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hanno aumentato di un secondo il 2008 dicembre 29, 2008

Posted by pagineonlife in società.
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Hanno aumentato di un secondo il 2008. L’hanno deciso i responsabili mondiali dell’ora esatta, quelli dell’International Earth Rotation and Reference Systems Service, e l’hanno fatto per adeguare gli orologi al leggero rallentamento della Terra nella rotazione sull’asse. Ma non cambia nulla, continuano i raid aerei su Gaza che hanno già fatto centinaia di morti e che – è sicuro – riproporranno, come sempre, la spirale di odio che insanguina quelle terre e dove pietà e speranza sono morte da tempo. Una spirale lunga un secolo: tutt’altro che lo stereotipo della lotta per la sopravvivenza. Per i civili israeliani vorrà dire ancora attentati terroristici, per i civili palestinesi  ancora case distrutte e morte. Soprattutto sangue causato da un braccio di ferro, una prova di forza dove le vittime sono sempre i civili. E tutto questo mentre si ripete il solito balletto: hai cominciato tu, no hai cominciato tu.

Hanno aumentato di un secondo il 2008. Ho paura che sarà un altro secondo di morte. Morte che vedo da quando ho memoria. Che ricordo di aver letto in “Vittime” di Benny Morris. Morte che rivedo nelle immagini che oggi  scorrono in tv o su internet, e che leggo nei resoconti dei vari inviati (tra i tanti: Ansaldo su Repubblica, De Giovannangeli su l’Unità, Vittorio Arrigoni su guerrillaradio.iobloggo e che parla di una nuova Guernica). Morte che invece non leggo sul Giornale dove il solito Andrea Nativi, esperto al contrario, ha la faccia di esaltare l’ennesima operazione chirurgica dove le vittime civile “sono solo il 3 per cento”. Come altrettanto non  leggo su certi blog e siti, i quali, non vedendo oltre al loro naso, addirittura pubblicano e poi forse per pudore rimuovono le foto di palestinesi uccisi a Gaza dove addirittura sostenevano che era una finta. Franchezza per franchezza: già visto fare da chi sostiene che l’olocausto è un’invenzione. A loro un consiglio: leggetevi B’Tselem.org, centro israeliano per l’informazione sui diritti umani nei Territori occupati, che proprio in questi giorni ha ripetuto la sua richiesta affinché tutte le parti in causa cessino le ostilità contro i civili.

Hanno aumentato di un secondo il 2008. Un secondo in più per sperare pensando che comunque qualche fiore sboccia: sono le soldatesse israeliane che si sono rifiutate di andare a combattere nei territori occupati e che per questo sono finite in carcere come ha raccontato Alberto Stabile su Repubblica un mese fa. Un fiore perché davanti alla loro prigione i loro amici organizzano concerti rock per non farle sentire sole. Un secondo in più per sperare affinché l’odio finisca. Perché in nessun presepe del mondo, neppure in quello di don Vitaliano della Sala a Marcogliano ci siano aerei da guerra e carrarmati accanto agli angeli e alla stalla. Perché i miei figli un domani non debbano leggere “racconti sotto assedio”, brevi resoconti che si trovano su pchrgaza.org e dove giovani pescatori palestinesi parlano dei continui attacchi a colpi di mitraglia alle loro piccole barche da parte delle imbarcazioni da guerra israeliane; o di mamme che si fanno aiutare dalla Croce rossa per rivedere almeno una volta i loro figli incarcerati da anni da Israele, o di quell’uomo che ha lavorato 18 anni per costruire il suo allevamento di polli nel sud della Striscia e che si è visto distruggere tutto in poche ore dai bulldozer. E perché nella capanna di stracci nella pineta di Ostia non accada più che possa prendere fuoco, come una cosa, un bimbo di nome Kristinel. Né lì e né nel resto del mondo.

Hanno aumentato di un secondo il 2008…un secondo in più per sperare.

appunti:
1) da Lettera di John Berger, Noam Chomsky, Harold Pinter, José Saramago (20 luglio 2006): “…Oggi, ad atrocità segue altra atrocità: i razzi artigianali si incrociano con i sofisticati missili. Questi ultimi hanno il loro bersaglio dove vivono i poveri ed i diseredati che aspettano l’arrivo di quello che a volte è stato chiamato giustizia. Entrambe le categorie di proiettili lacerano i corpi in maniera orribile; chi, salvo i comandanti in campo, può dimenticare questo per un momento Ogni provocazione ed il suo contraccolpo vengono impugnati e sono motivo di sermoni. Ma gli argomenti che seguono, accuse e solenni promesse, servono solo da distrazione per evitare che il mondo presti attenzione ad uno stratagemma militare, economico e geografico di lungo termine il cui obiettivo politico non è niente di meno che la liquidazione della nazione palestinese…”
2) da Repubblica, Etgar Keret (scrittore israeliano, autore di Pizzeria Kamikaze): “ Da quarant’anni, da quando ho l’uso della ragione io non ricordo di aver visto un impiego tanto spropositato della forza da parte di Israele. Questo mi rattrista ed è un sintomo di quanto vada radicandosi la violenza nella società israeliana…”
3) “la vita deve andare avanti a Gaza e Sderot” sottotitolo di gaza-sderot.blogspot.com blog di due amici che vivono nei campi profughi. (Ma il diario è fermo al 21 dicembre).

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Commenti»

1. kronakus - gennaio 1, 2009

Quando i giornali chiudono gli occhi e creano fronti ideologici, allora la loro nazione ha davvero bisogno di ripensarsi da zero.

2. pagineonlife - gennaio 2, 2009

e pensa che quando riapriranno erez solo 8 giornalisti , scelti ad hoc, potranno testimoniare le tante atrocità commesse a gaza


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