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chiare fresche et dolci acque novembre 22, 2008

Posted by pagineonlife in società.
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“Avremo sempre meno acqua, le classi deboli pagheranno questo…in Kenia ho visto che vendevano bottigliette al prezzo di cento scellini, che sono la paga di un giorno di lavoro di un operaio…la privatizzazione ci porterà ad avere 100 milioni di morti per sete”. E’ un passaggio dell’intervento di Alex Zanotelli oggi al secondo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ad Aprilia.

Da bambino, quando per un breve periodo ho vissuto in Sicilia “per la nostalgia di mio padre per la sua terra” , l’acqua veniva fornita solo due o tre giorni alla settimana. Ricordo che alla domenica ma anche in altri giorni facevamo il giro delle fontanelle pubbliche con l’auto piena di taniche. Era il ’65, frequentavo il Liceo Empedocle di Agrigento dove avevo due bravi prof, uno di filosofia e uno di matematica. Il liceo c’è ancora, come altrettanto grave è rimasta l’emergenza acqua, nonostante le tante dighe che ci sono in Sicilia e l’abbondanza di precipitazioni: da sole queste ultime mai potranno mettere fine alla mafia, anzi lavare la mafia che sull’acqua esercita uno dei suoi più grandi domini. Appunto controllando i pozzi, privatizzando le acque sotterranee e facendosi pagare dai Comuni un bene che in realtà è pubblico. Ma al Nord non è certo meglio. Giuseppe Altamore (autore di “Acqua Spa” e “Dall’oro nero all’oro blu”) rivela ad esempio che la San Bernardo per la concessione e dunque il possesso e l’imbottigliamento dell’acqua della Rocca paga la Provincia di Cuneo 2.528, 20 euro all’anno. Praticamente niente. Come niente vale la salute della gente in tanti altri posti d’Italia. Vi dice nulla Porto Marghera?

Sempre a proposito d’acqua, per decenni a Bussi in provincia di Pescara una grande industria chimica ha inquinato la zona in cui si trova la falda idrica che fornisce acqua potabile a 450 mila persone. Non solo: attorno a quell’industria è sorta la discarica abusiva di rifiuti pericolosi più grande d’Europa che ha inquinato le falde avvelenandole con sostanze tossiche e cancerogene, con valori fino a 161 mila volte il limite legale (Erin Brockovich ha vinto la sua causa per molto meno). Gli enti lo sapevano dal 2004 ma per anni tutto ciò è stato ignorato o sottovalutato. E per anni nella Valpescara è stata bevuta acqua inquinata. Storia non nuova. Già nel ‘900 a Bussi, senza alcuna tutela della popolazione, venne impiantato un enorme centro petrolchimico per la produzione e la sperimentazione di sostanze elettrochimiche; e sempre a Bussi venne sperimentato il gas iprite. E da lì i tedeschi in fuga dopo aver prodotto chissà quali armamenti gettarono in mare tra Pescara e Giulianova o seppellirono sotto terra a due passi dall’abitato di Bussi i residui delle lavorazioni. Il mercurio trovato nello stomaco degli operai di Bussi cento anni fa (il paese delle vedove) è solo una piccola prova, il resto sono l’inquinamento della Valpescara e del fiume Tirino fino ad arrivare al mare.

Post scriptum: 1) per Brunetta e company i vincoli ambientali sono una follia, troppo care per le industrie le strategie contro le emissioni nocive. 2) il mio amico Guglielmo mi ricorda “Il ritorno del Principe” di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato.

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