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hanno aumentato di un secondo il 2008 dicembre 29, 2008

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Hanno aumentato di un secondo il 2008. L’hanno deciso i responsabili mondiali dell’ora esatta, quelli dell’International Earth Rotation and Reference Systems Service, e l’hanno fatto per adeguare gli orologi al leggero rallentamento della Terra nella rotazione sull’asse. Ma non cambia nulla, continuano i raid aerei su Gaza che hanno già fatto centinaia di morti e che – è sicuro – riproporranno, come sempre, la spirale di odio che insanguina quelle terre e dove pietà e speranza sono morte da tempo. (altro…)

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gente di mare dicembre 23, 2008

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In primavera arrivavano le giostre. Facendo suonare per ore e ore gli immancabili Rita Pavone e Dino, le giostre si piazzavano in uno slargo alla fine di viale della Vittoria. Ci andavamo il sabato pomeriggio una volta fatti i compiti . Fatti per modo di dire perché in quegli anni li svolgevo senza alcun impegno e passione. Mi piaceva molto di più passeggiare per via Etnea (i maschi da una parte, le femmine dall’altra…giuro che negli anni 60 in Sicilia era così), e gustarmi la granita di limone, la briosce col gelato o le cozze che allora si mangiavano crude e senza pericoli e che costavano dieci lire l’una. (altro…)

intercettazioni di Natale dicembre 21, 2008

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Intercettazione n° 1: “Caro Babbo Natale, sono un bambino di 10 anni: mio padre fa il muratore, e mia madre lavora come donna delle pulizie. In casa nostra, quando va bene, entrano 800 euro al mese: servono a pagare l’affitto di casa (due stanze per 350 euro), il riscaldamento, la luce, le tasse per i rifiuti. Per fortuna ho dei cugini più grandi che mi passano i loro vestiti. Ma i libri e i quaderni per la scuola costano tanto e quindi spesso non arriviamo a fine mese. Da un po’ ci aiuta la Caritas: mia madre passa in mensa dove le danno pasta, olio, scatolette. Anche mia nonna non se la passa troppo bene: sperava nella social card, ma per uno scarto di pochi euro non ha diritto a questo aiuto. In Comune l’assistente sociale ci ha promesso da anni una casa popolare, ma siamo in fondo alla graduatoria e dobbiamo aspettare ancora. Fra poco è Natale. Non ti chiedo regali, ma un lavoro vero per mio padre, con un contratto e che non sia costretto ad andare in cantiere anche quando ha la schiena a pezzi per i dolori perché altrimenti rischia di non essere più chiamato. Firmato Marco N.”

Intercettazione n° 2 “Caro Marco: ho fatto molto per questo paese, consentimi di dirti che io sono portatore di una moralità sconosciuta nel passato e nel presente, e questo pur avendo contro tutti i comunisti.. Non credere alla crisi, sii ottimista, dii a tuo padre che vadi al lavoro tranquillo e sereno. Ai giornalisti, anche a quelli che fanno i birichini, ho promesso il contratto per gennaio; e fra sette anni avremo una centrale nucleare. Sto facendo molto. Ma ho ereditato una grave crisi, coi verdi e gli ambientalisti che hanno messo sempre il veto su tutte le opere; ma ora si riparte, apriremo tanti cantieri, faremo grandi opere, anche il ponte sullo stretto… ma tuo padre – cittadino consumatore – deve avere meno ansia. Ho i dati di un sondaggio: 8 italiani su 10 hanno rinunciato a cambiare l’automobile per paura della crisi. ecco questo, fa male, questo induce la crisi. Dillo a tuo padre. Da presidente della repubblica, quando avrò più poteri, potrò essere ancora più incisivo, adesso l’ordinamento attuale non mi permette di prendere decisioni tempestive ed essere incisivo. Intanto tu sii sereno, fai come me che al mattino mi sveglio sempre di buon umore, la crisi dipende da te. Firmato Babbo Natale”

ensaio sobre a lucidez dicembre 16, 2008

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“…e non dite che siamo stati noi, che sono stato io, che è stato il governo della nazione, nonché i deputati eletti, che ci siamo separati dal popolo…siete voi, sì, soltanto voi, i colpevoli, siete voi, sì, che ignominiosamente avete disertato dal concerto nazionale per seguire il cammino contorto della sovversione, della indisciplina, della più perversa e diabolica sfida al potere legittimo dello stato di cui si abbia memoria in tutta la storia delle nazioni…avete tradito la memoria dei vostri antenati…” (dal discorso del presidente della repubblica… – pag. 81 – Josè Saramago, Saggio sulla Lucidità, Einaudi)

