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…che mangino briosce novembre 27, 2008

Posted by pagineonlife in società.
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 …io amo un partito capace di darci ordine all’interno e la pace all’estero; che protegga i laici ma anche la chiesa, che realizzi riforme, ma anche conservi le tradizioni, il passato e l’avvenire…la proprietà è un furto, ma vi sono tuttavia delle proprietà che dobbiamo riconoscere legittime…viva il re, viva la rivoluzione, viva sua santità…”. (Consalvo Uzeda, I vicerè)

Aumenti ai dirigenti, un milione per Bonolis in pole position per presentare il festival di Sanremo, privilegi e prebende agli uomini del principe e alla casta, spese folli per il palazzo tanto che il Quirinale costa quattro volte Bukingham Palace. Ultimo dato: mentre vent’anni fa la forbice tra dipendenti e dirigenti di imprese era di uno a 40 adesso lo scarto è passato da 1 a 400. Cose note e riportate su libri e giornali. E da giornali e tv oggi un’altra perla: la “nuova pensata” della coppia Sacconi-Brunetta, e cioè la social card, tipo tessera del pane, per i poverissimi che in cambio di un cappuccino al giorno si prende qualcosa di più importante che è la dignità. Nulla di più che un’elemosina rivolta a coloro che vivono con la pensione minima dell’Inps di 460 euro al mese ma che esclude quelli che oltre alla minima hanno la maggiorazione sociale che di solito è intorno agli 80 euro. Non proprio nababbi. “Non hanno pane, che mangino briosce”. Un mio amico che lavora all’Inps ironico mi dice che alla fine capiterà che daranno la social card al solito evasore imprenditore in proprio che lavorando in nero e non emettendo mai uno scontrino fiscale denuncia redditi annui da 5 mila euro. E secondo lui di gente così ce ne è tanta.

Ieri su Repubblica Gustavo Zagrebelsky ha scritto: “… la società è ormai divisa in strati e che questi strati non sono comunicanti. Più in basso di tutti stanno gli invisibili, i senza diritti che noi, con la nostra legge, definiamo “clandestini”, quelli per i quali, obbligati a tutto subire, non c’è legge; al vertice, i privilegiati, uniti in famiglie di sangue e d’ interesse, per i quali, anche, non c’è legge, ma nel senso opposto, perché è tutto permesso e, se la legge è d’ostacolo, la si cambia, la si piega o non la si applica affatto. In mezzo, una società stratificata e sclerotizzata, tipo Ancien Régime, dove la mobilità è sempre più scarsa e la condizione sociale di nascita sempre più determina il destino…”.

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