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diversi destini settembre 28, 2008

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Con un colpo di pistola alla testa si è ucciso a Langen, in Assia, Karl Franz Tausch, il “boia di Bassano del Grappa”. E’ successo giovedì 25 alla vigilia dell’anniversario della strage del ’44. Il giorno prima Tausch, in una intervista apparsa sulla Frankfurter Rundschau aveva accusato la stampa italiana di avergli aizzato contro la gente del suo paese. Raccontava di essersi sentito respinto dai cittadini italiani che abitano a Langen, di avere subito un vero e proprio mobbing, addirittura di avere udito oggetti lanciati contro le serrande della sua abitazione. All’inizio di questa settimana gli sarebbero corsi dietro due ragazzini per dirgli: “Gioisci per venerdì prossimo”. Poveretto. Invece che uccidersi avrebbe potuto trasferirsi subito in Italia dove tanti dimenticano in fretta e poi travisano (vedi recentemente il sindaco di Roma e il portiere del Milan) e dove quasi certamente Claudio Marini, imprenditore, titolare di un’agenzia di pubblicità e spettacolo che da nove anni organizza “Star of Year”, l’avrebbe chiamato a presiedere il suo concorso di bellezza. Al posto del capitano delle Ss Erich Priebke, uno degli esecutori della strage delle Fosse Ardeatine, col quale era andata buca.

macerie umane settembre 26, 2008

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L’altro ieri ho pubblicato un post con le foto di quello che avvenne il 26 settembre del ‘44 a Bassano del Grappa. E giusto oggi leggo che Christian Abbiati, portiere del Milan, in un intervista apparsa su Sportweek, il magazine della Gazzetta dello Sport, ha dichiarato che del fascismo condivide ideali come la Patria e i valori della religione e che gli piace la capacità che aveva il fascismo di assicurare l’ordine. Quale ordine non so, perché la storia è stata tutta diversa, perché in tutta Italia sotto il segno del fascismo sono state uccise e massacrate persone e idee. L’ordine era solo il silenzio: mia madre che si era nascosta in un sottoscala mentre in casa arrivavano SS e fascisti perse la parola per quasi un mese. All’epoca era una bambina. Diventata donna mi ha raccontato un po’ di verità. E le verità sono anche quelle foto, come le Fosse Ardeatine. Marzabotto, Stazzema. Mi fermo qui perché l’elenco sarebbe troppo lungo. Abbiati ha 31 anni, è nato nel ’77, non ha avuto un padre e una madre in grado di raccontargli la verità. Di spiegargli che l’ordine e tutto il resto producono solo scarti umani.

Da leggere Zygmunt Bauman, Modernità ed olocausto e Vite di scarto.

quel 26 settembre del ‘44 settembre 24, 2008

Posted by pagineonlife in società.
3 comments

bassanofotoNon so come i miei genitori, deceduti ormai da diversi anni, vennero in possesso di queste foto. So solo che in casa nostra ci sono sempre state. Mio fratello le portò anche al liceo e le utilizzò per una ricerca sul fascismo. Poi tornarono nei cassetti di casa, dimenticate, ma non del tutto: da bambino quando andavamo a Bassano del Grappa mio padre mi portava a vedere gli alberi sul viale dei Martiri. Ricordo bene quei lecci che si affacciavano sulla valle più sotto. Sul tronco di ciascun albero era stata messa una targa con foto e nome. Trentun nomi, trentun giovani uccisi dalle SS e dai fascisti. Erano giovanissimi, storditi con dei farmaci, appesi a dei cappi realizzati con i fili del telefono, le mani legate dietro alla schiena, un cartello con scritto “bandito”. E giovani erano anche i fascisti italiani della Guardia nazionale repubblicana che aiutarono i soldati tedeschi a infilare le teste delle vittime dentro i cappi. Qualcuno era alto, con le punte dei piedi riusciva a toccare per terra e allora questi volontari intervenivano tirandoli per i piedi perché il cappio facesse il suo dovere. Per tanti fu una agonia lunghissima. Restarono appesi un giorno e una notte e un altro giorno: monito ai partigiani o a chi solo pensasse di ribellarsi ai nazifascisti. I carnefici invece festeggiavano al Caffè Centrale e all’albergo del Cardellino.

I soldati tedeschi responsabili del rastrellamento e dell’eccidio non furono mai processati; i militi della Legione Tagliamento, le Brigate Nere di Vicenza e di Treviso e gli altri repubblichini che li avevano affiancati, furono invece processati nei tribunali militari e civili, condannati e presto rimessi in libertà grazie alle amnistie. Le foto mostrano alcuni impiccati lungo il viale e nelle vie vicine che portano, credo, verso la Valsugana. Forse alcune di queste foto sono già note, ma il ricordo di quella strage sembra un po’ dimenticato. Anche se non da tutti: gli storici Lorenzo Capovilla, Federico Maistrello e Sonia Residori dell’Istituto per la Storia della Resistenza della Marca Trevigiana e di Vicenza e dell’istituto di Vicenza Gallo hanno trovato una dichiarazione del ’46 di Alfredo Perillo, ufficiale di collegamento della Rsi con i tedeschi durante la guerra, nella quale scriveva che “l’ordine dell’impiccagione venne dato dal tenente Andorfer”. Altre indagini avrebbero poi scoperto l’identità del’autore materiale della strage, tale Karl Tausch (ancora vivo). Specializzato nell’antiguerriglia, Karl Franz Tausch all’epoca aveva 22 anni, ed era vicebrigadiere delle SS sotto Herbert Andorfer, tenente di stanza a Roncegno in Trentino. L’ordine di uccidere civili e partigiani (30 persone per paese) era arrivata dal comando, ma chi organizzò materialmente l’ordine sarebbe stato appunto Tausch. Complessivamente in quei giorni vennero uccise, impiccate e fucilate, oltre 200 persone.

Per saperne di più: Sonia Residori, il massacro del Grappa
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Ecco-il-boia-di-Bassano/2034507