La metà degli abruzzesi chiamati alle urne per scegliere il nuovo presidente della regione ha “disertato” e non è andata a votare. Metà, significa uno su due ed è tanto. E io ho subito pensato a Josè Saramago e ai suoi romanzi. In particolare ho pensato al “Saggio sulla lucidità”, dato alle stampe quattro anni fa nel quale il Nobel della letteratura 1998 immagina una storia dove i cittadini in massa votano per due volta scheda bianca. (altro…)

il bosco di Gorra dicembre 12, 2008

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Keanu Reeves (Ultimatum alla terra): “Questo pianeta sta morendo, è la razza umana che lo sta uccidendo”.

Per un certo periodo, da bambino, ho abitato in una frazione di Gorra, un bel paese a pochi chilometri da Finale Ligure.  Io e i miei fratelli giocavamo a pallone in un campo improvvisato di terra battuta, due contro uno. Un campo comunque troppo grande per tre piccoli giocatori: ricordo che quando finalmente arrivavo nell’area della porta, sfinito dalla corsa, immancabilmente sbagliavo e mandavo la palla fuori. In agosto andavamo a funghi, in autunno a castagne, d’inverno mio padre metteva le trappole per gli uccelli. Allora si faceva. (altro…)

strange fruit dicembre 6, 2008

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“gli alberi del sud danno uno strano frutto, sangue sulle foglie e sangue sulle radici, un corpo nero si agita nella brezza del sud, strano frutto che penzola dagli alberi di pioppo (Billie Holiday)”

Nella seduta del 3 dicembre della Camera dei deputati, dopo l’informativa del ministro Maroni sull’arresto a Milano di due cittadini marocchini accusati di preparare degli attentati, Paolo Grimoldi, deputato Lega nord, abito d’ordinanza costituito da fazzoletto verde al taschino e dente avvelenato contro la sinistra, tra fragorosi applausi, ha urlato così: “…chi viene a casa nostra deve parlare la nostra lingua…non vogliamo rischiare a casa nostra, nelle nostre città…”. E poi sempre urlando, mentre il presidente gli chiedeva di chiudere, ancora urlando ha continuato: “…voi del partito democratico pensate a difendere terroristi, zingari, criminali, ladri, immigrati di ogni sorta che fanno quello che vogliono fregandosene delle nostre leggi…”. Mancava solo che aggiungesse neri o negri o che avesse in testa il cappuccio bianco del Ku Klux Klan. Parte perfetta nella vecchia Luisiana, tra paludi e conflitti razziali, piantagioni di canna, musiche cajun, impiccagioni… Ma eravamo nel Parlamento italiano. Rincuora un po’- ma certo non basta – l’intervento di Roberto Rao, Unione di Centro che ha detto: “…no a guerre di religione…attenti a non associare immigrati clandestini con terroristi…attenti perché uomini disperati e respinti possono divenire strumenti dei terroristi”.

Post Scriptum: 1) aderisco all’iniziativa di “Redattore Sociale” e “Dire” che hanno deciso di non usare la parola clandestino ed extracomunitario perché discriminatorio; 2) libro in tema: “La ballata di Jolie Blon”, noir di James Lee Burke; tra i bayou della Louisiana, una storia di stupri e soprusi con un bluesman nero vittima sacrificale; 3) musica in tema: “strange fruit” di Billie Holiday.

al ministro della/per la virtù on. Bondi dicembre 2, 2008

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Ricevo e pubblico: “Gentile dott., min., on.  Sandro Bondi , totalmente d’accordo con quanto Lei sta facendo. Grazie per il suo impegno affinchè la Rai torni alla sua funzione di strumento di informazione e di elevazione civica e spirituale dell’intera comunità nazionale. Al momento, in attesa che Lei definisca il confine tra pornografia e soft, La invito a prendere in considerazione altri provvedimenti come: il divieto della musica nei negozi, negli alberghi e nelle automobili; il divieto del gioco d’azzardo;  il divieto alle donne di indossare abiti succinti prevedendo in tal caso anche la punizione del marito;  il divieto del taglio e della rasatura della barba;  il divieto di portare i capelli lunghi, prevedendo in caso di violazione l’arresto e la rasata immediata; il divieto di allevare piccioni e di giocare con gli uccelli in gabbia; infine il divieto di far volare gli aquiloni.

Cordialmente, suo Shon Hun Thaliban