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gente di mare dicembre 23, 2008

Posted by pagineonlife in società.
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In primavera arrivavano le giostre. Facendo suonare per ore e ore gli immancabili Rita Pavone e Dino, le giostre si piazzavano in uno slargo alla fine di viale della Vittoria. Ci andavamo il sabato pomeriggio una volta fatti i compiti . Fatti per modo di dire perché in quegli anni li svolgevo senza alcun impegno e passione. Mi piaceva molto di più passeggiare per via Etnea (i maschi da una parte, le femmine dall’altra…giuro che negli anni 60 in Sicilia era così), e gustarmi la granita di limone, la briosce col gelato o le cozze che allora si mangiavano crude e senza pericoli e che costavano dieci lire l’una. E naturalmente mi piaceva andare al mare a San Leone con i miei compagni (ricordo qualche nome come Lo Re, Sferlazza, Tamburello). Era aprile o maggio e l’acqua era già invitante. La spiaggia non era pulita, la gente ci lasciava di tutto, ma il mare era bello. Dubito che sia ancora così.

A proposito di mare, mi è molto piaciuto leggere un articolo di Serena Giannico apparso sul Manifesto. Racconta di una donna di Casalbordino in provincia di Chieti, una donna di 72 anni in mare da quando ne aveva 5. Alcuni passi dell’articolo: “…Mi interessava il mare. E anche adesso, per me, c’è il mare, sempre innanzitutto. Il mare, se hai passione, capisce, e per quanto può ti ripaga […] Non importa se diluvia o se nevica. D’inverno aspettiamo che la burrasca passi, poi usciamo. Le insidie le conosco. Il mare, generalmente è amico e non tradisce […] Il mare pazzo, imprevedibile. A poco a poco l’ho visto trasformarsi in una fogna. Tiriamo su sacchetti di plastica, bottiglie. L’inquinamento è padrone. Navighiamo tra lavatrici e frigoriferi, schiuma e chiazze oleose. Tra spazzatura che sbuca ovunque, galleggia. Rimane intrappolata. Non mancano liquami, scarti di lavorazione, scorie. L’abbiamo trasformato, l’abbiamo distrutto. Avremmo dovuto avere un po’ più di riguardo nei suoi confronti. Un po’ più di rispetto, perché lo merita”.

Ps: Ieri mattina alla Libreria De Luca ho acquistato “Navi a perdere” noir di Ecomafia di Carlo Lucarelli. Con l’occasione ho ripreso tra le mani “Il vecchio e il mare” …Immerse le mani nell’acqua per bagnarle. Era pomeriggio avanzato e non si vedeva che il mare e il cielo. Nel cielo vi era più vento di prima. Il vecchio sperò di veder presto terra… (Hernest Hemingway)

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