in difesa della Costituzione febbraio 13, 2009
Posted by pagineonlife in Uncategorized.Tags: Costituzione della Repubblica italiana, Piero Calamandrei
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…ignorante chi la chiama sovietica
di FRANCESCO ( PIER GIUSEPPE ) LO PICCOLO
…ignorante chi la chiama sovietica


tutti i post in un libro:
Rosy Bindi alla festa democratica nazionale del 3 settembre 09 a Genova:
«Quello che sta accadendo nella vita del nostro Paese non ha precedenti. Non si ricorda un momento in un Paese democratico in cui il diritto e la libertà di informazione siano stati così gravemente attaccati con una scientificità che ricorda come qualcuno ha detto rappresaglie di altri tempi. Il Paese deve reagire. Prima il Tg3, dopo Repubblica, Avvenire, l’Unità. Perché? Perché qualcuno fa qualche domanda? Perché qualcuno si permette di criticare? Ma questo è il sale della vita democratica. Di fronte a Silvio Berlusconi, di fronte a quello che sta avvenendo e al modo con cui Berlusconi usa le armi sofisticate che dispone, Benito Mussolini era un dilettante. Qualcuno potrebbe dire non ci sono i manganelli, non è vero, ci sono contro gli immigrati e gli omosessuali».
Ma di cosa parliamo? Qui è tutto falsato alla base. Abbiamo la metà del Paese in mano alla malavita organizzata e l’altra metà non è che se la passi bene; un capo del Governo che ha detto: “Eluana è di bell’aspetto e può avere un figlio”; che mette come ministro della Giustizia un suo ex segretario e a fare le leggi sulla giustizia un suo avvocato; che un giorno dice che la nostra è una costituzione sovietica e il giorno dopo sostiene di non averlo mai detto; che per i suoi enormi conflitti di interesse, in nessun paese civile potrebbe ricoprire la carica che invece ricopre disinvoltamente in Italia; un Governo che propone le “ronde”, le “classi-ghetto”, le denunce dei medici per gli irregolari, che dà ai ricchi e toglie ai poveri; una opposizione che si parla addosso, è lontana dalla gente e non ha niente da proporre se non il fumo. E si potrebbe continuare all’infinito. Sarò pure pessimista, ma qui non c’è da sperare niente di buono.