dedicato a chi non si commuove gennaio 23, 2009
Posted by pagineonlife in società.Tags: Bassano del Grappa, discriminazioni razziali, Guantanamo, il discorso di Obama, Lega Nord, Mara Bizzotto, Mario Giordano, pace
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…Si alzarono entrambi e Radiosa Aurora prese il secchio del latte appeso accanto alla porta. Si fermò ancora un momento a contemplare la valle. “Certo che è bella”. “Certo che è bella!” echeggiò lei, ridendo gioiosa di lui e con lui e con tutto il resto del mondo, prima di rientrare. E Radiosa Aurora, come il vecchio incontrato tanto tempo fa, se ne venne giù per il colle nel rosso acceso del tramonto, con il secchio del latte sul braccio. (Radiosa Aurora – Jack London)
…Strapperemo via dal petto dell’umanità schiacciata il maledetto Tallone di Ferro. Al segnale della riscossa, le legioni dei lavoratori di tutto il mondo insorgeranno, e nella storia non si sarà mai visto nulla di simile. La solidarietà delle masse lavoratrici è assicurata …(Il Tallone di ferro - Jack London).
I veri protagonisti della Storia siamo noi. Siamo noi che – se vogliamo – possiamo cambiare il corso degli eventi. L’ho pensato fin da ragazzo leggendolo sui libri o ascoltando alcune storie raccontate da mio padre che ha combattuto il fascismo. Storie dove alla base di tutto c’era un’idea di riscatto e anche di perdono come quella lontana volta che mi disse che all’indomani del 25 aprile aveva aperto le porte della cella a un gerarca che rischiava di venire fucilato. Perché l’hai fatto? Perché si era pentito, la sua risposta…Da allora di tempo ne è passato, mio padre non c’è più, dal perdono si è arrivati alla dimenticanza o peggio all’esaltazione di chi stava dalla parte sbagliata. E in troppi casi si è giunti alla fine delle regole. (continua…)
io oggi sono ad Assisi gennaio 17, 2009
Posted by pagineonlife in società.Tags: Assisi, diritti umani, Eluana, Gideon Levy, Giornata della memoria, Hamas, Harretz, Israele, olocausto, pace, Palestina, Shoa, strage di bambini, Striscia di Gaza, Udine
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Io oggi sono ad Assisi. E sono anche a Roma…e in Israele e in qualunque altra parte del mondo dove c’è chi dice basta alla guerra e al massacro di civili che i soldati israeliani stanno compiendo a Gaza. E perché mi fa orrore vedere bambini ammazzati e adulti che parlano di martiri. Ma anche perché ho schifo di chi parla di diritti e colpe e responsabilità, come se scoprire chi è stato per primo a scagliare la prima pietra sia un modo per ridurre le sofferenze. Perché ci sono opinionisti da strapazzo e anche no, dirigenti di partito e politici che si uniscono e si dividono sulle parole: su che cosa è lager e su che cosa non lo è, come se la conta dei morti facesse la differenza. (continua…)
hanno aumentato di un secondo il 2008 dicembre 29, 2008
Posted by pagineonlife in società.Tags: 2008, Benny Morris, Etgar Keret, Harold Pinter, John Berger, José Saramago, Noam Chomsky, pace, raid, Striscia di Gaza, vittime civili
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Hanno aumentato di un secondo il 2008. L’hanno deciso i responsabili mondiali dell’ora esatta, quelli dell’International Earth Rotation and Reference Systems Service, e l’hanno fatto per adeguare gli orologi al leggero rallentamento della Terra nella rotazione sull’asse. Ma non cambia nulla, continuano i raid aerei su Gaza che hanno già fatto centinaia di morti e che – è sicuro – riproporranno, come sempre, la spirale di odio che insanguina quelle terre e dove pietà e speranza sono morte da tempo. (continua…)
auguri giovane Obama novembre 4, 2008
Posted by pagineonlife in società.Tags: elezioni Usa, guerra, obama, pace
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“…Un ordine ha trasformato queste figure silenziose in nemici nostri; un altro ordine potrebbe trasformarli in amici. Intorno a un tavolo un foglio scritto viene firmato da pochi individui che nessuno di noi conosce, e per anni diventa nostro scopo supremo ciò che in ogni altro caso provocherebbe il disprezzo di tutto il mondo e la pena più grave…”. E’ un passo tratto da Niente di nuovo sul fronte occidentale, di Erich Maria Remarque, un libro datato e purtroppo dimenticato. Anzi sostituito dalla nuova glorificazione della guerra, addirittura dalla santificazione degli orrori assieme alle solite retoriche sulla patria e sull’onore. Le stesse retoriche (oggi accompagnate da spot in tv che sembrano sceneggiati) che costrinsero – e costringono ancora – milioni di persone e tante generazioni a morire nel fango, asfissiati dai gas, maciullati dalle bombe. Da prima della guerra di Troia. Fino alle guerre “giuste” ed “umanitarie”. Fino a quelle contro il terrore. Fino a quelle “preventive”. Contro l’altro che diventa nemico, come annotava Remarque, in forza di “un ordine scritto e firmato da pochi”. E mentre in Italia si festeggia non so cosa, in America tanti sognano la svolta e che il sogno di Obama diventi realtà. Quarant’anni dopo il sogno di Martin Luther King. Perché tutti gli essere umani nascono liberi ed uguali in libertà e diritti. Auguri giovane Obama.




