io oggi sono ad Assisi gennaio 17, 2009
Posted by pagineonlife in società.Tags: Assisi, diritti umani, Eluana, Gideon Levy, Giornata della memoria, Hamas, Harretz, Israele, olocausto, pace, Palestina, Shoa, strage di bambini, Striscia di Gaza, Udine
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Io oggi sono ad Assisi. E sono anche a Roma…e in Israele e in qualunque altra parte del mondo dove c’è chi dice basta alla guerra e al massacro di civili che i soldati israeliani stanno compiendo a Gaza. E perché mi fa orrore vedere bambini ammazzati e adulti che parlano di martiri. Ma anche perché ho schifo di chi parla di diritti e colpe e responsabilità, come se scoprire chi è stato per primo a scagliare la prima pietra sia un modo per ridurre le sofferenze. Perché ci sono opinionisti da strapazzo e anche no, dirigenti di partito e politici che si uniscono e si dividono sulle parole: su che cosa è lager e su che cosa non lo è, come se la conta dei morti facesse la differenza. E perché è incredibile leggere sui molti nostri giornali, vedere su quasi tutte le Tv e ancora scoprire su tantissimi blog faziosità e cattiverie, trucidi commenti e ironia da brivido…persino barzellette: sia quelle orribili e di vecchia memoria sugli ebrei e sia quelle altrettanto ignobili e indecenti dei pro israeliani contro gli arabi imbroglioni. Perché così si uccide anche e soprattutto la libertà…perché il semplice dissenso sulla politica israeliana in Italia è diventato tabù, e capita che commentatori al soldo del Corriere come Pierluigi Battista trasformino D’Alema in politico dalla verve bellicosa solo perché ha usato le giuste parole sulla tragedia compiuta a Gaza dall’esercito israeliano. E perché addirittura succede che le parole di dissenso all’attacco alla Striscia abbiano più cittadinanza in Israele che da noi in Italia (un esempio per tutti alcune frasi del giornalista israeliano Gideon Levy apparse su Harretz: Israele deve parlare con Hamas…Incomprensibile l’indifferenza sul numero dei morti…La maggioranza dei bambini uccisi a Gaza non sono morti perché erano scudi umani di Hamas, essi sono stati uccisi bombardati dai soldati israeliani…Un bambino che ha visto la sua casa distrutta e che gli hanno ucciso il fratello e suo padre, non potrà mai perdonare Israele…).
Io oggi sono ad Assisi. Perché ci sono cose che non hanno più senso, perché bestie feroci si sono impadronite della nostra mente, perché scopro che a Barcellona, anche lì in totale confusione cerebrale, il governo catalano avrebbe deciso (articolo del Corriere di ieri) di cancellare le manifestazioni in memoria dell’olocausto. E perché qualcuno lancia slogan tipo “viva hamas, ebrei in camera a gas”. Perché tutto questo non ha più senso, perché invece che la testa comanda l’odio. Io oggi sono ovunque si manifesta per la pace. Contro l’antisemitismo che serpeggia, contro i progrom e l’olocausto, e i gulag, ma anche contro chi, in nome della Shoa e dell’antisemitismo, disprezza arabi e musulmani, occupa terre e affama popoli e genti. E fa stragi di bambini, donne, civili. Io oggi sono ad Assisi contro guerre, bandiere, patrie e perché non ci sono razze e tantomeno un dio meglio di un altro. E perché in occasione della Giornata della memoria che ricorre il 27 gennaio il rispetto dei diritti umani sia l’unica bandiera del mondo.
Post scitpum a proposito di prepotenze: ieri si è consumata la resa della clinica di Udine che ha detto a no ad Eluana perché “il ministro ci farebbe chiudere”. E la chiamano legalità.





Le drammatiche vicende di Gaza, in questi giorni hanno avuto conseguenze devastanti soprattutto nei confronti dei bambini. La politica e le istituzioni devono fare la loro parte nel rilancio del processo di pace, ma di fondamentale importanza rimane anche l’assistenza concreta alle persone colpite. Segnalo che il Presidente della Provincia di Roma, Zingaretti, in collaborazione con l’organizzazione Save the Children, ha lanciato una campagna per la raccolta di fondi per l’acquisto di cibo e medicine, per l’emergenza umanitaria. Anche gli enti locali possono fare la loro parte.