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la mia america novembre 8, 2008

Posted by pagineonlife in società.
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Se penso agli Stati Uniti, nella mia vita ci sono alcune date e alcuni avvenimenti importanti che mi hanno segnato e che ancora oggi ricordo con intensità. Date e avvenimenti che in alcuni casi mi hanno fatto amare l’America e in altri me l’hanno fatta odiare. Ad esempio me l’hanno fatta amare quando da piccolissimo leggevo i fumetti  che raccontavano di Superman (allora si chiamava Nembo Kid) o quando mio padre mi raccontava dei carichi di armi e cioccolata che venivano lanciati dagli aerei statunitensi per i partigiani. Ancora l’ho amata quando il fratello di mio padre emigrato negli Usa tornava in Italia carico di doni… ricordo le tantissime stecche di sigarette che rovesciava sul tavolo della cucina…io che rubavo qualche pacchetto e che ingenuamente nascondevo sotto terra in giardino salvo poi scoprire che erano diventate fradice e da gettare. E poi c’è l’America dei film, della televisione, della pubblicità. Una bella America. Al contrario l’America l’ho odiata quando ho scoperto che in quel paese si mettevano a morte le persone con il gas. Ero ancora un bambino, ma ho ricordi che sono ancora impressi nella mia mente. E sono i ricordi di quando seguimmo per radio con molta apprensione la vicenda di Caryl Chessman, rapinatore, stupratore e in seguito scrittore (Cella 2455 braccio della morte”). Era il 1960, da mesi si sapeva che sarebbe stato giustiziato nonostante i tanti appelli e le proteste. Poi per radio la notizia che l’esecuzione era stata eseguita. Fu un brutto momento, in casa mia si fece silenzio, forse mia madre ha pianto. Forse anche io. Tre anni dopo, nel ’63, odiai di nuovo gli americani e l’America perché avevano ucciso John Fitzgerald Kennedy, un idolo in quell’epoca vista in Tv in bianco e nero. A scuola, l’insegnante ci fece fare anche un tema in classe. E più tardi da diciottenne, conobbi l’America di Soldato blu, e sull’onda delle lotte del ’68, cominciai a gridare “america go home”. Da allora di tempo ne è passato assai . All’ira contro gli americani per il golpe in Cile, la guerra in Vietnam, l’invasione di Grenada  (partecipai a una marcia di protesta a Washington), le malefatte della Cia, si è aggiunta l’ira per la prima guerra del golfo, per l’intervento in  Afganistan, per quello in Iraq. E l’odio è diventato più grande nell’era Bush, un odio verso l’impero interrotto con sentimenti di dolore e solidarietà per le vittime delle torri gemelle, per la caduta di un simbolo che ho amato e cho visitato grazie a quegli ascensori che salivano facendomi sobbalzare di emozione… Un’era quella di Bush finalmente finita. Io non so se Obama ce la farà a risolvere l’enonomia Usa, non so se riuscirà a fare fede a tutte le aspettative che gli stanno piovendo addosso. Ma una cosa per me è certa: con Obama si apre ora un periodo nel quale torno ad amare l’America e gli americani. Perché assomiglia a quell’America che “non deve erigere muri per chiuderci dentro la gente”, a quell’America di “ich bin ein  berliner”. Grazie Obama meticcio vero e per niente abbronzato.

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Commenti»

1. ancora grazie Obama « pagine on life - giugno 5, 2009

[…] grazie Obama. Mi ha commosso di nuovo. ( la mia america) Con lui posso immaginare un altro mondo per i miei figli. Dove la parola che conta è la […]


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