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articolo 11: l’Italia ripudia la guerra ottobre 20, 2008

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Per il ministro Ignazio La Russa e per il gruppo di studio del governo impegnato nell’organizzare concerti, parate di soldati e visite di generali nelle scuole per “celebrare la Vittoria nella Grande Guerra e risvegliare i sentimenti di orgoglio e unità nazionali”.

Dal diario di Angelo Paoli, soldato italiano in Galizia, settembre 1914: “Pareva la finizione del mondo, cannonate, fucilate, arme a macchina sparavano a fuoco accelerato, le palle fischiavano da tutte le parti i morti e i feriti erano uno vicino all’altro, chi senza gamba, chi senza braccio, chi spaccata la testa, chi nel ventre che perdevano per fino le budelle”. Queste frasi si possono leggere su “Il Popolo scomparso. Il Trentino, i Trentini nella prima guerra mondiale”, un volume di oltre 600 pagine e di un migliaio di foto raccolte da Guido Antonelli e Diego Leoni per il Laboratorio di storia di Rovereto. Pagine di storia che raccontano la tragedia del 15-18: la trincea, la poltiglia umana, la melma, il sangue, soldati senza diritti, solo un numero all’interno della guerra di massa, un numero da eliminare se non obbediva, da rinchiudere nei manicomi se impazziva. Una tragedia immane: primi bombardamenti aerei sui civili, prime deportazioni di massa, profughi, armi chimiche tra cui il gas iprite usato prima dai francesi in Belgio, poi nel 17 dai tedeschi sugli italiani, quindi dagli inglesi e nel ‘35 dagli italiani nella guerra d’Etiopia. Un inferno, risultato finale: 9 milioni di morti e 20 milioni di feriti….e poi arrivò la seconda guerra mondiale…

“…Le democrazie, che siano tali davvero, non pensano alla guerra e la nostra Costituzione, con assoluta chiarezza, ripudia la guerra,  ma le forze armate hanno compiti ben più alti e più degni, poichè sono presidio di protezione, di difesa delle istituzioni, sono presenza di pace…” (dal messaggio del presidente Oscar Luigi Scalfaro per il 4 novembre, festa dell’unità nazionale -novembre 1992).

Appunti: 1) Le fucilazioni sommarie nella prima guerra mondiale, di Marco Pluviano e Irene Guerrini edito dalla casa editrice Gaspari; 2) “Uomini contro”  di Francesco Rosi; 3) “Scemi di guerra, la follia nelle trincee”

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Commenti»

1. l’obbedienza non è più una virtù « pagine on life - novembre 4, 2009

[…] al valor militare per la sua attività di comandante partigiano; 4) a un mio post di un anno fa l’Italia ripudia la guerra Era partito per fare la guerra per dare il suo aiuto alla sua terra gli avevano dato le mostrine e […]


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