che faccio? E’ vita o non vita? Io sono convinto che ognuno deve fare quello che gli dice il suo cuore e la sua coscienza. E agire di conseguenza. Anche pagandone le conseguenze. Che non sono certo solo quelle della legge. Non è il caso di Eluana, ma non importa, il caso fa capire: mi riferisco al bellissimo film “Million dollar baby” dove un Clint Estwood da Oscar ha fatto la sua scelta. Pensate al finale, al vecchio che racconta che da quel giorno nessuno l’ha più visto. Scomparso, annullato (qualcuno potrebbe intendere auto-punito) dal suo stesso gesto. In balia della sua coscienza. Senza mettere in trappola il mondo intero, solo se stessi.

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